immagine Ernani

Soggetto e Testo di raccordo Stefano Valanzuolo
Il portiere del palazzo Leonardo Pesucci
Direttore Kyotaro Sawamura
Regia di raccordo Concetta Ascrizzi (Accademia AMO)
Scene Matteo Capobianco

IL BARILE DI AMMONTILLADO
Tratta dal racconto di Edgar Allan Poe
Musica di Giuseppe Guerrera (Accademia AMO)
Libretto Emanuela Ersilia Abbadessa
Montrésor Zhengji Han (Accademia AMO)
Fortunato Davide Lando (Accademia AMO)
Regia Enrica Rebaudo (Accademia AMO)

PAGANINI NON RIPETE
Flash opera da un'idea di Achille Campanile
Musica di Claudio Scannavini
Libretto Emanuela Ersilia Abbadessa
Paganini Semen Basalaev (Accademia AMO)
Una ragazza tra il pubblico Yo Otahara (Accademia AMO)
Regia Salvatore Sito (Accademia AMO)

COLLA PAZZA
Tratta dal racconto di Etgar Keret
Musica di Paola Magnanini (Accademia AMO)
Drammaturgia e libretto Stefano Valanzuolo
Moglie Miyoung Lee (Accademia AMO)
Rodolfo Giuseppe Matteo Serreli (Accademia AMO)
Regia Erika Chilò (Accademia AMO)

Ensemble del Teatro Coccia
Nuova commissione e Produzione Fondazione Teatro Coccia

Nato a Chiba in Giappone, nel 13 marzo 1995. Ha iniziato lo studio del pianoforte a 5 anni. Ha studiato direzione d'orchestra con Ken Takaseki e Kazufumi Yamashita in Giappone e nel 2017, ha conseguito la laurea in direzione d'orchestra presso l'Università delle Arti di Tokyo. Dopo la laurea ha lavorato come assistente nel New National Theatre Tokyo in qualche produzione di Tannhäuser e Madama Butterfly. Dal 2019, per la sua interessa per l'opera italiana ha iniziato di studiare in Italia, al conservatorio di Milano "Giuseppe Verdi" con Vittorio Parisi e nel 2022, ha finito il corso Diploma accademico di II livello con il voto massimo (110 e lode).
Ha approfondito la direzione d'orchestra in numerosi corsi, masterclass e lezioni con Kazuki Yamada, Tatsuya Shimono, Ryusuke Numajiri, Riccardo Chailly, Marco Guidalini, Daniele Gatti, Fabio Luisi, Stefano Ranzani.
Nell'Agosto 2022 ha vinto il primo premio al concorso internazionale per direttori d'opera Luigi Mancinelli ad Orvieto.
Dal 1989 è critico musicale del quotidiano Il Mattino. Dal 2010 collabora con Radio3 come conduttore e autore dei programmi Radio3 Suite e WikiMusic. Collabora con il mensile Sistema Musica e con “I quaderni dell’Associazione Scarlatti” (Libreria Musicale Italiana - LIM). Dal 2020 è direttore responsabile della rivista di spettacolo Live - Performing & Arts (ed. Livecode). Pubblica saggi e note di sala per numerose istituzioni musicali italiane. È autore del melologo “Il convitato delle ultime feste”, con musica di Carlo Galante, il cui debutto è previsto nell’estate 2023 (già incluso nella stagione concertistica 2020 del Teatro di San Carlo, poi slittato per l’emergenza Covid). È autore di soggetto e libretto dell’opera “Il bullo in maschera”, musica di Federico Gon, in scena nel 2022 al Teatro Coccia di Novara. Sullo stesso palcoscenico, ha portato l’opera “Tutto in una notte”, nel 2021. Nel 2021, su commissione dell’Emilia Romagna Festival, ha scritto “Il lupo e Pierino”, riproposizione in chiave moderna del “Pierino e il lupo” di Prokof’ev. Sue sono ideazione e sceneggiatura della fiction in cinque puntate “3 voci di dentro”, prodotta dal Teatro Pergolesi – Jesi, disponibile su RaiPlay (2021). È autore di soggetto e drammaturgia di “Alienati” (2020), la prima opera smart working al mondo prodotta dalla Fondazione Teatro Coccia - Novara (con D. Barcellona, J. Pratt, D. Rodriguez, A. Antoniozzi, N. Ulivieri, L. Ganci, R. De Candia). È autore del libretto dell’opera “Il labbro della lady” con musica di Galante (Teatro