PROGRAMMA TEATRO SCUOLA 2025/2026
Carissimi Insegnanti,ecco il programma 2025/2026 degli spettacoli rivolti alle scuole.
Martedì 4 novembre 2025 ore 9.00 e ore 11.00
Dai 6 ai 13 anni
Olympus Kids (Spagna)
Teatro d’attore
Il mito racconta che Prometeo viene punito da Zeus per aver consegnato il fuoco agli esseri umani, liberandoli così dalla loro condizione animale. Un’aquila divorerà eternamente il fegato di Prometeo per aver disobbedito al capo dell’Olimpo. Anche se potremmo anche dire che un’aquila divorerà eternamente il fegato di Prometeo perché egli ha dato un’opportunità all’umanità tramite un atto di solidarietà.
Prometeo è un sabotatore che merita di essere punito o qualcuno che si mette in pericolo in prima persona per ribellarsi contro dei poteri dispotici cercando un bene collettivo? Che rapporto c’è tra il mito originario e la reinterpretazione fatta da Mary Shelley attraverso il suo Dott. Frankenstein? Le norme devono essere sempre rispettate? E se una norma è ingiusta? Chi decide cos’è giusto e cosa non lo è? Bisogna punire chi trasgredisce una norma? Che cosa succede se trasgrediamo una norma per un giusto proposito? E se non sapessimo che esiste quella norma? Chi sono i Prometeo dei nostri tempi? È affascinante vedere brillare la mente delle bambine e dei bambini domanda dopo domanda.
TEMI: mito per interrogarsi - filosofia, etica, giustizia, ribellione e crescita individuale.
Lunedì 15 dicembre 2025 ore 10.00
Martedì 16 dicembre 2025 ore 10.00 e ore 14.00
Dai 6 ai 14 anni
Fondazione Teatro Carlo Coccia
Nuova commissione – Prima esecuzione assoluta
Opera
L’opera comincia con la Matrigna che canta allo Specchio, pavoneggiandosi sicura di sé con la storica frase “specchio, specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?”. La risposta la farà infuriare: “Biancaneve”, soprattutto perché definita “di bellezza pura”. Biancaneve è una giovane cantante che ha appena compiuto 18 anni e si vede improvvisamente obbligata dalla Matrigna ad andare presso la clinica Bella Subito per delle operazioni di chirurgia estetica: arrivate ai diciott’anni tutte le ragazze lo fanno e lei non può essere da meno se vuole essere perfetta, secondo i canoni estetici in voga. In più, una donna di successo deve avere quell’aspetto. Nonostante lei non voglia la Matrigna la obbliga ad andare, accompagnata dal Maggiordomo, ma durante il viaggio verso la clinica, a causa di un incidente stradale, lei riesce a fuggire; la Matrigna smetterà per un po’ di cercarla credendola morta. Non appena scappata, la giovane incappa subito in sette simpatici saltimbanchi che si guadagnano da vivere facendo giocoleria ed arte di strada, i nani. Loro, poveretti, sono piuttosto scarsi nella loro arte, ma non appena sentono cantare la giovane ragazza ne riconoscono il talento, e le chiedono di entrare a far parte della loro compagine; qui lei incontrerà il vero amore, il Principe, giovane ed altrettanto talentuoso violinista, che collabora con i nani per i loro spettacoli. Dopo attente ricerche, la Matrigna scopre che la figlia è riuscita a fuggire e non ha obbedito ai suoi ordini, quindi cerca di ucciderla: il primo tentativo fallisce ma al secondo, grazie alla fatidica mela, ci riesce, facendola cadere morta. Appresa la tragica notizia, i nani ed il principe piangono di dolore e organizzano il suo funerale, ma mentre trasportano la bara Eolo starnutisce, facendola cadere, mentre il pezzo di mela avvelenata cade dalla bocca di Biancaneve, che ritorna in vita. L’opera si chiude con la gioia collettiva e la matrigna che corre per il palco maledicendo lo specchio.
MORALE:Il messaggio al giovane pubblico è di non uniformarsi mai alla massa né alle aspettative degli altri. La vera gioia nella vita nasce dalla libertà dell’essere sé stessi, dall’amore e dalla condivisione.
TEMI: la bellezza e gli standard imposti, l’identità e l’autodeterminazione, il controllo e la manipolazione.
