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LE NOZZE DI FIGARO

15 febbraio 2019 ore 20:30

Venerdì 15 febbraio 2019 ore 20.30 – Turno A
Domenica 17 febbraio 2019 ore 16.00 – Turno B


Opera lirica in quattro atti
Musica di Wolfgang Amadeus Mozart, su libretto di Lorenzo da Ponte
Regia Giorgio Ferrara
Direzione d’orchestra Erina Yashima
Orchestra Giovanile “Luigi Cherubini”
Scene Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo – Costumi Maurizio Galante
Coro San Gregorio Magno
Produzione Fondazione Teatro Coccia
Coproduzione con Ravenna Festival, Festival dei Due Mondi di Spoleto

Conte d’Almaviva VITTORIO PRATO
La contessa d’Almaviva FRANCESCA SASSU
Susanna EMANUELA BISCEGLIE
Figaro SIMONE DEL SALVIO
Cherubino AURORA FAGGIOLI
Marcellina ISABEL DE PAOLI
Bartolo ION SANCU
Basilio JORGE JUAN MORATA
Don Curzio RICCARDO BENLODI
Barbarina LEONORA TESS
Antonio JAIME EDUARDO PIALLI

Composta fra l’ottobre del 1785 e l’aprile del 1786, Le nozze di Figaro di Wolfgang Amadeus Mozart, è la prima delle tre opere scritte dal compositore salisburghese su libretto di Lorenzo da Ponte. Una collaborazione straordinaria che avrebbe prodotto altri due capolavori del teatro lirico quali Don Giovanni e Così fan tutte. Il soggetto del libretto fu tratto dalla commedia di Beaumarchais Le mariage de Figaro del 1781. Un intreccio serrato e travolgente, in cui donne e uomini si contrappongono nel corso di una “folle giornata”, ricca di eventi drammatici e comici e tale da consentire l’indagine musicale delle psicologie in gioco. Una satira sulle classi sociali privilegiate dell’epoca, ma anche un’acuta metafora delle diverse fasi dell’amore. L’opera, andata in scena per la prima volta al Burgtheater di Vienna il 1º maggio 1786, è articolata in quattro atti, e narra, tra mille complicazioni, l’ardua ma vittoriosa difesa che Figaro, servitore del conte d’Almaviva, fa della propria fidanzata Susanna, insidiata dal capriccio del padrone, alla fine gabbato, deriso da tutti e costretto a consentire alle nozze dei due servi. Famoso è il monologo di portata rivoluzionaria in cui Figaro denuncia i soprusi della nobiltà.


Atto I

Il giovane Figaro prende le misure della stanza che il Conte ha gentilmente concesso a lui e alla sua promessa sposa, Susanna. E’ la mattina del giorno delle loro nozze, Susanna è intenta a misurarsi un cappello da indossare per l’occasione. Figaro si lascia sfuggire un complimento alla generosità del Conte per aver loro offerto una stanza tanto comoda e ampia. Susanna lascia intendere che forse quel gesto che Figaro vede come generoso, sia in realtà dovuto ad altro; secondo lei infatti, il Conte vorrebbe rivendicare lo ius primae noctis, da lui stesso già abolito. Le manovre sibilline del Conte trovano consenso in Don Basilio, il maestro di musica di Susanna.
Intanto, la non più giovane Marcellina, vorrebbe impedire il matrimonio, e sposare lei stessa Figaro, in virtù di un vecchio prestito concessogli e mai restituito. In suo aiuto accorre anche Don Bartolo, desideroso di vendicarsi di Figaro (l’ex “Barbiere di Siviglia”), reo di aver aiutato il Conte a portarli via la sua Rosina, ora Contessa di Almaviva.
Nel frattempo Cherubino, il paggio, chiede a Susanna di mettere una buona parola per lui presso la Contessa. Il Conte avendolo trovato solo con Barbarina, la figlia dodicenne del giardiniere Antonio, lo ha allontanato dal palazzo.
Cherubino deve nascondersi frettolosamente quando entra in scena il Conte, desideroso di rilanciare le sue proposte galanti alla giovane Susanna. A sua volta anche il Conte è costretto a nascondersi quando compare Don Basilio, intenzionato a rivelare a Susanna le attenzioni speciali rivolte da Cherubino alla Contessa.
Con un moto di gelosia il Conte esce dal suo nascondiglio, e si accorge che anche Cherubino è lì, nascosto.
In quel momento entrano i contadini, che ringraziano il Conte per aver abolito lo ius primae noctis.
Trovando un pretesto, il Conte rimanda il matrimonio e ordina l’arruolamento obbligatorio di Cherubino e il suo dislocamento a Siviglia.

