DON PASQUALE

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DON PASQUALE

9 Aprile 2017 ore 16:00

Domenica 9 aprile 2017 ore 16.00

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PROGETTO DIDEROT 2017

Spettacolo di musica, danza e teatro
dall’opera di Gaetano Donizetti

Adattamento teatrale e regia Girolamo Angione
Coreografie Gianni Mancini

Orchestra dei Talenti Musicali della Fondazione CRT
Maestro concertatore e direttore d’orchestra Gianmaria Griglio
Supervisione del progetto Gabriele D.G. Bolletta

Edizione a cura del
Liceo Germana Erba Coreutico Teatrale – Teatro Nuovo Torino

Personaggi
Don Pasquale, possidente, basso buffo GABRIELE D.G. BOLLETTA
Dottor Malatesta, imbonitore e tuttofare, baritono RICHARD RITTELMANN
Norina, giovane innamorata di Ernesto, soprano CLAUDIA SASSO
Ernesto, nipote di Don Pasquale, attore STEFANO LIMERUTTI
Passepartout, popolano, attore MARIO ACAMPA
Battista, popolano, attore STEFANO CENNI
Popolane e popolani, cameriere e camerieri, corpo di ballo
Giorgia Cremonini Noemi Verrone Ingrid Buffo Blin Alice Regis Martina Nasini
Jonathan Beloli Guido Bonioli Filippo Cosso Simone Ippolito

Scene a cura degli allievi del Liceo Germana Erba
Pittori di scena Cristiana Hong Sang Ihee, Iacopo Valsania
Costumi Luisa Ludovico, Rossella Campisi

Direttore dell’allestimento Massimo Canepa

Luci Marcello Cavoto, Matteo Boltro – Tecnici del suono Mirco Dal Ponte, Gabriel Ilies

Progetto di Fondazione CRT
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Canto, danza, musica e prosa saranno protagonisti anche quest’anno dell’operetta in formato Diderot. Il progetto della Fondazione CRT porterà sul palco “Don Pasquale”, opera buffa di Gaetano Donizetti.

Lo spettacolo, in poco più di un’ora, farà vivere al pubblico in sala l’emozione del teatro. Pur restando fedele alla trama e alla propria identità di opera buffa, il “Don Pasquale” verrà reinterpretato in una versione multidisciplinare.

Don Pasquale, Norina, Ernesto e dottor Malatesta riusciranno a rendere l’opera coinvolgente e adatta alla comprensione da parte di un pubblico di tutte le età, grazie all’inserimento di parti dialogate e di balli dalla musica trascinante.

Gli anni scorsi, le opere andate in scena con grande successo sono state “La Figlia del Reggimento”, “Il campanello dello speziale” e “L’elisir d’amore” di Donizetti, “Al Cavallino Bianco” di Benatzsky, “La Vedova allegra” di Léhar, e i capolavori di Gioachino Rossini: “Il Signor Bruschino”, “Il barbiere di Siviglia”, “L’Italiana in Algeri” e “La Cenerentola”.

Quest’opera è inserita nel progetto Diderot, progetto ideato e realizzato dalla Fondazione CRT, grazie al quale tutte le scuole primarie e secondarie del Piemonte e della Valle d’Aosta possono integrare i propri piani di offerta formativa con un ricco programma che spazia dall’arte alla matematica, dalla tutela della salute alla storia, dal giornalismo alla filosofia. In oltre dieci anni, il progetto Diderot ha coinvolto circa 26.000 classi, 37.000 insegnanti e 526.000 studenti. Nella sola provincia di Novara complessivamente hanno aderito più di 2.50o classi, 2.700 insegnanti e 52.000 studenti.

Don Pasquale di Gaetano Donizetti è l’ultima opera buffa scritta dal grande compositore italiano alla fine della sua carriera. Si tratta probabilmente del suo capolavoro in un genere, quello del melodramma comico, nel quale aveva già ottenuto grandi successi internazionali.
L’opera viene proposta nell’ambito del Progetto Diderot della Fondazione CRT; la messa in scena è affidata alla Fondazione Teatro Nuovo e, per le scene coreografiche e teatrali, ai giovani talenti del Liceo Germana Erba e dei Corsi di Formazione Professionale F.S.E.. L’Accademia Perosi di Biella cura i laboratori didattici e La Fabbrica Dei Suoni di Venasca l’esecuzione musicale.
Don Pasquale viene presentato in un allestimento specificamente pensato per il pubblico scolastico che, nell’arco di un’ora o poco più, riunisce i passaggi fondamentali della trama e le più celebri pagine musicali in uno spettacolo multidisciplinare – per l’alternanza di canto e recitazione, musica e danza – e interattivo per il diretto coinvolgimento dei giovani spettatori sia in parti di canto corale che di animazione teatrale.
La finalità dello spettacolo è quella di avvicinare nuove generazioni di spettatori al teatro grazie a un’opera che per caratteristiche musicali, contenuti narrativi e spunti di riflessione, può essere agevolmente e utilmente fruita da un pubblico di giovani spettatori.