Mercoledì 28 gennaio 2026 ore 9.00 e ore 11.00
Dai 4 agli 8 anni
Teatro Gioco Vita
Teatro d’attore e teatro ombre
Grazie a un linguaggio semplice e poetico seguiamo le vicende di un piccolo essere attraverso i suoi continui mutamenti che si rivelano ora naturali, ora fantastici. Così come il bruco diventa farfalla e la ghianda si trasforma in quercia, una giovane ragazza per salvare sé stessa può improvvisamente tramutarsi in pianta. Tutto cambia! è uno spettacolo che conduce i giovani spettatori nello stupefacente mondo della Metamorfosi traendo ispirazione sia da racconti classici – come l’opera omonima di Ovidio – sia da opere moderne e scientifiche. Intrecciando mito e realtà, ci mostra come tutto ciò che ci circonda, compresa la nostra stessa vita, sia una lunga e costante “metamorfosi”. Seguendo un percorso a tappe il racconto si rivela un viaggio attorno al tema del cambiamento – così presente nella vita quotidiana del bambino – e affronta con delicatezza quel naturale sentimento di paura che gli è connesso, mostrando come ogni “metamorfosi” porti con sé una nuova, grande, opportunità.
TEMI: cambiamento e trasformazione – superare la paura del cambiamento e scoprirne le opportunità – le metamorfosi tra mito e realtà.
RECENSIONI:
Una produzione intensa, sensibile, capace di parlare al cuore dei più piccoli con poesia e leggerezza, senza mai rinunciare alla profondità del messaggio: ogni trasformazione, anche la più dolorosa, può diventare una nuova meraviglia. (Libertà.it – Piacenza).
Deniz Azhar Azari, su regia e drammaturgia di Marco Ferro, riesce a governare in modo efficace tutti i diversi linguaggi con cui è composto lo spettacolo, narrando con proprietà e muovendo con efficacia le sagome inventate da Marco Ferro e Nicoletta Garioni. E alla fine, avremo anche la possibilità, come lo spettacolo ha insegnato ai piccoli spettatori, di vedere una ragazzina diventare un essere capace di stare al mondo, sostenendo venti e tempeste, come era accaduto al piccolo seme, diventato albero forte e rigoglioso (Eolo – Mario Bianchi)
Lunedì 23 febbraio 2026 ore 9.30 e ore 12.00
Martedì 24 febbraio 2026 ore 9.30 e ore 12.00
Età 11-18 anni
da Giacomo Puccini
Fondazione Teatro Carlo Coccia
Opera - Nuova commissione
La Bohéme in una stanza si propone di avvicinare il pubblico giovane alla grande tradizione operistica, proponendola da una prospettiva inconsueta grazie a una messinscena che intreccia racconto e musica, e porta l'opera nel tempo presente. La scelta di Bohéme è parsa naturale perché il capolavoro pucciniano narra di giovani studenti innamorati e spensierati che incontrano tragicamente la vita. Da queste premesse ha preso il via il progetto del Teatro Coccia, che ha coinvolto me e Vincenzo De Vivo.
L'idea drammaturgica parte da uno spunto reale e autobiografico: una nonna che, poco più che ragazza, ha conosciuto la prima interprete di Mimì, la protagonista femminile di Bohéme, e racconta l'opera al nipotino. Ricordi, aneddoti, musica, trama, personaggi reali e letterari vanno a ricostruire il mosaico dell'opera e della sua epoca. Il salotto della casa di campagna, dove la nonna narra, si trasforma nel palcoscenico di Bohéme. Si rompe così idealmente la quarta parete e La Bohéme abita uno spazio quotidiano, i personaggi dell'opera entrano e agiscono all'interno di un mondo “reale” trasformandolo in un mondo immaginifico. I personaggi interagiscono con i narratori e i narratori a loro volta entrano nell'opera: realtà e finzione si intersecano.
L'opera è stata ridotta e rimodellata preservando i momenti più importanti e carichi di emozione, che si intrecciano al racconto della nonna che funge da filo rosso della vicenda.
Quanto all'impianto scenografico, la scena è immaginata come uno spaccato di un salotto di casa di campagna, in parte reale e in parte trompe-l'oeil, in cui porte e finestre aprendosi creano spazi diversi: in questo modo il salotto diventa ora la soffitta, ora il Café Momus del quartiere latino ora, facendo girare la stanza su sé stessa, il paesaggio innevato della Barriera d'Enfer.
