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QUESTO MOSTRO AMORE

21 novembre ore 11:00

Mercoledì 21 novembre 2018 ore 11.00


Prevenire l’instaurarsi di relazioni abusanti in adolescenza ha risvolti positivi in termini di riduzione degli episodi di violenza in età adulta.

Dopo il lavoro a scuola i ragazzi assistono ad uno spettacolo a teatro.

Di Jacopo Boschini, Massimo Gnocchi e Stefano Panzeri
con Jacopo Boschini, Stefano Panzeri
Consulenza scientifica Valerie Moretti
Proiezioni e illustrazioni Piero Borgia
Scenografia Vittoria Terruzzi
Produzione Coop AttivaMente Spettacolo

Info-dramma
Dai 14 ai 18 anni
Durata 70 min

PROGETTO RIVOLTO ALLE SCUOLE SECONDARIE DI SECONDO GRADO

PREMESSA
La violenza di genere è un fenomeno costantemente presente nella nostra società, amplificato però negli ultimi anni dall’uso dei nuovi mezzi tecnologici, che hanno portato forme di abuso impossibili fino a poco fa, come ad esempio il texting.
Un rapporto amoroso violento può coinvolgere gli adolescenti fin dalle loro prime relazioni affettive e ha le sue radici nella fragilità emotiva dei più giovani, che talvolta non sono in grado di riconoscere e/o gestire in maniera rispettosa emozioni potenti come la rabbia, la delusione o la frustrazione.
Agire progetti di sensibilizzazione e prevenzione su questo tema è quindi una priorità del mondo educativo adulto, soprattutto considerando che una violenza subita o imposta in una relazione adolescenziale è altamente predittiva dell’instaurarsi di una relazione violenta in età adulta.

OBIETTIVI DEL PROGETTO
Questo Mostro Amore rappresenta un intervento volto ad agire sul fronte dell’educazione emotiva, con la consapevolezza che prevenire l’instaurarsi di relazione abusanti in adolescenza abbia risvolti positivi in termini di riduzione degli episodi di violenza subita e/o imposta in età adulta.
Gli obiettivi generali del progetto sono:
riflettere sull’educazione affettiva per una sana e completa crescita dell’individuo e per la prevenzione di comportamenti violenti;
contribuire ad una riflessione seria e profonda sul tema della violenza di genere, dimostrando il valore che la cultura può avere nella formazione dei singoli individui e di una comunità sociale;
riflettere sull’utilizzo rispettoso e legale dei mezzi di comunicazione informatici, orientando attivamente e criticamente la ricezione dei messaggi massmediatici, rendendo i ragazzi più consapevoli nell’utilizzo di smartphone e social network.

AZIONI
1. Conferenza a scuola con i ragazzi
Gli studenti delle scuole aderenti al progetto partecipano ad una conferenza nella quale vengono coinvolti in maniera attiva per ragionare, con la mente, il corpo e il cuore, sulle loro emozioni, su come le esprimono e sul loro modo di essere all’interno di una relazione, affettiva o amicale.
Capire l’importanza del nostro corpo, del modo in cui le emozioni si presentano, come vengono vissute e interpretate, può rappresentare un passaggio importante di comprensione di noi stessi dando così una nuova qualità alla vita.

2. Spettacolo a teatro
Dopo il lavoro a scuola i ragazzi assistono ad uno spettacolo a teatro.
Infodrama: “Io non sono quel che sono”
Una riflessione a due voci sull’Otello di Shakespeare, uno spettacolo in cui ragionamento e teatro si intrecciano indissolubilmente.
Comprendere le ragioni dei personaggi che agiscono in Otello significa provare a comprendere i meccanismi di violenza e collusione che a volte si verificano all’interno di una coppia.
Significa guardarsi allo specchio, sapendo che ognuno di noi, per quanto sia convinto del contrario, non è immune dal rischio di rimanere intrappolato in certe dinamiche. Per questo è necessario riportare al centro il valore che hanno le nostre emozioni, le nostre pulsioni, i nostri bisogni più intimi, nelle azioni e nelle scelte della vita di tutti i giorni. Significa provare a raggiungere l’inafferrabile, ovvero la complessità del mondo interiore di ognuno di noi.

