Cinque cerchi in un quadrato

CINQUE CERCHI IN UN QUADRATO

musica di Paola Magnanini allieva composizione Accademia AMO
testo di Maurizio Boschini
regia William Cisco allievo regia Accademia AMO
direzione musicale Matteo Beltrami
direttori
selezionati tra gli allievi direzione d’orchestra Accademia AMO
scene e costumi Danilo Coppola
disegno luci Ivan Pastrovicchio

con
Andrea Vincenzo Bonsignore, baritono
Daniele Bacci, attore
e con la partecipazione straordinaria di Cosimo Pinto intervistato da Vittorio Parisi

Giovane Ensemble Guido Cantelli
viola, Alessio Lisato
pianoforte, Giulia Ventura
percussioni, Francesco Bruno

prima assoluta, commissione del Teatro Coccia di Novara
produzione Fondazione Teatro Coccia – Accademia AMO 

Cinque cerchi in un quadrato, azione scenica di teatro musicale per voci e attori su testo di Maurizio Boschini e musica di Paola Magnanini, che si snoda tra la proiezione dell’incontro di boxe della finale Olimpica di Tokyo del 1964, vinto dal novarese Cosimo Pinto, commentato dal direttore d’orchestra nonché cronista sportivo, Vittorio Parisi, a dialogo con lo stesso Pinto. Un racconto incentrato sulla passione come elemento principale per raggiungere le vette più alte sia della musica sia dello sport, e su spunti della vita del pugile novarese.

L’azione scenica si fonderà senza soluzione di continuità con il filmato e con la conversazione a due che ne seguirà, conducendo così per mano lo spettatore all’interno di una sorta di percorso dove immagini, voce e parola diventeranno i riferimenti per orientarsi e ritrovarsi nel racconto della vita di un grande campione.

In scena un’immaginaria conversazione nello spogliato dello Stadio Olimpico, a pochi minuti dalla finale dei medio massimi di Tokyo 1964 tra il pugile Cosimo Pinto e il suo allenatore col quale riflette sulla vita e sulla sua carriera, e sul legame con la sua città. La conquista di una medaglia d’oro, culmine di una dimensione olimpica, si interseca col quadrato non solo di un ring di pugilato, ma con il perimetro di una città come Novara, piccola quanto ricca di valori universali. La vittoria finale diventa un momento celebrato, e rappresenta una doppia universalità di un campione “normale” e per questo pressoché unico. Il dialogo alterna momenti recitati e momenti musicali. I performer sono due voci maschili: un cantante e un attore.

NOTE DEL COMPOSITORE
“Cinque cerchi in un quadrato” cattura il momento prima di un traguardo importante. Quell’emozione prima di salire sul ring per disputare l’incontro di pugilato decisivo è la stessa emozione prima della messa in scena della prima opera. Un traguardo che porta con sé un percorso di preparazione e tecnica, di sudore e crescita personale. Tanto nella boxe quanto nella musica è importante avere un maestro che ti guidi con metodo verso il raggiungimento dell’obiettivo. Quel rapporto tra il pugile e il suo allenatore è il rapporto tra l’allievo e il suo maestro, che è diventato l’essenza dell’azione scenica. Quel giorno nel 1964 alla finale di Tokyo non ero presente e forse è successo altro, ma ciò che ho descritto attraverso la musica è un rapporto ed un percorso che ho immaginato a me affine.

NOTE DI REGIA
Di fronte a una partitura come quella che Paola Magnanini ha approntato per “Cinque cerchi in un quadrato”, il regista deve innanzitutto porsi all’ascolto, giacché questa musica gronda drammaturgia: dinamiche, accenti, agogiche, ci raccontano di movimenti precisi, stati d’animo, espressioni, persino pensieri, anche più di quanto faccia il libretto. C’è un uomo (prima ancora che un pugile) al centro di questa vicenda, un giovane uomo sulla soglia di un burrone nel quale deve lanciarsi: se volerà sarà un dio, altrimenti si sfracellerà come una bestia ferita. Sappiamo com’è finita, a Tokyo nel ‘64: Cosimo Pinto è entrato nell’Empireo del pugilato grazie al suo oro olimpico; quello che invece difficilmente possiamo immaginare è cosa può aver provato e pensato, di sé e del suo avversario, il boxeur novarese ventunenne arrivato a sorpresa alle Olimpiadi, un attimo prima di salire sul ring. Ed è proprio questo aspetto che “Cinque cerchi in un quadrato” indaga: quel moment of being – per dirla con Virginia Woolf – che contiene e definisce il senso dell’intera esistenza di un uomo.
La regia è partita proprio da qui: creare uno spazio che fosse sia un vero spogliatoio, sia il luogo dove prendono vita le speranze e le paure del protagonista; nella stessa direzione il personaggio dell’Allenatore trascolora dal brusco motivatore in uno spirito guida, fino a diventare il narratore dell’intera storia, che suggella i successi di Pinto fino al trionfo finale.  A cavallo tra l’introspezione e il documentario, tra lo studio delle emozioni e la retorica eroica, si snodano i quindici minuti dell’atto, fino a culminare nel video originale di quella finale Pinto vs Kiselëv . Così si scioglie ogni dicotomia che la drammaturgia ha creato: Cosimo/Allenatore, io/l’altro, interiore/esteriore, vita/ring, realtà/finzione; e nell’incontro sulla scena col personaggio storico in carne ed ossa, il vero Cosimo Pinto, che si racconta a un grande Maestro della musica contemporanea, Vittorio Parisi, convergono anche i due ultimi opposti apparenti, lo sport e il teatro musicale.

