Coproduzione con Orchestra Senzaspine
Opera in tre quadri

Musica di Lorenzo Sorgi
Libretto di Duska Bisconti
Biancaneve Martina Malavolti*
Matrigna/Cucciolo Elena Malakhovskaya*
Dotto/Principe Riku Matsubara*
Specchio/Brontolo Omar Cepparolli

*Allievi Accademia AMO

Direttore Tommaso Ussardi
Regia e scene Daniele Piscopo

Coproduzione con Orchestra Senzaspine

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“Biancaneve in Tour”
In questa nuova opera, Biancaneve vive nel mondo dei giovani di oggi, immerso in filtri, selfie e perfezione digitale. La matrigna, ossessionata dalla bellezza artificiale, non parla più con lo specchio magico ma con il telefono-specchio, che le detta regole di chirurgia estetica, ritocchi e apparenza. È l’immagine virtuale a sostituire quella reale.
L’opera diventa così una riflessione sul rapporto degli adolescenti con il corpo, sulla paura di non piacere e sull’illusione di poter cancellare i propri difetti.
La clinica “Bella Subito” rappresenta il laboratorio dell’identità contemporanea: un luogo freddo, lucido e impersonale, dove la bellezza è artificio e la fragilità non è ammessa. In contrasto, Biancaneve sceglie di essere sé stessa.
Rifiuta ogni trasformazione e usa solo la sua voce come strumento di libertà, arte e verità: è il suo canto, puro e spontaneo, a diventare simbolo di una bellezza autentica.
I sette nani diventano in questa versione artisti di strada, acrobati e musicisti che vivono di creatività e solidarietà. Con Biancaneve costruiscono un piccolo mondo umano, fatto di arte e affetto, in contrasto con l’isolamento narcisista della Matrigna.
Scenicamente, domina il colore rosa, declinato in tutte le sue sfumature: dal rosa freddo e artificiale della vanità, al rosa caldo e vivo della libertà. È il colore della trasformazione, dal filtro digitale alla pelle vera.
Questo tema mi tocca da vicino. Da bambino venivo spesso preso in giro per il mio aspetto fisico, e forse proprio per questo oggi sento l’urgenza di parlare di bellezza vera. Raccontare ai ragazzi che nessuno deve sentirsi sbagliato è il senso più profondo di questo spettacolo. Nel finale, quando la Matrigna scaglia via il suo telefono, resta solo la voce di Biancaneve — viva, imperfetta, umana.
Vorrei lasciare un messaggio semplice e necessario a tutti:
“La bellezza non è perfezione. È verità. È libertà di essere se stessi.”
E’ una Biancaneve dei nostri tempi che vuole scoprire il mondo, ama cantare e si piace così com’è. La matrigna la cui “bellezza al bisturi” è unica e indiscussa sul web, non ama la concorrenza :non deve esistere altra bellezza al di fuori di quella che ha stabilito e dunque, per evitare confronti, la figliastra deve diventare la sua copia. Così consiglia lo specchio dello smartphone! La spedisce a rifarsi le labbra e il resto da un chirurgo estetico con il suo fidato autista. Ma l’auto sbanda su un branco di cinghiali. E Biancaneve fugge, incontra sette nani, acrobati da strada, e con i suoi canti si unisce a loro. Poco dopo si imbatte in un principe violinista, povero ma artista: nasce l’amore tra i due. La matrigna però non si arrende: riesce con un trucco a farle mangiare la mela avvelenata. Meno male che i maldestri sette nani nel farle il funerale fanno resuscitare Biancaneve!
Biancaneve è una ragazza che segue il suo cuore contro la volontà della Matrigna, versione fiabesca di uno dei topoi dell’opera italiana: il contrasto tra libertà individuale e regole sociali. Lei non è una principessa come Aida ma una ragazza comune, che sceglie di non essere a tutti i costi perfetta (qualunque cosa voglia dire) e si tuffa cantando nella vita. Il suo tema è rock: è l’energia di una diciottenne che vuole scoprire il mondo, cantare e innamorarsi. La Matrigna è una donna di potere ossessionata dai canoni estetici imposti dalla società, in costante competizione con le altre donne. Vorrebbe tanto sembrare una signora, ma ad ogni sobbalzo d’ira la sua natura provinciale esce fuori; è ritratta con un valzer grottesco perennemente interrotto da gag comiche. Dal contrasto tra queste incompatibili umanità nasce una vicenda che, tra il serio e il faceto, ironizza sulle piccole follie che costellano la nostra quotidianità, culminando in una celebrazione dell’amore romantico e della libertà. Se non all’Opera dove?