Pavarotti di Modena, Opera Giocosa di Savona, 2015; editore Sonzogno) e direzione di Carlo Boccadoro. È autore di soggetto e testo degli spettacoli: “Settembre è nero” e “Il sogno di Burney” (Campania Teatro Festival 2022); “Father and Son” (Campania Teatro Festival 2021, Teatro Nuovo di Napoli); “Sine Diez” (Maggio della Musica 2021, Napoli); “Ho ucciso i Beatles”, con Sarah Jane Morris, Paolo Cresta e Solis String Quartet (Napoli Teatro Festival 2020, Ravenna Festival, Musica e Teatro a Villa Adriana); “StraTivari”, con Iaia Forte (Napoli Teatro Festival Italia 2019; Napoli, Teatro Trianon 2022); “Qualche estate fa”, con Claudia Gerini e Solis String Quartet; “Se Spartak piange…”, con Giovanni Esposito, Quintetto del Teatro di San Carlo (Napoli Teatro Festival Italia 2018); “Forse non sarà domani” (Napoli Teatro Festival Italia 2017), con Rocco Papaleo; “The Fool on the Hill” (2012), con Michele Riondino/Alessandro Haber/Quartetto Savinio/Orchestra “Haydn” di Trento e Bolzano/Filarmonica “Toscanini”. È autore di drammaturgia e testo degli spettacoli: “Cunto di Tristano”, con Vincenzo Pirrotta, musiche di Roberto Molinelli (2015); “Mozart, per gioco” (2015), “L’amore ai tempi della Musica” (2017), “La Russia, forse, non esiste”, con il Quartetto Savinio (Associazione Scarlatti di Napoli, 2017). Nel 2009 ha firmato la drammaturgia dello spettacolo “Le sorelle Bronte”, inaugurazione del Festival del Teatro - Biennale di Venezia, regia di Davide Livermore. È Direttore artistico dell’Associazione “Maggio della Musica”, Napoli. È fondatore e Direttore del festival MozArt Box (Palazzo Reale di Portici), giunto alla quindicesima edizione. Nel 2020 ha ideato e diretto il progetto “I luoghi di Napoli” per la Fondazione Premio Napoli. Nel 2018 ha ideato diretto, per il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, il festival “Elogio del Violoncello”. Nel 2016 è stato Direttore generale ed artistico dell’Arena Flegrea, storico spazio performativo nel cuore di Napoli. Dal 2008 al 2015 è stato Direttore generale e artistico del Ravello Festival. Già titolare dei corsi di “Organizzazione dello Spettacolo” e “Tecniche di Comunicazione” al Conservatorio di Benevento, è attualmente docente nell’ambito del Master in “Management e Comunicazione delle Imprese Culturali” del Conservatorio di Napoli.
Nata a Catania nel 1964, ha studiato pianoforte e canto lirico. Ha insegnato Storia della Musica e Comunicazione Musicale alla facoltà di Lingue dell’Università di Catania. Lavora da oltre un trentennio nel campo della produzione di spettacoli musicali. Si è occupata della musica del Ventennio (Torino, 2005) e di rapporti tra musica e letteratura con studi su Brancati (Catania, 1997) e Bufalino (Ragusa, 2002). Ha al suo attivo oltre ottanta saggi di materia musicologica e due volumi: Ho un sassolino nella scarpa (Bonanno, 2005) e I teatri di Renzo Aiolfi (Bonanno, 2010). Ha collaborato con il Teatro Massimo di Catania. Scrive per il quotidiano “La Repubblica”. Attualmente si occupa dei progetti didattici e delle relazioni esterne per il Teatro dell’Opera Giocosa di Savona. Capo Scirocco (Rizzoli, 2013), vincitore del Premio Rapallo-Carige e del R. Brignetti Isola d’Elba, finalista ad Alassio Centolibri e al Premio Città di Rieti, è il suo primo romanzo. Nel 2016 ha pubblicato Fiammetta (Rizzoli), secondo al Premio Dessì e al Premio Subiaco Città del Libro e vincitore del premio “Fieramente il web”. Il suo nuovo romanzo È da lì che viene la luce (Piemme, 2019) è stato candidato al Premio Strega 2019. Ha ricevuto il Premio Etnabook 2019 per la Cultura.
