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OPERA DA CAMERA
LE ORE DELLE SPOSE

Testi di Francesca Bocca-Aldaqre
Regia Deda Cristina Colonna
Scenografia Matteo Capobianco
Soprano Laura Catrani
Attrice Carolina Rapillo
Attrice Giuditta Pascucci
Musica di Béla Bartók e Claudio Scannavini
Quartetto d’archi Dàidalos
Nuova produzione Fondazione Teatro Coccia

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Le ore delle spose è il percorso vorticoso di un femminile lacerato, che nella propria complementarietà cercano e trovano la salvezza. Partendo dalle suggestioni della favola di Barbablù nella versione di Bartok, racconto la storia di Giuditta e Arianna, le due metà dell’ultima sposa, che riescono a liberarsi dall’inganno tremendo di Barbablù, che stavolta non è un misterioso assassino, ma un compagno assente e infedele, amato ferocemente, per cui la sposa ha lasciato tutto e annullato se stessa. Sembra la storia di un’esperienza comune, ma per chi vuole è anche la vicenda della fatica che lo spirito e l’anima devono passare nell’innalzarsi e ottenere la salvezza, nell’ardire di far sbucare la teologia da dentro il teatro.
Le ore delle spose è la storia di un’attesa.
Giuditta oracolare ed incisiva, Arianna attiva e sfidante sono portate in scena da due attrici che incarnano gli arabeschi poetici di Francesca Bocca-Aldaqr in una resa quasi da tanztheater, in cui i linguaggi verbale e non-verbale si concertano nell’accumularsi di parola e azione, gesto e ripetizione. Scientemente cadute nella sua trappola e dapprima disposte a rinunciare a se stesse per seguire Barbablù, alla fine le due spose si riconoscono l’una nell’altra e realizzano l’unità del sé, rinunciando all’uomo che inizialmente aspettavano. L’installazione di Matteo Capobianco definisce il contesto di questa avventura intima in uno spazio scandito dalla progressiva stratificazione di forme piene e vuote, leggere come parole, pesanti come note.
La performance non rappresenta una vicenda personale, ma illustra un itinerario intimo di ricerca, scoperta e rinuncia: dove il bisogno personale si scopre vertiginoso e profondo, la rinuncia appare come la sola via possibile; di un amore come quello di Barbablù - occupato, infedele, violento, incoerente, avaro di sentimenti - non si può salvare nulla, se non se stesse.
La musica composta da Claudio Scannavini rappresenta la presenza/assenza di Barbablù e ritaglia zone della performance in cui la parola del testo poetico quasi si smaterializza per divenire essa stessa materia coreografica, linguaggio astratto di relazione tra parola e gesto, tra il languire dell’attesa e la crudezza del carattere. Il quartetto esegue dal vivo anche composizioni di Bartok e di Schönberg che demarcano nell’irregolare scorrere del tempo le fasi successive di questo labirintico itinerario personale.
Deda Cristina Colonna è regista e coreografa ed il suo repertorio d’elezione sono l’opera del XVII e XVIII secolo e l’opera contemporanea. Il suo stile è profondamente influenzato dalla sua esperienza di palcoscenico come danzatrice ed attrice, con una competenza specifica per la danza barocca, il gesto retorico e la recitazione in stile. Basata sulla pratica scenica storicamente informata, la sua regia ricerca il contatto con il pubblico odierno attraverso un linguaggio moderno, influenzato anche dalla recitazione in prosa e dal teatro contemporaneo.
Deda Cristina Colonna si è diplomata in danza classica presso il Civico Istituto Musicale Brera (Novara) e l’Ecole Supérieure d’Etudes Chorégraphiques (Parigi).