Atto II

Susanna confida alla Contessa le avances ricevute dal Conte. Intanto Figaro ha escogitato un piano per smascherare il Conte: farà avere al Conte un biglietto anonimo avvisandolo che la Contessa ha in programma un appuntamento romantico con un ammiratore segreto per quella stessa sera. A questo punto Susanna dovrà fingere di accettare la proposta del Conte; al suo posto però si presenterà Cherubino travestito da donna. In questo modo la Contessa potrà smascherare il marito.
Mentre Cherubino si sta travestendo, entra in scena il Conte che, preso dalla gelosia, decide di forzare la porta dello stanzino dove si è nascosto il paggio. Cherubino riesce fortunosamente a fuggire in tempo dalla finestra e Susanna ne prende il posto. Quando il Conte vede Susanna, è costretto a chiedere scusa alla moglie per aver dubitato di lei. Nel frattempo sopraggiunge anche Figaro.
Antonio, il giardiniere, irrompe in scena dicendo di aver visto qualcuno scappare furtivamente dalla finestra della camera della Contessa; Figaro cerca di sviare i sospetti dicendo di essere stato lui.
Il secondo Atto si conclude con l’ingresso di Marcellina e Don Bartolo; ella è finalmente in possesso dei documenti che vincoleranno Figaro a sposarla.

Atto III

La Contessa spinge Susanna a proseguire con il piano di Figaro per smascherare il Conte, il quale per scopre il piano e promette vendetta.
Proprio quando il giudice Don Curzio dirime il vecchio debito di Figaro, intimandogli di sposare Marcellina, la situazione viene stravolta: da un segno sul braccio di Figaro, si scopre che egli è in realtà il frutto del vecchio amore tra Marcellina e Don Bartolo.
In quel momento entra Susanna con i soldi per riscattare il debito di Figaro; vedendolo abbracciato a Marcellina, si infuria. Dopo aver capito che Marcellina era felice di aver ritrovato il suo figlio perduto, si unisce alla loro gioia.
Don Bartolo chiede la mano di Marcellina, la quale acconsente e condona il vecchio debito come regalo per le nozze con Susanna.
La Contessa decide di modificare leggermente il piano iniziale di Figaro: detta a Susanna un bigliettino, ma si presenterà lei all’appuntamento con il Conte, non Cherubino.
Susanna consegna il bigliettino al Conte, il quale si punge con la spilla di Susanna usata per sigillarlo.
La scena si chiude con i festeggiamenti per le due coppie di sposi: Susanna e Figaro, Marcellina e Don Bartolo.

Atto IV

Ormai è calata la notte al castello; la trama si infittisce quando Figaro capisce che il biglietto recapitato al Conte era stato scritto da Susanna. Essendo venuto meno il suo piano iniziale, crede che Susanna voglia veramente cedere alle lusinghe del Conte. Decide quindi di appostarsi vicino al luogo dell’appuntamento insieme ad alcuni testimoni.
Susanna origlia lo sfogo di gelosia di Figaro e decide di vendicarsi tenendolo sulle spine.
La Contessa (travestita da Susanna), viene importunata prima da Cherubino e poi dal Conte. Con un diversivo la Contessa allontana il Conte e fugge nel bosco.
Nel frattempo Figaro viene raggiunto da Susanna (travestita da Contessa). Durante la conversazione che segue, Susanna dimentica di imitare la voce della Contessa e viene scoperta. Figaro però non lascia intendere di aver capito l’imbroglio, e decide di punire la sua amata Susanna indirizzando le proprie avances alla “finta Contessa”.
Dopo una sequenza di colpi di scena, Figaro si scusa con Susanna per aver dubitato di lei; il Conte, tornato nel luogo dell’appuntamento, scorge i due, non riconoscendo Susanna nelle vesti della Contessa.
L’arrivo della vera Contessa pone il termine alle vicende, spiegando tutto l’imbroglio e lasciando il Conte sbalordito. Al Conte non resta altro che chiedere il perdono della Contessa e dare la propria benedizione alle nozze tra Figaro e Susanna.

