AIDA

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AIDA

7 Ottobre 2016 ore 20:30

Venerdì 7 ottobre 2016 ore 20.30 – Turno A
Domenica 9 ottobre 2016 ore 16.00 – Turno B
Martedì 11 ottobre 2016 ore 20.30 – Fuori Abbonamento

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Opera in quattro atti
Musica di Giuseppe Verdi, su libretto di Antonio Ghislanzoni
da uno scritto di A.Mariette elaborato da C.Du Locle
Prima rappresentazione: Il Cairo, Teatro dell’Opera, 24 dicembre 1871

Regia Piero Maranghi e Paolo Gavazzeni
Direzione d’orchestra Matteo Beltrami
Scene e costumi Leila Fteita
Lighting designer Angelo Linzalata
Coreografie Simona Bucci
Orchestra del Conservatorio G. Cantelli di Novara
Coro San Gregorio Magno e Coro del Ticino

Produzione Fondazione Teatro Coccia Onlus[/tab]
[tab title=”Personaggi e interpreti”]
Aida, schiava etiope (soprano) ALEXANDRA ZABALA
Amneris, figlia del re (mezzosoprano) SANJA ANASTASIA
Radamès, capitano delle guardie (tenore) WALTER FRACCARO
Amonasro, re d’Etiopia, padre di Aida (baritono) ELIA FABBIAN
Ramfis, capo dei sacerdoti (basso) ANTONIO DI MATTEO
Il re (basso) GIANLUCA LENTINI
Un messaggero (tenore) MURAT CAN GUVEM
Una sacerdotessa (soprano) MARTA CALCATERRA[/tab]
[tab title=”Trama”]

Atto I: Menfi. Gli etiopi attaccano l’Egitto e il Gran Sacerdato Ramfis annuncia al capitano dell’esercito Radames la nomina del comandante supremo che sarà presentato al re. Radames spera di essere “quel guerriero” e di poter tornare vincitore alla sua amata Aida, schiava etiope della principessa Amneris, pure innamorata del giovane militare. Il re ha dal messaggero notizie tragiche; gli etiopi, guidati da Amonasro, padre di Aida, mettono a ferro e fuoco l’Egitto invaso. Radames è nominato capo e Aida, divisa fra amore e patria, che agli dei pietà per le sue pene, benchè desideri che Radames torni vincitore.
Atto II: All’interno del tempio di Vulcano Radames riceve dai sacerdoti la spada sacra. Si passa poi nell’appartamento di Amneris che si abbiglia per le feste della vittoria annunciata. All’arrivo di Aida la principessa, per aver conferma dei suoi sospetti, dice alla schiava che Radames è morto e lei si tradisce piangendo. “No, è vivo” dice allora Amneris: Aida, felice, finisce per ammettere di amare il condottiero. Invano chiede alla principessa di rinunciare a questo amore. Eccoci al trionfo, in una piazza vicino a Tebe: Radames torna vincitore, portando con sé molti prigionieri, fra i quali Amonasro; ottiene di dar libertà agli etiopi ma Aida e Amonasro resteranno ostaggi. Il re promette al generale la mano di Amneris.
Atto III: Sulle rive del Nilo, Amneris e i sacerdoti vanno al tempio di Iside. Ma ecco Aida che viene per incontrare, forse per l’ultima volta, Radames. Amonasro appare e convince la figlia a far dire con l’inganno dove passeranno gli egizi, affinchè gli etiopi possano attaccarli e distruggerli. L’incontro fra Aida e Radames è, sulle prime, tempestoso; poi il generale acconsente a fuggire con la schiava e senza volerlo dice il luogo dove sarà possibile passare di notte, deserte gole scelte per l’ultimo attacco agli invasori. Amonasro, che ha ascoltato tutto non visto, esulta. Radames capisce di aver tradito un segreto e si dispera. Amneris e le guardie escono allora dal tempio, Aida e Amonasro fuggono mentre Radames si consegna a Ramfis.
Atto IV: Radames viene processato e Amneris tenta comunque di salvarlo a patto che rinunci ad Aida (intanto Amonasro è morto in battaglia). Radames rifiuta e non si difende neppure dalle accuse dei sacerdoti. Viene condannato a morire sepolto vivo. Amneris implora invano clemenza ai sacerdoti e li maledice. Chiuso sotto la fatal pietra, Radames aspetta la morte invocando Aida, che improvvisamente appare vicino a lì. Ha voluto nascondersi nella tomba per restargli accanto fino all’ultimo respiro. L’opera si chiude con un duetto celestiale dei due amanti, mentre Amneris prega Iside di concedere a Radames la pace nel regno dei morti.

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[tab title=”Note”]

Alcune lettere scritte da Verdi a Ricordi ed a Ghislanzoni nel 1871 parlano di “strumenti a fiato che gridano la gelosia di Amneris”, accennano al “canto di Aida fatto fortissimo nelle trombe”; la sottigliezza di Aida nel contradditorio scontro fra le situazioni personali e oggettive rivelava “di tale finezza drammatica e psicologica che è pratacamente ben difficile rilevarlo nell’esteriore evidenza della rappresentazione… (determinando) una commedia degli equivoci, pazientemente architettata”. Tale studio psicologico si rivela nel duetto fra Aida e Radames del terzo atto (“Pur ti riveggo, mia dolce Aida”) in cui il cromatismo delle linee inizia a svilupparsi da ambiti melodici minimi come riaffiorare sotterraneo del tema della gelosia. Emblema di tale doppiezza psicologica è Amneris che si rivela nella genialità con cui Verdi supera la semplicità del testo poetico con la complessità dialogica di alcuni duetti (“Fu la sorte dell’armi” con Aida nel secondo atto, “L’aborrita rivale a me sfuggita” con Radames e “Ohimè, morir mi sento” col coro nell’ultimo atto). Il terzo atto è fra i vertici strumentali dell’opera, come risulta dall’esotismo dell’Introduzione realizzato mediante poche ma efficaci alterazioni, il cromatismo di “Là fra le foreste vergini”; “le rievocazioni di Amonasro, unitamente alla suggestione della notte lunare sul Nilo… scatenano un senso di terrestre animalità” (Mila). La conclusione – il supremo poema d’amore cui Verdi aspirò e tale da meritare di trovarsi fra ciò che Hans Castorp maggiormente amava nel sanatorio del manniano Zauberberg – costituisce quella catarsi dei sentimenti che spesso compare nella struttura drammaturgica del teatro verdiano (La Traviata, Il Trovatore, Un ballo in maschera, Otello solo per ricordare alcuni luoghi).
(da “L’opera e le sue storie”, di Mario Pasi e Guido Cavallera – Ed. Curci, 1991)

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Dettagli

Data:
7 Ottobre 2016
Ora:
20:30
Categoria Evento:
Sito web:
www.fondazioneteatrococcia.it

Luogo

Teatro Coccia
Teatro Coccia Via fratelli Rosselli, 47
Novara, NO 28100
+ Google Maps
Telefono:
0321233201
Sito web:
https://www.fondazioneteatrococcia.it/