Si è laureata alla Sorbonne, specializzandosi in Danza Rinascimentale e Barocca. In seguito si è diplomata alla Scuola di Recitazione del Teatro Stabile di Genova ed ha recitato in produzioni da Shakespeare a Cecov e Genet in Italia, Francia e Germania. Ha lavorato con la compagnia Theater der Klänge (Düsseldorf) ed è stata solista e coreografa ospite con la New York Baroque Dance Company.
Ha messo in scena e coreografato numerosi titoli, tra i quali: Ottone in Villa di A. Vivald (Copenhagen Opera Festival: nominata al Premio Reumert di Copenhagen come migliore opera nel 2014), Il Giasone di A. Cavalli e Il Matrimonio Segreto di D. Cimarosa (Drottningholm Slottsteater), L’Incoronazione di Poppea di C. Monteverdi e Gesualdo-Shadows del contemporaneo Bo Holten (Copenhagen Royal Opera/Takkelloftet), la coreografia Fortuna Desperata con Francesco Vezzoli e David Hallberg (inaugurazione Performa, New York 2015), Didone Abbandonata di L. Vinci (Opera di Firenze/Maggio Musicale Fiorentino), Armide di J.B. Lully
(Innsbrucker Festwochen der Alten Musik/Musikfestspiele Potsdam Sanssouci, Warszawska Opera Kameralna, vincitrice del Premio Olsnienia Roku: Migliore coreografia 2017 e Premio Internazionale Giuseppe Di Stefano 2018, Instituto Superior de Arte del Teatro Colon 2019), La Fiera di Venezia di A. Salieri (SWR Schwetzinger Festspiele), L’Europa di G. Melani (Musikfestspiele Potsdam Sanssouci), Il Giustino di A. Vivaldi (Naestved Early Music Festival), Il Ritorno di Ulisse in Patria di C. Monteverdi (Teatro Olimpico di Vicenza), Le nozze di Figaro di W.A. Mozart e Il barbiere di Siviglia di G. Rossini (Auditorio de Palma de Mallorca 2017, 2019), Lesbina e Milo (Teatro G.B. Pergolesi, Jesi 2020), Nina, pazza per amore di G. Paisiello, Comala di P. Morandi e Zebran di T. Monnakgotla (2016, 2021 Vadstena Akademien – Stockholm).
Ha creato ed interpretato lavori originali, tra i quali Voluptas Dolendi – I Gesti del Caravaggio, Sidereus Nuncius – Galileo e la luna ed Alltid Densamme con l’arpista Mara Galassi.
Insegna danza barocca, gesto e recitazione da oltre 25 anni ed ha tenuto corsi e masterclasses in varie Istituzioni in Italia e all’estero. Nel 2014 è stata Guest Visiting Professor alla University of Stockholm/Performing Premodernity.
È stata Direttrice della Scuola di Danza del Civico Istituto Brera di Novara dal 2008 al 2013. Le sue ricerche in danza barocca sono state pubblicate negli atti di vari convegni internazionali e nella stampa specializzata.
Dal 2021 è Direttrice della Scuola di Danza dell’Accademia G. Marziali di Seveso.
Dal 2021 è docente di Gestualità e Tecniche Storiche della Recitazione presso la Schola Cantorum Basiliensis.
È presidente dell’associazione culturale La Terza Prattica, con la quale realizza spettacoli, concerti ed opere d’arte che rappresentano un percorso attraverso ed oltre l’approccio filologico del repertorio antico.
È membro dell’Accademia degli Intermedi, gruppo di studio italiano sulla danza antica.
Lavora in italiano, inglese, francese, tedesco e spagnolo
Francesca Bocca-Aldaqre è teologa. Insegna Cultura Araba alla Società Umanitaria e Civiltà Islamica all'Università San Raffaele. Si occupa del rapporto tra pensiero islamico e cultura occidentale. Il suo ultimo libro è "Nietzsche in Paradiso. Vite Parallele tra Islam e Occidente" (Mimesis, 2020). In versi ha pubblicato "Non amo chi tramonta" (Cartacanta, 2019).
Carolina Rapillo nasce a Napoli nel 1995,
Si diploma al liceo classico dove inizia i primi corsi di teatro con il progetto "Arrevuoto" del teatro San Ferdinando. Contemporaneamente inizia a studiare fotografia all'Istituto ILAS e in seguito con Antonio Biasiucci nel progetto "Lab/per un laboratorio irregolare"

Finito il liceo approda al laboratorio permanente del Teatro Elicantropo di Carlo Cerciello che frequenta per tre anni.