Mercoledì 25 marzo 2026 ore 9.00 e ore 11.00
Dagli 11 ai 18 anni
Teatro Nuovo di Pisa / Scuola Civica Paolo Grassi
Teatro d’attore
Crazy Bosnian guy è una guida turistica e ci accompagna per le strade della sua città, Mostar, nel sud della Bosnia Erzegovina. È un personaggio loquace, sopra le righe: il suo soprannome, se l’è guadagnato sul campo.
Mentre il tour procede, veniamo risucchiati nel turbine dei ricordi. Crazy Bosnian guy negli anni Novanta era un ventenne: la guerra nei Balcani è viva nella sua memoria. Ci parla della ricchezza della Jugoslavia di Tito, del crollo della confederazione, dell’avvento di governi instabili, del sentimento jugonostalgico. E della situazione attuale, definita dagli stessi abitanti ‘una polveriera pronta ad esplodere’. Perché interessarci a una storia in apparenza distante da noi? Ricordare, oggi, ha ancora un senso?
“Sono felice che mio figlio non sappia niente della guerra. Io non gliela spiego. Not today. Però la spiego a chiunque mi paghi. You, tourist. My pain is my money. Vuoi la guerra, ti vendo la guerra. Business.”
TEMI: imparare dalla storia – la guerra dei Balcani – giustizia – ricostruzione e riconciliazione – identità personale e collettiva – speranza e futuro.
RECENSIONI:
È uno spettacolo adatto a un pubblico giovane, ma capace di tenere agganciato anche lo spettatore adulto. Senza cedere a compromessi o semplificazioni, riesce a essere accessibile, appassionante, profondo. E non è solo una questione di efficacia didattica o narrativa. A volo d’angelo apre una crepa su una delle guerre più taciute del nostro continente. La guerra dei Balcani è stata una guerra minore per i notiziari, una guerra in serie B nei libri di scuola. Ma questo spettacolo fa un gesto diverso. Non spiega, non denuncia, non storicizza. Ti invita a sederti accanto a uno che ne ha viste tante, uno che sa raccontare e affabulare, uno che ti fa ridere e poi, senza accorgertene, ti porta dentro al dolore. Senza retorica, senza morale, senza didascalie. Ed è lì che A volo d’angelo si fa davvero teatro: in quella zona intermedia dove la memoria non è oggetto di studio, ma esperienza condivisa. Dove la guerra non è cronaca, ma eco che ci attraversa. Dove un personaggio eccessivo, arrogante, sopra le righe, riesce a dire le cose più vere proprio perché si prende gioco delle nostre aspettative. Alla fine, vorresti che non se ne andasse. Vorresti che quel Crazy Bosnian Guy restasse lì ancora un po’, a raccontarti ancora qualcosa. (Eolo – Samuel Zucchiati)
Martedì 14 aprile 2025 ore 9.00 e ore 11.00
Dai 6 agli 11 anni
Anfiteatro/Unoteatro
Teatro d’attore
Un bambino senza nonni va a cercarne uno in un posto dove, di nonni, ce ne sono tanti.
Una storia tenera, divertente e commovente che racconta una grande amicizia.
Cosa può accadere durante una chiacchierata tra due bambini, Teo e Milo, dove il primo racconta meraviglie sul suo nonno mentre l'altro, con una punta d'invidia, dice che anche lui ne desidererebbe uno ma che purtroppo non ce l'ha?
E cosa può accadere se Teo gli dice di conoscere un posto dove di nonni ce ne sono un sacco e che non sarebbe stato difficile trovarne uno tutto per sé?
E così, accade che un giorno Teo accompagna Milo a Villa Fiorita, un ospizio dove il bambino, finalmente, incontra un vecchietto di nome Orazio, (che è solo e a cui piace molto l'idea di avere un nipotino) e con il quale nasce subito un bellissimo rapporto di amicizia.
Orazio ha passato tutta la sua vita nella stiva di una nave, ma con la fantasia ha vissuto tante avventure fantastiche e con i suoi racconti meraviglia il suo piccolo amico: dalla cattura di pesci enormi alla coltivazione di un orto dove crescevano piante piuttosto strane, dai voli in piedi su aquiloni legati alla nave fino alla dolcissima storia d'amore con Rosette che sposerà una notte in riva al mare ma che non rivedrà mai più per tutta la vita.