MATERIALE DI SUPPORTO
Manuale per i docenti QUESTO MOSTRO AMORE | La trasmissione di informazioni e nozioni all’interno di un progetto di prevenzione, è importante anche e soprattutto per gli adulti di riferimento, che scoprono essi stessi degli elementi nuovi sulla problematica affrontata, utilizzabili nella loro funzione educativa. Nelle azioni del progetto è quindi prevista la realizzazione di un quaderno operativo per gli insegnanti coinvolti, suddiviso in capitoli informativi e schede di lavoro in grado di stimolare e supportare una riflessione con i ragazzi che possa andare oltre il solo intervento degli esperti.
–Questo Mostro Amore, Franco Angeli Editore, con prefazione Alberto Pellai, all’interno della collana “Educare alla salute: strumenti percorsi e ricerche”
Il manuale può essere acquistato anche separatamente, presso le librerie e i punti vendita Franco Angeli, oppure attraverso il nostro ufficio.
Taccuino narrativo per i ragazzi | Al termine del progetto, verrà consegnato a tutti i partecipanti un quaderno pensato per riprendere le tematiche della violenza e del rispetto dell’altro. Proprio per avvicinarsi al linguaggio e al look and feel degli adolescenti, le informazioni verranno trasmesse in una modalità più narrativa e coinvolgente, stimolando nei ragazzi ulteriori spazi di riflessione.

GLI ESPERTI COINVOLTI
Jacopo Boschini | Regista teatrale, drammaturgo e counselor. Si diploma nel 1999 in regia teatrale presso la Scuola d’Arte Drammatica ‘Paolo Grassi’ di Milano. Nel 2005 è tra i soci fondatori della Cooperativa AttivaMente, di cui è Presidente e direttore artistico. Spinto dalla convinzione che il recupero passi anche attraverso l’attività artistica, oltre a scrivere e dirigere spettacoli teatrali, è impegnato in numerose attività sociali, lavorando in comunità, carceri e centri di recupero, in Italia e all’estero. Dal 2010 collabora con Valerie Moretti nei progetti di prevenzione alla violenza nelle coppie adolescenza. Dal 2011 tiene corsi di educazione emotiva. Nel gennaio 2016 ha conseguito il diploma di counselor presso Insight | Scuola di counseling e mediazione corporea

Valerie Elizabeth Moretti | Psicopedagogista e Counselor, ha conseguito il Master in Counseling alla Midwestern State University, USA. Ha lavorato in qualità di Child Sexual Assault Counselor e successivamente come Sexual Assault Program Director per First Step Inc., centro per la cura e la prevenzione dell’abuso sessuale e della violenza domestica. Ha pianificato e supervisionato l’apertura del centro di counseling per abusi sessuali e Sexual Harassement presso la Midwestern State University, con cui ha inoltre collaborato con nume- rose docenze. Ha collaborato con il Dott. Alberto Pellai, dell’Università Statale di Milano, sul progetto di prevenzione alla pedofilia, “Parole non Dette”. Attualmente svolge attività di formazione, supervisione ed intervento per numerosi enti pubblici e privati.

IO NON SONO QUEL CHE SONO

Io non sono quel che sono è un info-drama su Otello e la complessità umana, una riflessione a due voci in cui ragionamento e teatro si intrecciano indissolubilmente.

C’è una storia da indagare, da esplorare, da ricostruire. Una storia che parla di noi, noi uomini e donne fatti da un impasto di carne, pensieri, emozioni, sentimenti.

La storia è quella di Otello, di sua moglie Desdemona e dell’amico fidato Iago. E di tutti i personaggi che si muovono attorno a loro. Ed è una storia in cui ci sono molte domande a cui è difficile dare una risposta.

Come mai Otello piange e si dispera nel dichiarare tutto il suo amore per Desdemona proprio un attimo prima di soffocarla? Quali sono i bisogni che spingono Iago a distruggere la vita di chi gli è vicino? Perché Desdemona non riconosce la minaccia che incombe su di lei e non fugge da Otello?

Comprendere le ragioni dei personaggi che agiscono in Otello significa provare a comprendere noi stessi. Significa guardarsi allo specchio ed iniziare a riportare al centro il valore che hanno le nostre emozioni, le nostre pulsioni, i nostri bisogni più intimi, nelle azioni e nelle scelte della vita di tutti i giorni. Significa provare a raggiungere l’inafferrabile, ovvero la complessità del mondo interiore di ognuno di noi.

Perché la necessità di una nuova forma di narrazione?

Perché siamo sempre più disorientati, persi in una costante sollecitazione narrativa e mediatica che ci fa vivere in un perenne stato di slittamento emotivo.
Perché le storie riescono a spiegare il mondo, ma non bastano più a spiegare sé stessi.
Perché tra le parole dei grandi drammaturghi vi sono preziosi consigli di saggezza che parlano di noi.

Io non sono quel che sono ha vinto il Bando di concorso #faigirarelacultura 2015 ed è stato selezionato per il Festival dell’Arena di Roma 2015. E’ stato selezionato inoltre per XI edizione del Festival Shakespeare in Town di Savona.

Dettagli

Data:
21 novembre
Ora:
11:00
Categorie Evento:
,
Sito web:
www.fondazioneteatrococcia.it

Luogo

Teatro Coccia
Teatro Coccia Via fratelli Rosselli, 47
Novara, NO 28100
Telefono:
0321233201
Sito web:
https://www.fondazioneteatrococcia.it/