Nato a Bologna nel 1959, ha iniziato gli studi di pianoforte e composizione presso il Conservatorio della sua città con il M. A.Zecchi, per trasferirsi poi a Milano dove ha studiato con Donatoni e Sciarrino, frequentando nello stesso periodo corsi con Stockausen e Ligeti e Reich. Fin dai suoi primi lavori ha elaborato una poetica connessa allo studio dei fenomeni percettivi cui, an-che in seguito al periodo di lavoro trascorso all’IRCAM a Parigi, ha unito le possibilità offerte dall’informatica musicale. Allontanandosi progressivamente dalla sperimentazione sonora largamen-te predominante fra gli anni '70 egli anni '80, ha rivolto via via i suoi interessi all’iterazione e a mate-riali di netta derivazione modale, organizzati secondo items percettivi delineati da un pensiero post-bartokiano. Le sue musiche sono state eseguite in numerose rassegne, Festival ed Enti teatrali fra cui: Nuova Ricerca Musicale di Reggio Emilia, Conoscere la musica di Bologna, Città di Castello, In-contri di Musica Contemporanea Gulbenkian di Lisbona, Cantiere Internazionale d’Arte di Monte-pulciano, Action Melbourne New Music, Semaine de Musique Contemporaine italienne di Villeneu-ve d’Ascq. Teatro Comunale di Bologna, Teatro la Fenice, Teatro Eliseo di Roma, Orchestra sinfonica di Lecce, Teatro di Imola, Teatro Consorziale di Budrio, Orchestra Haydn di Bolzano, Pomeriggi musi-cali di Musica Insieme di Bologna, Stagione concertistica di San Marino, Festival Angelica, Estate Musicale di Portogruaro, Civica Scuola di musica di Milano. Rassegna di musica contemporanea di Palermo, Accademia Filarmonica di Bologna, Festival di S.Stefano di Bologna, Stagione di Musica Insieme Teatro Comunale di Bologna, Festival Internazionale di Rovereto, Verona Contemporanea, Il nuovo e l’antico – Bologna Festival. La sua produzione ha anche spaziato dal teatro al visivo. Sue opere : Codice Mosè per il Teatro Comunale di Bologna, Il fantasma di Canterville per il Teatro Co-munale di Modena. Ha debuttato al Teatro Comunale di Bologna con l’Oratorio per voce recitante coro e orchestra: Il libro di Giobbe con Carlo Cecchi recitante Dir.Aldo Sisillo. Gli è stato commissionato un melologo per il 40° anniversario della strage del Vajont Le dighe del Tempo con i solisti Mario Brunello e Maddalena Crippa. Ha composto per balletti : Janas per orchestra, quartetto jazz, voce solista (con Paolo Fresu) Teatro di Sassari, La doppia notte commissione del Teatro Comunale di Bologna su materiali di Wagner e Verdi. Coreografia di Monica Casadei. E' attualmente docente di composizione presso il Conserva-torio “Bruno Maderna” di Cesena. La sua musica é edita da Salabert.