Nato a Roma. Ha seguito il corso di laurea in Lettere e Filosofia dell’Università La Sapienza e il corso di recitazione dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”. È stato aiuto-regista di Luca Ronconi e di Luchino Visconti, con i quali ha intensamente collaborato. Per la RAI ha diretto il film L’uomo che ho ucciso dal romanzo 1912+1 di Leonardo Sciascia, sceneggiatura di Domenico Rafele, Pierre Dumayet e la serie Avvocati di Giancarlo de Cataldo. Per il cinema ha diretto: Un cuore semplice, sceneggiatura di Cesare Zavattini dal racconto di Gustave Flaubert, premiato con il David di Donatello, il Premio Rizzoli, il Premio Saint Vincent e il Nastro d’argento; Caccia alla Vedova, sceneggiatura di Enrico Medioli dalla Vedova scaltra di Goldoni; Tosca e altre due dalla omonima commedia di Franca Valeri, sceneggiatura di Enrico Medioli. Per il teatro ha messo in scena spettacoli di autori classici e contemporanei come Pirandello, Strindberg, Goldoni, Carlo Bernari, Francesca Sanvitale, Enzo Siciliano, Franca Valeri, Cesare Musatti, Natalia Ginzburg e Corrado Augias. Per il Teatro dell’Opera di Roma ha messo in scena Madama Butterfly di Giacomo Puccini. Per il Festival dei Due Mondi di Spoleto ha messo in scena: Gogo no eiko di Hanz Werner Henze; Amelia al ballo di Gian Carlo Menotti; Il giro di vite di Benjanim Britten; The Piano Upstairs di John Weidman; Così fan tutte di Wolfgang Amadeus Mozart. Come attore ha partecipato a: Misura per misura e Riccardo III di Shakespeare, regia di Luca Ronconi; Nina di André Roussin, regia di Bernard Murat; Alcool scritto e diretto da Adriana Asti; La Maria Brasca di Testori, regia di Andrée Ruth Shammah; L’inserzione di Natalia Ginzburg, regia di Giorgio Ferrara; Le sedie di Jonesco, regia di Tullio Pericoli; Danza macabra di August Strindberg, regia di Luca Ronconi. È stato Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Parigi e Presidente del Forum des Instituts Culturels Etrangers à Paris. Dal 2008 al 2012 è stato Presidente e Direttore Artistico della Fondazione Festival dei Due Mondi di Spoleto, di cui ricopre oggi il ruolo di Direttore Artistico.

Tedesca di nascita, ha ricevuto dalla Chicago Symphony Orchestra Association la borsa internazionale di apprendistato Sir Georg Solti in direzione d’orchestra.
Come parte dell’apprendistato biennale, Yashima sta assistendo il maestro Riccardo Muti, direttore musicale della CSO, e sta lavorando con la Civic Orchestra of Chicago. In precedenza, Yashima ha ricevuto l’incarico di maestro collaboratore con impegno di direzione al Pfalztheater Kaiserslautern, dove ha debuttato come direttore d’orchestra nel Dicembre 2015. Dal 2013 al 2015 è stata direttore musicale della Freies Studentenorchester Rostock. Nel 2013 ha ricevuto un premio di alta eccellenza dalla Musikakademie Rheinsberg per la produzione operistica da lei lì diretta. Le sue esperienze come direttore d’orchestra ospite includono una collaborazione con El Sistema in Venezuela, dove ha lavorato con due orchestre giovanili nel 2015. Yashima è stata attiva partecipante nell’Accademia dell’Opera Italiana di Riccardo Muti durante il Ravenna Festival 2015. Nello stesso anno è stata selezionata nel gruppo dei sette allievi ammessi da Bernard Haitink alla sua masterclass di direzione d’orchestra al Festival di Lucerna. Ancora nel 2015 è stata tra le tre migliori finaliste al workshop “INTERAKTION” della “Critical Orchestra”, collaborazione di componenti delle maggiori orchestre quali Berlin Philharmonic, Staatskapelle Berlin e Sächsische Staatskapelle Dresden. Mentre frequentava l’Accademia Musicale Chigiana a Siena, Gianluigi Gelmetti l’ha premiata con il Diploma di Merito e l’ha invitata a dirigere l’Orchestra Sinfonica di Sanremo nel Settembre 2014. Le orchestre dirette da Yashima comprendono le Konzerthausorchester Berlin, Wurttembergische Philharmonie Reutlingen, Stuttgarter Kammerorchester, Brandenburgisches Staatsorchester Frankfurt (Oder), Neubrandenburger Philharmonie, Brandenburger Symphoniker, Sudwestdeutsches Kammerorchester Pforzheim, Kurpfälzisches Kammerorchester Mannheim, North Czech Philharmonic Teplice, Festival Strings Lucerne, Orchestra Giovanile “Luigi Cherubini” e gli ensemble per la nuova musica della NDR Radiophilharmonie Hannover. Giovanissima allieva di pianoforte del maestro Bernd Goetzke,
Yashima ha iniziato i suoi studi musicali presso l’Institut zur Früh-Förderungmusikalisch Hochbegabter (IFF – istituto per l’avanzamento dei precocemente dotati per la musica) di Hannover, dove ha ricevuto le sue prime lezioni di direzione d’orchestra a quattordici anni. Dopo aver studiato direzione a Friburgo con Scott Sandermeier e a Vienna con Mark Strindberg, sta completando i suoi studi in direzione d’orchestra alla Scuola di musica Hanns Eisler di Berlino, sotto la guida di Christian Ehwald e Hans-Dieter Baum.