Nel 2015 inizia con alcuni compagni di corso il progetto di ricostruzione e rivalutazione del Teatro Popolare, all'interno del centro sociale Ex opg " Je so' pazzo " di Materdei. Dove ancora oggi si tengono laboratori per il quartiere, workshop e una stagione teatrale autofinanziata.

Nel 2018 inizia gli studi alla scuola di recitazione del Teatro Nazionale di Genova dove si forma con Massimo Mesciulam, Marco Sciaccaluga, Anna Laura Messeri.
Durante gli anni dell'Accademia partecipa a diversi seminari con Balletto Civile di Michela Lucenti dove approfondisce il lavoro sulla consapevolezza del corpo dell'attore.

Si diploma nel 2020 con la messa in scena del Riccardo III di Shakespeare con la regia di Massimo Mesciulam.
Giuditta Pascucci, classe 1994, nasce ad Avezzano, inAbruzzo, dove si diploma presso il liceo Classico Alessandro Torlonia.
Dopo la laurea triennale in Damsa Roma Tre (anno 2016/2017) consegue il Diploma Accademico AFAM di I livello in recitazione presso la Civica Scuola di Teatro 'Paolo Grassi', nel 2019. Lavora in ambito scolastico con maestri quali Ida Kuniaki, Maurizio Schmidt, Giampiero Solarie Carlo Cecchi.
Con questi ultimi realizza il saggio di Diploma'La dodicesima notte' da William Shakespeare. Alterna il lavoro con il suo collettivo, su progetti di drammaturgia originale, al lavoro sotto scrittura. Partecipa all'allestimento di'Zaide', opera incompiuta di Mozart su libretto di Italo Calvino, durante la stagione 2020/2021,ad opera di GrahamVick, presso il Teatro Sociale di Como.

Lasuaformazionecomprendeanchelaboratori dimetodo Costa presso ilCentro Sperimentalea Roma,acura diMirella Bordoni, spettacoli in collaborazione con il carcere di Rebibbia (9&33, debutto nazionale al Teatro Vascello), e un corso direcitazionein lingua inglese, tutt'ora in svolgimento,con l'acting coachMichèle Lonsdale Smith, leader della LS&CO company diToronto.
Al momento è assistente alla regia di Marilù Prati per lo spettacolo 'Lafondazione dellacittà' di Renato Nicolini nell'ambito dell'eEstate di Villa Adache debutterà il 7 Agosto 2021.

Matteo Capobianco, aka Ufocinque, nasce a Novare nel 1981.
Originariamente attivo nella scena graffiti e street-art italiana, in seguito sperimenta una definizione più completa di arte parallelamente agli studi di Design del Politecnico di Milano.
Indipendentemente dal contesto, la base della ricerca dell'artista affonda le sue radici nell'arte del passato. Considerando la storia dell'arte una risorsa da cui attingere per creare.

Dopo aver lavorato come set designer per vari teatri italiani, inizia a creare installazioni artistiche, mixando il metodo del design alla scenografia classicca, usando la carta ritagliata a mano come materiale peculiare.
Centrale nella sua vita è il tema del "layer", della lettura dello spazio in piani dimensionali, il layer è usato per realizzare una molteplicità di livelli intepretativi in cui le tecniche di pittura tradizionale si fondono nell'unitarietà del progetto personale.
La "forma" non è mai staccata dalla "funzione", ma si sostengono l'uno con l'altro per creare un onirico mondo sospeso.