La trama di questa originale rielaborazione del Don Pasquale rispetta i caratteri fondamentali e le linee di sviluppo dell’opera di Donizetti ma, alla ricerca di soluzioni narrative vivaci e accattivanti per il giovane pubblico del Progetto Diderot, se ne discosta in alcuni snodi significativi.
Tanto per cominciare, tutta la prima parte dello spettacolo si svolge davanti alla casa di Don Pasquale in una piazzetta di Roma, con tanto di scorcio sul Cupolone. È notte fonda. Un gruppo di ragazzi e ragazze tra cui riconosciamo anche Norina ed Ernesto, non sono ancora stanchi di far festa. Tra loro impazzano anche due buffi popolani, simpatici e impertinenti, espressamente inventati per essere il motore comico dello spettacolo. Eccoli infatti pronti a sbeffeggiare prima Don Pasquale al suo apparire in scena, poi il dottor Malatesta, quando compare in sella al suo buffo triciclone. La funzione di questo personaggio resta immutata rispetto all’opera originale, ma il suo profilo è totalmente reinventato. Il nostro Malatesta, infatti, è un fratello ideale di Dulcamara: imbonitore come lui, ma specializzato nel combinar matrimoni. Infatti s’accorda subito con Don Pasquale, deciso a sposarsi per far dispetto a suo nipote Ernesto; prima gli promette una sposina “bella siccome un angelo” e poi gli offre un portentoso elisir che subito l’accende di “un foco insolito”. Stuzzicati da Malatesta, i due giovani popolani danno prova della loro abilità nel conquistar ragazze cimentandosi comicamente nel più risaputo dei corteggiamenti teatrali. Tra furbacchioni ci si intende al volo così, quando Norina ricompare in piazza, Malatesta le prospetta il suo folle piano: far di lei la finta moglie di Don Pasquale e consentirle di sposare Ernesto. Norina esita un po’ poi accetta la sfida: diventerà Sofronia e sposerà Don Pasquale per un giorno, per vivere per sempre con Ernesto. A completar l’inganno del finto matrimonio manca solo un finto notaio: va da sé che saranno i due buffi amiconi a sostener quel ruolo; e lo faranno in modo del tutto inaspettato.
Il resto della storia scorre via secondo tradizione: Don Pasquale, folgorato da Sofronia, stipula all’istante il finto contratto di nozze davanti a due improbabili notai e chiede persino a Ernesto di fargli da testimone.
Nello stupore generale la Sofronia timida e pudica si trasforma in una donna arrogante e spendacciona. Don Pasquale è basito; Ernesto, sempre più attonito e confuso, decide di partire. Ci pensano i due servi a trattenerlo e spiegargli come stanno le cose. A modo loro naturalmente. La scena del finto tradimento porta la vicenda al naturale lieto fine; ma prima c’è ancora il tempo d’ascoltare una delle pagine musicali più belle di tutta l’opera: nel giardino della casa di Don Pasquale due musici in scena interpretano il suggestivo Notturno per una coppia di giovani danzatori che danno vita ad un intenso passo a due.
Si realizza così anche visivamente la silloge dello spettacolo e il senso di questa linea del Progetto Diderot: fondere musica, canto, danza e recitazione nell’originale e accattivante reinterpretazione d’un grande classico dell’opera buffa italiana qual è il Don Pasquale di Gaetano Donizetti.

Del tutto innovativa è la modalità della messa in scena che nasce all’interno del Teatro Nuovo di Torino con il contributo degli allievi del Liceo Germana Erba a cui è affidata l’interpretazione dei numerosi quadri coreografici. Accanto a loro, un affiatato cast di cantanti professionisti nei ruoli lirici e di giovani attori formatisi al Liceo e nei Corsi Professionali F.S.E. della Fondazione Teatro Nuovo; l’esecuzione musicale è affidata all’orchestra dei Talenti Musicali della Fondazione CRT, guidata dal M° Gianmaria Griglio; la riduzione musicale e la supervisione del progetto sono di Gabriele Bolletta, le coreografie di Gianni Mancini e la regia è di Girolamo Angione.

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Dettagli

Data:
9 Aprile 2017
Ora:
16:00
Categoria Evento:
Sito web:
www.fondazioneteatrococcia.it

Luogo

Teatro Coccia
Teatro Coccia Via fratelli Rosselli, 47
Novara, NO 28100
+ Google Maps
Telefono:
0321233201
Sito web:
https://www.fondazioneteatrococcia.it/