Fondata da Riccardo Muti nel 2004, l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini ha assunto il nome di uno dei massimi compositori italiani di tutti i tempi attivo in ambito europeo per sottolineare, insieme ad una forte identità nazionale, la propria inclinazione ad una visione europea della musica e della cultura. L’Orchestra, che si pone come strumento privilegiato di congiunzione tra il mondo accademico e l’attività professionale, divide la propria sede tra le città di Piacenza e Ravenna. La Cherubini è formata da giovani strumentisti, tutti sotto i trent’anni e provenienti da ogni regione italiana, selezionati attraverso centinaia di audizioni da una commissione costituita dalle prime parti di prestigiose orchestre europee e presieduta dallo stesso Muti. Secondo uno spirito che imprime all’orchestra la dinamicità di un continuo rinnovamento, i musicisti restano in orchestra per un solo triennio, terminato il quale molti di loro hanno l’opportunità di trovare una propria collocazione nelle migliori orchestre.
In questi anni l’Orchestra, sotto la direzione di Riccardo Muti, si è cimentata con un repertorio che spazia dal Barocco al Novecento alternando ai concerti in moltissime città italiane importanti tournée in Europa e nel mondo nel corso delle quali è stata protagonista, tra gli altri, nei teatri di Vienna, Parigi, Mosca, Salisburgo, Colonia, San Pietroburgo, Madrid, Barcellona, Lugano, Muscat, Manama, Abu Dhabi, Buenos Aires e Tokyo.
Il debutto a Salisburgo, al Festival di Pentecoste, con Il ritorno di Don Calandrino di Cimarosa, ha segnato nel 2007 la prima tappa di un progetto quinquennale che la rassegna austriaca, in coproduzione con Ravenna Festival, ha realizzato con Riccardo Muti per la riscoperta e la valorizzazione del patrimonio musicale del Settecento napoletano e di cui la Cherubini è stata protagonista in qualità di orchestra residente.
A Salisburgo, poi, l’Orchestra è tornata nel 2015, debuttando – unica formazione italiana invitata – al più prestigioso Festival estivo, con Ernani: a dirigerla sempre Riccardo Muti, che l’aveva guidata anche nel memorabile concerto tenuto alla Sala d’Oro del Musikverein di Vienna, nel 2008, pochi mesi prima che alla Cherubini venisse assegnato l’autorevole Premio Abbiati quale miglior iniziativa musicale per “i notevoli risultati che ne hanno fatto un organico di eccellenza riconosciuto in Italia e all’estero”.
All’intensa attività con il suo fondatore, la Cherubini ha affiancato moltissime collaborazioni con artisti quali Claudio Abbado, John Axelrod, Rudolf Barshai, Michele Campanella, James Conlon, Dennis Russel Davies, Gérard Depardieu, Kevin Farrell, Patrick Fournillier, Herbie Hancock, Leonidas Kavakos, Lang Lang, Ute Lemper, Alexander Lonquich, Wayne Marshall, Kurt Masur, Anne-Sophie Mutter, Kent Nagano, Krzysztof Penderecki, Donato Renzetti, Vadim Repin, Giovanni Sollima, Yuri Temirkanov, Alexander Toradze e Pinchas Zukerman.
Impegnativi e di indiscutibile rilievo i progetti delle “trilogie”, che al Ravenna Festival l’hanno vista protagonista, sotto la direzione di Nicola Paszkowski, delle celebrazioni per il bicentenario verdiano in occasione del quale l’Orchestra è stata chiamata ad eseguire ben sei opere al Teatro Alighieri. Nel 2012, nel giro di tre sole giornate, Rigoletto, Trovatore e Traviata; nel 2013, sempre l’una dopo l’altra a stretto confronto, le opere “shakespeariane” di Verdi: Macbeth, Otello e Falstaff. Negli ultimi anni il repertorio operistico viene affrontato regolarmente dall’Orchestra nelle coproduzioni che vedono il Teatro Alighieri di Ravenna al fianco di altri importanti teatri italiani di tradizione. Dal 2015 al 2017 la Cherubini, ha partecipato inoltre al Festival di Spoleto, sotto la direzione di James Conlon, eseguendo l’intera “trilogia Mozart-Da Ponte”.
Il legame con Riccardo Muti l’ha portata a prender parte all’Italian Opera Academy per giovani direttori e maestri collaboratori, che il Maestro ha fondato e intrapreso nel 2015: se in quel primo anno la Cherubini ha avuto l’occasione di misurarsi con Falstaff, gli anni successivi l’attenzione si è concentrata su Traviata e Aida.
Al Ravenna Festival, dove ogni anno si rinnova l’intensa esperienza della residenza estiva, la Cherubini è regolarmente protagonista di nuove produzioni e di concerti, nonché, dal 2010, del progetto “Le vie dell’amicizia” che l’ha vista esibirsi, tra le altre mete, a Nairobi, Redipuglia, Tokyo e, nel 2017, a Teheran, sempre diretta da Riccardo Muti.
La gestione dell’Orchestra è affidata alla Fondazione Cherubini costituita dalle municipalità di Piacenza e Ravenna e dalle Fondazioni Toscanini e Ravenna Manifestazioni. L’attività dell’Orchestra è resa possibile grazie al sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali del Turismo, Fondazione di Piacenza e Vigevano, Camera di Commercio di Piacenza e dell’Associazione “Amici dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini”.