Paola Magnanini nasce ad Arezzo nel 1997, consegue nel 2019 il Diploma Accademico di II livello in pianoforte presso il Conservatorio “B. Maderna” di Cesena sotto la guida del M° Luigi Tanganelli. Il suo percorso formativo nell’ambito della composizione si sviluppa a fianco del M° Marco Taralli. E’ attualmente iscritta al corso di Composizione di II livello presso il Conservatorio G. Cantelli di Novara con il M° Andrea Marena. Dal 2018 ad oggi è assistente nelle produzioni del compositore Marco Taralli realizzando trascrizioni, orchestrazioni ed elaborazioni per canto e pianoforte delle opere dello stesso: Requiem in memoriam – per Soli, Coro, Coro di voci bianche e Orchestra ; Concertino III per fagotto e piccola; Il Castello Incantato, opera in un atto; Concerto per violino e orchestra; Il Lupo e Pierino, melologo per voce recitante e piccola orchestra; Cantus Bononiae Missa Sancti Petronii. Dal 2019 è iscritta al corso triennale di composizione per il teatro musicale tenuto da Marco Taralli all’interno dell’Accademia dei Mestieri dell’Opera (AMO) del Teatro Coccia di Novara. Grazie alla partecipazione alle produzioni e alle attività del Teatro, le è commissionato dal Teatro Coccia e dall’Ente Luglio Musicale Trapanese l’elaborazione e l’orchestrazione dallo spartito originale dell’opera da camera “Cendrillon” di Pauline Viardot, inserita nel cartellone della 71° Stagione invernale del Luglio Trapanese e della Stagione 2019/2020 del Teatro Coccia, replicata dal Teatro novarese nel dicembre del 2021, eseguita presso il Teatro dell’Opera Giocosa di Savona nel luglio 2021 e replicata presso il Teatro Verdi di Trieste nel marzo 2022. Nel gennaio 2020, su commissione della Fondazione Teatro Verdi di Trieste realizza in collaborazione con Marco Taralli la rielaborazione dall’opera “Bastiano e Bastiana” di W. A. Mozart inserita nella rassegna del Teatro Verdi “Sempre più verdi da 0 a 100…& più”. Nel 2020 su commissione della Fondazione Teatro Coccia, su libretto di Maurizio Boschini, compone l’azione scenica per voce e attore - “Cinque cerchi in un quadrato” – omaggio al pugile novarese Cosimo Pinto, in prima assoluta all’interno del cartellone della Stagione Resilienza del Teatro Coccia di Novara. Nel 2021 su commissione della Fondazione Teatro Coccia, compone la “Micro opera” “Un paio in tre – come un romanzo di Capote” , soggetto di Stefano Valanzuolo, libretto di Vincenzo De Vivo. La micro opera ha ricevuto la menzione speciale al Concorso di canto lirico SOI – Fiorenza Cedolins edizione II. La stessa opera viene inserita all’interno dello spettacolo “I corti del Coccia – opera zapping” ed eseguita nel giugno 2021 nel teatro novarese. Nel settembre 2021, su commissione Fondazione Teatro Delle Muse di Ancona, realizza l’orchestrazione della cantata per voce e pianoforte “Il conte Ugolino – canto XXXIII della Divina Commedia” di Gaetano Donizetti, eseguita presso il Teatro di Ancona il 5 e il 7 settembre 2021 diretta da Marco Guidarini. Nell’autunno 2021, in collaborazione con Salvatore Passantino e su commissione della Fondazione Teatro Coccia, realizza la rielaborazione per orchestra da camera dell’opera di Bèla Bartòk “Il castello del Principe Barbablù”, messa in scena dal teatro novarese nell’ ottobre 2021. Nel gennaio 2022 su commissione della Fondazione Teatro Coccia, compone la “Micro opera” Colla pazza”, libretto di Stefano Valanzuolo, liberamente tratta dall’omonimo racconto dello scrittore israeliano Etgar Keret.
