Concerto per San Gaudenzio

Direttore Mario Lanaro
Orchestra Gli Archi Italiani
Coro Città di Piazzola sul Brenta

Concerto per Soli e Orchestra

 

Programma:
Passacaglia solo per orchestra  – Georg Friedrich Händel, trascrizione di Antonio Aiello
Nulla in mundo pax sincera – Antonio Vivaldi
Missa Brevissima – NUOVA COMMISSIONE – Federico Gon
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Five Hebrew Love Song – Eric Withacre
Gloria RV 589 – Antonio Vivaldi

Federico Gon (Trieste, 1982). Musicologo e compositore, ha studiato musicologia presso l’Università degli Studi di Padova, laureandosi cum laude (2009) ed addottorandosi (2013), ha al suo attivo numerose partecipazioni a convegni nonché la pubblicazione di monografie e numerosi saggi in riviste specializzate in ambito operistico e sinfonico del XVIII-XIX secolo.

Vincitore del premio “Tesi Rossiniane” (Fondazione Rossini di Pesaro, 2013).

È membro del “Comitato per l’Edizione Nazionale delle commedie per musica di Domenico Cimarosa” e ricercatore post-doc presso l’Università di Vienna (2016-2019).

Parallelamente, dopo un inizio da autodidatta, ha compiuto studi di composizione con Azio Corghi e Mauro Bonifacio. Interessato sia all’ambito operistico che a quelli sinfonico e cameristico, suoi lavori sono stati commissionati ed eseguiti da enti quali il Teatro G. Verdi di Trieste, il Gran Teatro La Fenice di Venezia, l’Orchestra Sinfonica di Milano “G. Verdi”, l’Orchestra Sinfonica di Sanremo, L’orchestra “I pomeriggi musicali” di Milano, Nuova Consonanza, Festival Pergolesi Spontini, Mittelfest, Quartetto Maffei.

 

 

Descrizione del brano

Missa brevissima è un titolo dietro al quale si nasconde la volontà dell’autore di riunire in un quarto d’ora scarso di musica tutte le parti dell’Ordinario (Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus, Benedictus, Agnus Dei) senza soluzione di continuità, ed utilizzandone solo in parte i testi. Ciò significa che il brano può essere eseguito sia come parte integrante della liturgia che, come nel presente caso, in forma di concerto. La scelta del titolo non è solo congeniale alle ridotte dimensioni, ma è anche un contraltare alle grandissime costruzioni sacre denominate “Missa Solemnis” (su tutte quella beethoveniana), enormi campate musicali che dominano il tempo con le loro enormi durate. Contraltare anche in termini filosofici e metafisici: l’autore si professa agnostico, e quindi il testo dell’Ordinario si può intendere anche quale breve (anzi, brevissima!) indagine sul Sacro e su quanto esso rappresenti ancora per alcuni uomini del nuovo millennio, grande crogiolo di ansie, dubbi, spiritualità e, perché, no, ironia. Si può quindi affermare che, sebbene composta secondo alcuni canoni tipici del genere (polifonia, contrappunto, etc.) non si tratta di musica religiosa, ma di “musica sacra” tout court.

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venerdì 17 gennaio 2020, ore 21:00