BOHÈME, O BELLA ETÀ D’INGANNI E D’UTOPIE

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BOHÈME, O BELLA ETÀ D’INGANNI E D’UTOPIE

17 Gennaio 2016 ore 16:00

Domenica 17 gennaio 2016 ore 16.00

Rassegna Famiglia
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BOHÈME, O BELLA ETÀ D’INGANNI E D’UTOPIE

Tratto dal romanzo di Henry Murger
E dall’opera di Giacomo Puccini su Libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica

Scrittura scenica e regia Manu Lalli
Direttore e pianoforte Loris di Leo

Cantanti Stefano Marchisio, Hamadi Laga, Cristina Martufi
Narratore Chiara Casalbuoni
Attori Niccolò Franchi, Luca Baldini, Federico Zini, Cecilia Russo
Collaboratori di palco Marta Buonucci, Letizia Perini

Ensemble di Musica del Conservatorio Guido Cantelli di Novara
Coro Bambini delle scuole elementari e medie della città di Novara
Diretto da Alberto Veggiotti e Marina Goggi

Produzione Fondazione Teatro Coccia Onlus, in collaborazione con Venti Lucenti[/tab]
[tab title=”Presentazione”]
Per il secondo anno torna al Teatro Coccia di Novara la Compagnia Venti Lucenti; dopo La principessa Turandot, che ha coinvolto gli alunni delle scuole di Novara e portato sul palco più di cento giovanissimi attori/cantanti, è ora la volta di una rielaborazione di Bohème, sempre con la regia di Manu Lalli a 120 anni dal suo debutto.
Il 1 Febbraio 1896 infatti al Regio di Torino va in scena per la prima volta Bohème. L’opera, diretta da Arturo Toscanini, subisce una violenta stroncatura da parte della critica. Eppure Bohème da quel momento non vedrà che successi in tutto il mondo. Bohème è l’opera della gioventù, l’opera della “bella età d’inganni e d’utopie”, nella quale “si crede, si spera e tutto bello appare”; forse il suo fascino immortale, il suo significato più profondo, è tutto in questo verso che dà voce alla perdita dell’ingenuità della gioventù, la consapevolezza del passare del tempo che porta con sé inevitabilmente affanni e dolori. Ma forse non è sbagliato in questo momento storico e in questo paese portare in scena un’opera sulla gioventù affidandola in prima battuta proprio ai giovani, ai quali intendiamo affidare il compito di rinverdire le speranze e di raccontarci ancora quanto sia bello e giusto inseguire i sogni e tentare per quanto è possibile di farli divenire realtà. Per questo il ruolo dei ragazzi del territorio novarese coinvolti nel progetto sarà fondamentale: le loro voci, la loro azioni e la loro presenza in scena funzioneranno da richiamo e da contraltare alle vicende dei protagonisti.
Questa rielaborazione di Bohème si apre con un attore/ autore (forse lo stesso Puccini, ma chissà forse un più maturo Rodolfo ormai “arrivato”, che riscrive la sua storia) che scrive nella soffitta, da solo, pensa, sogna, ricorda. Piano, piano, l’autore si confonde con la figura stessa del personaggio creato e la storia comincia. La fredda soffitta del primo atto dove i quattro amici vivono, è il luogo dove il calore si manifesta solo all’arrivo dell’amore. Lo spettacolo si chiude con l’urlo di dolore di Rodolfo sul corpo ormai senza vita di Mimì, nel quale non c’è solo la disperazione della perdita della donna amata, ma anche la disperazione per la fine della giovinezza e la sconvolgente accettazione del fato. Puccini disegna sulla partitura, nel punto nel quale la musica sottolinea la morte di Mimi, un teschio, a testimoniare che il trapasso di Mimì doveva avvenire in quell’istante e aggiunge “quando trovai quegli accordi scuri e lenti e li suonai al piano, venni preso da una tale commozione che dovetti alzarmi e in mezzo alla sala mi misi a piangere come un fanciullo. Mi faceva l’effetto di aver visto morire la mia creatura”. L’autore / attore chiude il libro, la gioventù è terminata. Ma al di là della storia dei giovani parigini, che diventa paradigma di ogni vita ricca di speranza, rimane l’esaltazione per quell’orizzonte che permette di intraprendere il viaggio verso la nostra meta agognata, verso Itaca, alla quale arriveremo fatalmente, speriamo ricchi di esperienze e di incontri.

L’opera ha un ritmo teatrale che viene sviluppato anche attraverso l’utilizzo di attori che illustrano e raccontano la vicenda, attraverso accelerazioni narrative, necessarie per ridurre i tempi dell’opera: la messa in scena dei momenti salienti della storia, cantati da professionisti, vede dunque l’innesto di scene narrate e recitate per rendere ancora più coinvolgente la partecipazione del pubblico. Sulla scena attori, cantanti, ragazzi formati da maestri di coro novaresi che cantano, recitano, danzano, in un lavoro collettivo e formativo che riguarda non solo il capolavoro pucciniano, ma più in generale una delle manifestazioni più alte dell’arte italiana: l’opera lirica. [/tab]
[tab title=”Venti Lucenti”]
Venti Lucenti, Compagnia diretta da Manu Lalli, nasce formalmente oltre venti anni fa dall’esperienza di alcuni professionisti del teatro, dell’educazione e della formazione. Fin dalla sua nascita si è sempre occupata di Teatro, educazione/formazione di promozione socio-culturale, e musicale collaborando all’organizzazione di molteplici attività con enti pubblici e privati. Il filo rosso che ha legato le diverse attività è da individuarsi senz’altro nell’attenzione rivolta alla promozione di una cultura di pace e di tolleranza, basata sul riconoscimento delle diversità, ma anche delle grandi potenzialità di espressione e di comunicazione di tutti. Le messe in scena di Venti Lucenti, siano in prosa o in lirica vedono la partecipazione annuale di migliaia di artisti (spesso in scena contemporaneamente) per i quali il numero non è un limite, ma una risorsa sia perché permette a chiunque di calcare le scene sia perché trasmette agli attori il senso di un lavoro epico, sempre teso alla rappresentazione simbolica dei grandi archetipi dell’immaginario collettivo. Venti Lucenti partecipa da anni al Festival del Dramma Antico di Siracusa e a scambi artistici teatrali e musicali con moltissime realtà europee e internazionali. (Sarajevo – Yerevan, Budapest, Varsavia, La Havana). Da oltre dieci anni si è specializzata in progetti di formazione legati alla musica lirica, collaborando con la Fondazione del Maggio Musicale Fiorentino realizzando progetti di promozione dell’opera lirica, con l’Accademia di Santa Cecilia di Roma nell’allestimento di performance con giovani cantanti e orchestra, con il Teatro Massimo di Palermo, l’Orchestra della Toscana e il Teatro Coccia di Novara nella realizzazione di opere liriche e spettacoli musicali espressamente pensati per la promozione della cultura musicale e realizzati con i bambini.
Dal 2010 Venti Lucenti è associata a RESEO Network per la divulgazione dell’Opera lirica in Europa.[/tab]
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Dettagli

Data:
17 Gennaio 2016
Ora:
16:00
Categoria Evento:
Sito web:
www.fondazioneteatrococcia.it

Luogo

Teatro Coccia
Teatro Coccia Via fratelli Rosselli, 47
Novara, NO 28100
+ Google Maps
Telefono:
0321233201
Sito web:
https://www.fondazioneteatrococcia.it/