Giuseppe Guerrera classe 1989. Consegue il Diploma di vecchio ordinamento e la laurea di secondo livello in pianoforte nel con lode e menzione d’onore al conservatorio di musica “Arcangelo Corelli” di Messina sotto la guida del maestro Riccardo Motta. Ha partecipato ad importanti concorsi nazionali come il premio Placido Mandanici a Barcellona Pozzo di Gotto, premio G.Raciti di Viagrande, Premio Carlo Vidusso di Milano, classificandosi sempre ai primi posti. Ha frequentato molte masterclass tra cui la più importante alla Franz Liszt School di Weimar (Germania), durante la quale ha potuto beneficiare dell'insegnamento e dei consigli di Paul Gulda, figlio del celebre pianista Friedrich Gulda. Si occupa di direzione di orchestra fiati e ha frequentato i masterclass del M° Lorenzo della Fonte presso il Conservatorio Corelli di Messina e in estate a Nus (AO) dirigendo l’orchestra fiati di Nus. Ha conseguito il master per direttore musicale per musical presso la Scuola Del Teatro Musicale di Novara sotto la guida del M° Simone Manfredini. Ha studiato composizione e direzione d’orchestra presso l’accademia del teatro Coccia di Novara e Studia direzione d’orchestra presso la scuola civica Claudio Abbado di Milano. Svolge attività di pianista solista esibendosi per molte associazioni concertistiche, e collaborando con orchestre sinfoniche e direttori internazionali come Nicola Piovani, Antonino Fogliani, Lorenzo della Fonte Tra il 2014 e 2015 è il direttore musicale del musical di Jonathan Larson “RENT” prodotto dalla compagnia “Buona la Prima” Dal 2014 al 2016 è tastierista fisso per l’evento annuale “Oscar dei Musical Italiani” al teatro Brancaccio a Roma diretto dal M° Dino Scuderi, collaborando con Christian de Sica, Enrico Brignano, Giampiero Ingrassia, Manuel Frattini, Michelle Hunziker, Serena Rossi, Lorella Cuccarini, Giò di Tonno e altri protagonisti del mondo del musical Italiano. Nell’estate del 2016 è direttore musicale e pianista di un riadattamento del musical di Broadway “I love you’re perfect now change” con la compagnia di musical messinese “Vaudeville”. Nel 2017 e 2018 ha lavorato come pianista tastierista presso la compagnia RCE su navi da crociera nel Mediterraneo, Emirati Arabi, Oceano Indiano, Cina e Giappone. Ha curato la direzione vocale per il video di “Bohemian Rhapsody” prodotto dalla STM di Novara diventato virale e notevolmente apprezzato dallo stesso chitarrista dei Queen Brian May e ha collaborato come pianista accompagnatore per il musical Oklahoma. È pianista fisso degli eventi Musical a Corte presso la prestigiosa Palazzina di caccia presso Stupinigi. Dal 2019 è pianista e assistente direttore musicale per la Stage entertainment Italy per i musical Singin’ in the Rain e Pretty Woman. Insegna Canto, Coro e musica presso la Scuola del Teatro Musicale di Novara e anche nella sede di Prato.
A unire tre operine profondamente diverse tra di loro per contenuti e ambientazione c'è un racconto originale in prosa e musica, riferibile ad un contesto unico. Ho immaginato, cioè, che i protagonisti di "La barile di Amontillado", "Paganini non ripete" e "Colla pazza" abitassero in un unico condominio, e che il portiere dello stabile - uomo curioso e non sempre discreto - si divertisse a raccoglierne le confidenze, condividendole con il pubblico. Le tre storie, allora, diventano esito di situazioni condominiali di ordinaria follia, e ad esse assistiamo noi tutti come sbirciando dalla guardiola del custode. A mettere la parola fine allo spettacolo, nell'epilogo che suggella il trittico, non potrà che intervenire una di quelle famigerate e temutissime riunioni di condominio in cui i proprietari, qualche volta, si accapigliano!