A differenza delle altre, la storia di Rosette sembra a Milo molto vera, e infatti Orazio conserva ancora un velo rosso con i fiori bianchi che lei gli aveva regalato il giorno della sua partenza e il ricordo di una canzone che gli aveva insegnato e che Orazio, da allora, non ha mai smesso di fischiettare.
Affascinato anche dal suo modo di fischiare, Milo ci prova e ci riprova ma con scarsi risultati; e così, la sera in cui, insieme al nonno e a Teo, andranno a rubare le ciliegie in un giardino nei pressi di Villa Fiorita, Milo decide che non sarebbe più tornato fino a quando non fosse stato capace di fischiare come il nonno.
E infatti per qualche giorno Milo non andrà a trovare Orazio, ma a un certo punto, con le labbra a forma di bacio, le note cominciano a uscire limpide come quelle del nonno. E così, insieme a Teo corrono alla casa di riposo per dargli la notizia, ma...
Era vero che nonno Orazio volava gli aquiloni!!!
Lo spettacolo, divertente e poetico, si muove con delicatezza nell'ambito del confronto generazionale; racconta un legame speciale pieno di affetto e fantasia e invita a riflettere sul valore della vita, degli affetti e sull’importanza del dono più prezioso in assoluto che abbiamo noi essere umani: il tempo.
“Mio nonno vola gli aquiloni” è uno spettacolo che ha avuto tra le sue fonti di ispirazione l’ascolto che sul tema è stato condotta dal progetto di ricerca “Io e nonni. Storie intrecciate tra generazioni” cui ha partecipato una rete composta, oltre che da Anfitreatro stessa e da Unoteatro, da ATIR Teatro Ringhiera, dalla Compagnia Il Melarancio, dalla Compagnia Panedentiteatro, dalla Biblioteca Comunale di Arese (MI), dalla Biblioteca Civica Ettore Pozzoli di Seregno (MI), dalla Biblioteca Comunale Ungaretti di Basiano (MI) e Masate (MI).
TEMI: legami intergenerazionali – adozione affettiva – incontro tra generazioni – crescita e scoperta del mondo adulto – empatia e solidarietà.
RECENSIONI:
L’incontro fra generazioni distanti, la sorpresa di nuovi rapporti, l’attesa di una storia nuova, l’accettazione e l’aiuto nei confronti di chi è più debole: sono questi gli argomenti che scorrono lungo il nuovo spettacolo di Anfiteatro, con la sempre delicata mano di Giuseppe Di Bello e la bella interpretazione di Enrico de Meo. “Mio nonno vola gli aquiloni”, prendendo spunto da un testo per ragazzi, racconta con leggerezza la storia dell’incontro fra un nipote senza nonno ed un nonno senza nipote. Due solitudini che, forse, fino ad allora non si erano accorte di essere tali; due generazioni lontane che, facendosi compagnia, scoprono il piacere di raccontare e raccontarsi. (Eolo – Nicoletta Cardone Johnson)
Giovedì 23 aprile 2026 ore 9.00 e ore 11.00
Dai 12 ai 18 anni
Teatro del Buratto – Laura Pasetti
Teatro d’attore in lingua inglese
Chi era William Shakespeare? È veramente esistito? Oppure si tratta di uno pseudonimo dietro al quale si nascondeva Marlowe? La regina Elisabetta? Il siciliano Guglielmo Crollalanza?
Shakespeare in persona racconta con ironia di sé stesso, della sua vita e, soprattutto, delle sue opere; partendo dalla spiegazione del verso che così tanto ha utilizzato, il pentametro giambico, spaziando dalla sua rivalità con Marlowe al rapporto con la regina Elisabetta, Shakespeare si mostra attento e appassionato conoscitore della natura umana.
Sorseggiando una tazza di tè, Shakespeare diventa Romeo, Lady Macbeth, Riccardo III e, come se stesse scrivendo ora per la prima volta, questi personaggi, ce li presenta, ci fa apprezzare le loro debolezze e amare il loro modo di pensare e di agire. Ci avvicina a ciascuno di loro come se i personaggi potessero parlarci personalmente di sé e ci mostra le storie e i drammi che ha scritto, così come li ha concepiti.