Nato a Macerata nel 1943, lo scenografo Dante Ferretti, sostenitore di una estetica del ‘meraviglioso’, si è mosso attraverso le diverse epoche con una libertà che ha sfiorato talvolta la trasgressione storica, rivoluzionando il panorama della scenografia cinematografica dapprima in patria, al fianco di registi come Pier Paolo Pasolini e Federico Fellini, e poi fuori dai confini nazionali. Intuizioni geniali come il labirinto verticale ne Il nome della rosa (1986) di Jean-Jacques Annaud, la forza visionaria espressa nel kolossal fantasy Le avventure del barone di Munchausen (1989) di Terry Gilliam, la capacità di trasfigurare città e quartieri nelle ricostruzioni realizzate per i film di Martin Scorsese hanno fatto di lui uno dei più brillanti scenografi del cinema mondiale. Premio Oscar, con la moglie Francesca Lo Schiavo, nel 2005 per The aviator di Scorsese e nel 2008 per Sweeney Todd di Tim Burton, tra le sue scenografie successive vanno ricordate quelle dei film diretti da Martin Scorsese Shutter Island (2010) e Hugo (2011; Hugo Cabret, 2012), pellicola per la quale nel 2012 si è aggiudicato insieme a Francesca Lo Schiavo il terzo Oscar della carriera. Nel 2013, in concomitanza con il settantesimo anniversario della sua nascita, il MoMA di New York gli ha dedicato la personale Dante Ferretti. Design and construction for cinema.

Nata a Roma, la scenografa Francesca Lo Schiavo, ha lavorato in team con Dante Ferretti come Set Decorator da molti anni. Con i suoi lavori ha conquistato Hollywood. Già candidata all’Oscar per ben otto volte, ha vinto l’Academy Award per la scenografia di The aviator (di Martin Scorsese, regista con il quale ha lavorato spesso negli anni) nel 2005, di Sweeney Todd nel 2008 (di Tim Burton) e di Hugo nel 2012 (Hugo Cabret, diretto da Martin Scorsese).


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Dettagli

Data:
15 febbraio 2019
Ora:
20:30
Categorie Evento:
,
Sito web:
https://www.fondazioneteatrococcia.it/

Luogo

Teatro Coccia
Teatro Coccia Via fratelli Rosselli, 47
Novara, NO 28100
Telefono:
0321233201
Sito web:
https://www.fondazioneteatrococcia.it/