Dovendo trarre un libretto di dimensioni ridotte dal racconto di Poe, La botte di Amontillado (in Opere scelte, a cura di Giorgio Manganelli, Milano, Mondadori, collana “I Meridiani”, pp. 900-908), con il compositore, Giuseppe Guerrera, abbiamo analizzato il testo cercando di estrapolare le scene cardine in cui fosse possibile far emergere più fortemente il conflitto caratteriale tra i due personaggi. La drammaturgia del racconto è infatti scarna e il lettore è posto, in medias res, di fronte a un Montrésor adirato per il comportamento di Fortunato ma, nei fatti, sa a malapena che il secondo si prendeva gioco del primo sbeffeggiandolo in pubblico. Dunque, volendo mantenere una contiguità con la forma dell’Opera italiana, l’intero racconto è stato suddiviso in cinque parti: “Il desiderio di vendetta”, rappresentato da quella che può essere considerata la Cavatina di Montrésor; “La ballata di Fortunato” che, parallelamente al precedente numero, è l’Aria di sortita di Fortunato; “In cammino”, la passeggiata dei due verso le cantine di Montrésor con l’emersione dei loro caratteri; “Le catacombe”, l’addentrarsi nei cunicoli con il crescere delle tensione tragica; “La nicchia”, drammatico epilogo del racconto. Tempo e spazio non sono stati mutati rispetto all’idea di Poe, anche per mantenere il contrasto interno tra l’esperienza relativa al vino millantata da francesi e italiani. L’idea di musicare l’esilarante Paganini non ripete, celebre sketch tratto dal racconto La verità su Paganini di Achille Campanile (in Vite degli uomini illustri, Milano, Rizzoli, 1975) è venuta a Claudio Scannavini, nel desiderio di costruire una sorta di scena metateatrale in cui una performance teatrale mette in scena se stessa. Nell’originale, com’è noto, l’esile materia drammaturgica è basata sul divertente dialogo tra il violinista noto per non concedere bis e una vecchia sorda, tra il pubblico, che applaude continuando a chiedere un bis, portando all’esasperazione Paganini fino a fargli ripetere molte volte che “Paganini non ripete”. Nel desiderio di attualizzare la vicenda per strappare il concetto di concerto dall’idea che sia cosa per persone anziane, abbiamo pensato di attualizzarlo sostituendo alla vecchietta una giovane influencer egocentrica del tutto disinteressata alla musica e molto concentrata sulla sua presenza sui social network. Così, Paganini stesso è diventato semplicemente un virtuoso isterico, un po’ autocelebrativo e convinto della propria assoluta eccellenza. Dove in Campanile la comicità nasceva dal fatto che l’anziana spettatrice, appunto molto sorda, non comprendeva la frase “Paganini non ripete” (sentendo di volta in volta “Paganini ha sete” o “Paganini si fa prete”), in questo caso è la disattenzione della giovane modaiola a non farle sentire il reiterato imperativo del violinista, impegnata com’è a rispondere ai suoi follower, a trovare il filtro più adatto per i selfie, a sistemarsi i capelli o a mettersi il rossetto. Dunque, la vicenda è stata portata ai giorni nostri pur senza mutarne la struttura e l’incalzante scambio di battute tra i due protagonisti.
Il libretto di "Colla pazza" si rifà, in modo fedele, alla trama di un racconto breve dello scrittore israeliano Etgar Keret. Il clima surreale e grottesco della storia si ritrova anche nella pièce musicale, ambientata ai giorni nostri, in una qualsiasi città del mondo. Protagonista di "Colla pazza" è una giovane coppia: lui è un uomo troppo preso dal lavoro e dall'amante per prestare attenzione alla moglie; lei, ormai preda dello shopping compulsivo, è una donna delusa dal partner eppure fermamente determinata a riconquistarlo. Dopo una serie di alterchi e sotterfugi, sarà un bidone di colla a fare il miracolo di riunirli di nuovo, fisicamente e emotivamente, con un coup de théatre finale di grande effetto. L'operina, con musica di Paola Magnanini su libretto di Stefano Valanzuolo, conserva il tono graffiante del racconto di Keret e la sua immediatezza quasi aforistica, utilizzando un linguaggio semplice e moderno, solo qua e là interrotto da qualche richiamo divertito al mondo dell'opera. I due protagonisti, disegnati tra mille manie, diventano personaggi simpatici al di là delle loro macchinazioni, ispirando infine persino un pizzico di tenerezza.