L'arte di Matteo Capobianco lavora con lo spazio, gli oggetti le sensazioni e la memoria, per creare nuove visioni, che mantengono un profondo senso di onirico che ci porta in un passato nascosto ma non dimenticato.
I disegni e muri che realizza sono un grande tributo alla incisione medioevale, che considera un linguaggio grafico visivo, assolutamente attuale.
Disseminati nelle sue opere possiamo trovare tutta una serie di simboli e iconografie, che creano uno strato di lettura nascosto, come un grande rebus da decifrare, che invita lo spettatore alla riflessione.
Anna Molinari – violino
Tina Vercellino – Violino
Lorenzo Lombardo – Viola
Lucia Molinari – Violoncello

Il Quartetto d'archi Dàidalos nasce a Novara nell'ottobre 2014 dal desiderio di quattro amici di fare musica da camera.
Pur formato da giovani strumentisti, il Quartetto Dàidalos ha già al proprio attivo un cospicuo numero di concerti in molte città italiane, tra cui Milano (Casa Verdi, Villa Crespi e Villa Necchi per la Società del Quartetto), Messina (Filarmonica Laudamo), Genova (Associazione Amici di Paganini, Palazzo Rosso), Cremona (Teatro Ponchielli e Auditorium Arvedi), Como (Teatro Sociale) e Novara (Teatro Faraggiana, Auditorium F.lli Olivieri). Nell’estate 2017 è stato quartetto in residence alla 27a edizione del Piedicavallo Festival, suonando in più di una decina di concerti sia come quartetto che in quintetto e sestetto, collaborando con altri musicisti invitati al Festival.
Nel 2016 l’ensemble ha ricevuto una borsa di studio dell'Associazione Piero Farulli (“La Pépinière del Quartetto d'Archi”) e nel 2017 una assegnata dalla Gioventù Musicale d’Italia, che ha determinato numerosi concerti premio in città italiane.
Nella stagione 2017-2018, il Quartetto Dàidalos si è esibito per prestigiose società ed associazioni concertistiche, tra cui il Paganini Genova Festival, l’Associazione Musica con le Ali, la Società del Quartetto di Milano (Musica nel Tennis), la Società del Quartetto di Bergamo. Ha inoltre avuto il privilegio di suonare in quintetto con Simone Gramaglia (Quartetto di Cremona) ad Helsinki e a giugno 2018 ha tenuto una serie di concerti a San Francisco per le celebrazioni della Festa della Repubblica, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura della città statunitense. Tra le importanti collaborazioni ha anche eseguito l’Ottetto di Mendelssohn (con il Quartetto Noûs) nello spettacolo “Man in the Waters” del coreografo americano Bill T. Jones, nell’ambito della XXV edizione del Festival “Civitanova Danza”.
Gli impegni più rilevanti della stagione 2018-2019 hanno visto la partecipazione a Fortissimissimo (Amici della Musica di Firenze), l’esecuzione dei primi tre quartetti di Shostakovich nell’ambito dell’integrale organizzato da Musica Insieme Bologna, un concerto per il Festival “Armonie in Valcerrina”, la partecipazione al concerto di apertura della sessione ECMA a Berna, facente parte della stagione Kammermusik del Konzert Theater Bern ed uno per l’Unione Musicale di Torino.
L'ensemble è stato selezionato per il progetto Le Dimore del Quartetto, grazie al quale si esibisce regolarmente in concerto per l’Associazione Dimore Storiche italiane.
Dal 2015 al 2018 il Quartetto Dàidalos è stato allievo del Quartetto di Cremona presso l'Accademia di Alto Perfezionamento Walter Stauffer di Cremona, esibendosi in tre edizioni del concerto “Omaggio a Cremona” presso il Teatro Ponchielli. Inoltre, ha preso parte a masterclass tenute da Simone Bernardini (Berliner Philarmoniker), Hatto Beyerle (Alban Berg Quartett), Lawrence Dutton (Emerson Quartet), Lukas Hagen (Hagen Quartett), Natalia Prishepenko (Artemis Quartett), Sergei Bresler (Jerusalem Quartet), Johannes Meissl (Artis Quartet). Attualmente si sta perfezionando con Patrick Jüdt presso l’Hochschule der Künste di Berna.