TEMI:teatro in lingua inglese – la vita di William Shakespeare, le sue opere e i suoi personaggi – le ragioni drammaturgiche e di stile – le esigenze del teatrante.
RECENSIONI:
Chi era Shakespeare? Come parlerebbe di sé e come lo tradurremmo oggi? Perché le sue opere sono immortali, oltre il tempo e lo spazio? Ce lo spiega proprio lui: William Shakespeare in carne ed ossa con ironia sorseggiando una tazza di tè. Spettacolo adatto a giovani ragazzi e ragazze che si approcciano alla lingua inglese e all’autore del quale scopriamo le origini del nome, curiosità sulla sua vita e soprattutto ci tuffiamo insieme nelle sue opere decantate perfettamente in lingua inglese tra le quali “Romeo e Giulietta”, “Macbeth”, “Amleto” e sonetti scritti in pentametro giambico con il quale Shakespeare ha giocato e rivoluzionato il proprio tempo e quello a venire. L’attore crea fin da subito un’atmosfera accogliente e una giusta intesa con il pubblico, un rapporto diretto e sincero, proprio come se anche noi spettatori sorseggiassimo del tè in un’informale chiacchierata con il più famoso poeta e drammaturgo della nostra storia occidentale. (Eolo)
Stagione realizzata in collaborazione con Fondazione Piemonte dal Vivo.
Lunedì 25 maggio 2026 ore 10.00 e ore 14.00
Martedì 26 maggio 2026 ore 14.00
Dai 6 ai 13 anni
Fondazione Teatro Carlo Coccia
Opera e Teatro d’ombre
Lemuel Gulliver, medico e viaggiatore, ha deciso di abbandonare il mondo degli umani, e si domanda il perché... Così inizia il racconto a ritroso nel tempo. A corto di soldi decide di imbarcarsi, ma nell’oceano indiano una tempesta lo spinge, naufrago, sulle spiagge di un paese sconosciuto: Lilliput, abitato da un popolo di uomini minuscoli ... Non solo la differenza di taglia è sorprendente, anche abitudini e costumi. Ecco che lo sguardo stupito e divertito di Gulliver porta lo spettatore verso un diverso modo di osservare e giudicare l’uomo e la società, uno sguardo antropologico ora comico ora serio, che a sua volta sprigiona immagini inattese e poetiche. E da Lilliput in avanti sarà tutto sorpresa ... Gulliver nel paese delle ombre e della musica.
TEMI: il viaggio come crescita personale – potere e debolezza – pregiudizi e rispetto
PER INFORMAZIONI
Giulia Annovati
Tel. 0321.233200 – 392.1922607 (dalle ore 10,00 alle ore 17,00)
e-mail segreteria.direzione@fondazioneteatrococcia.it
MODALITÀ DI PRENOTAZIONE
La prenotazione deve avvenire a mezzo email all’indirizzo segreteria.direzione@fondazioneteatrococcia.it includendo il modulo di prenotazione che trovate QUI.
Successivamente alla prenotazione, verrà inviata una e-mail di riepilogo che avrà valore di conferma della prenotazione.
MODALITÀ DI PAGAMENTO - ANTICIPATO
Il pagamento è sempre richiesto anticipato, entro una settimana dalla data dello spettacolo, e può essere effettuato a mezzo bonifico oppure al botteghino con bancomat/carta di credito.
Hanno diritto al biglietto omaggio i docenti accompagnatori fino ad un massimo di 2 per classe, gli studenti portatori di handicap con disabilità certificata e i loro insegnanti di sostegno.
Per i docenti in esubero è previsto 1 biglietto ridotto a € 5,00.
ASSEGNAZIONE DEI POSTI
Le classi verranno accompagnate all’interno della sala una alla volta. I posti saranno loro assegnati in base all’età e/o alla data di prenotazione.
ORARI
Ingresso in sala da 30 minuti prima dell’inizio dello spettacolo.
Si richiede massimo rigore e rispetto degli orari.
Eventuali cambiamenti di programmazione saranno comunicati tempestivamente al numero telefonico o indirizzo e-mail trasmessi all’atto di prenotazione o acquisto e non costituiranno motivo di rimborso. In caso di annullamento dello spettacolo i biglietti già acquistati saranno rimborsati.