PAOLA MAGNANINI

Paola Magnanini nasce ad Arezzo nel 1997. Nel 2016 consegue il diploma di maturità scientifica al Liceo Scientifico “F. Redi” di Arezzo; consegue nel 2019 il Diploma Accademico di II livello in pianoforte presso il Conservatorio “B. Maderna” di Cesena sotto la guida del M° Luigi Tanganelli. Il suo percorso formativo nell’ambito della composizione si sviluppa a fianco di Marco Taralli.

Dal 2018 ad oggi è assistente nelle produzioni del compositore Marco Taralli realizzando trascrizioni, orchestrazioni e spartiti delle opere dello stesso: Requiem in memoriam – per Soli, Coro, Coro di voci bianche e Orchestra – Vicenza, Santuario Monte Berico – Orchestra degli archi Italiani diretta da Silvia Fabbian; Concertino III per fagotto e piccola orchestra – Orchestra Pomeriggi Musicali di Milano – fagottista Paolo Carlini, direttore Alessandro Cadario; Il Castello Incantato, opera in un atto di Fabio Ceresa – Commissione Fondazione Teatro Verdi di Trieste – Modena Teatro Pavarotti  – Orchestra e Coro della Fondazione Teatro Verdi di Trieste – direttore Takayuki Yamasaki; Concerto per violino e orchestra – Commissione dell’Orchestra filarmonica di Monte-Carlo – solista David Lefévre; Il Lupo e Pierino, melologo per voce recitante e piccola orchestra – Commissione dell’Associazione Emilia Romagna Festival – testo di Stefano Valanzuolo, Orchestra i Cameristi della Scala, direttore Ernest Hoetzl, voce recitante Enzo Salomone.

Dal 2019 è iscritta al corso triennale di composizione per il teatro musicale tenuto da Marco Taralli all’interno dell’Accademia dei Mestieri dell’Opera (AMO) del Teatro Coccia di Novara. Grazie alla partecipazione alle produzioni e alle attività del Teatro, le è commissionato dal Teatro Coccia e dall’Ente Luglio Musicale Trapanese l’elaborazione e l’orchestrazione dallo spartito originale dell’opera da camera “Cendrillon” di Pauline Viardot, inserita nel cartellone della 71° Stagione invernale del Luglio Trapanese e della Stagione 2019/2020 del Teatro Coccia. Nel gennaio 2020, grazie alla convenzione con la Fondazione Teatro Verdi di Trieste, realizza in collaborazione con Marco Taralli una nuova orchestrazione dall’opera “Bastiano e Bastiana” di W. A. Mozart inserita nella rassegna “Sempre più verdi da 0 a 100…& più” dello stesso Teatro Verdi di Trieste.

MAURIZIO BOSCHINI

Direttore del Personale, Organizzazione e Commerciale Fondazione Teatro Comunale di Bologna. (Modena 1958) è Dirigente Aziendale – ha lavorato tra l’altro come HR Manager in Panini SpA, Accenture HR Services, IMA SpA, Telecom Italia ed ora alla Fondazione Teatro Comunale di Bologna. Ma anche giornalista e scrittore.

L’ultimo suo romanzo Managermakia edito da Pendragon è uscito nel 2016.

Autore teatrale degli spettacoli Pugni Chiusi (2018) e Panchine Pensanti (2019).

Presso il Teatro Comunale di Bologna, oltre che fungere da Responsabile delle Risorse Umane, dirige l’area Commerciale e Marketing.

 

WILLIAM G. COSTABILE CISCO

Classicista, è diplomato in Regia Lirica presso il Master organizzato dall’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’amico” di Roma e dall’Accademia per l’Opera Italiana di Verona.

Nell’ambito del teatro di prosa, nel 2002 ha fondato a Varese l’associazione culturale “Teatri della Psychè”, che tutt’ora dirige, e che lavora con l’intento di gettare ponti tra società contemporanea e classicità. Gli esiti più rilevanti di quest’attività sono state le produzioni “Antigone|3” (2016) da Sofocle, “Giusti e Giustiziati ovvero Eraclidi” (2008) e “Tableaux d’Hyppolite” (2017) da Euripide, e i drammi americani contemporanei “La casa del sì” (2005) di Wendy MacLeod e “Improvvisamente l’estate scorsa” (2018) di Tennessee Williams. Ha inoltre collaborato con l’attrice Ilaria Salonna, allieva di Anatolij Vasil’ev, nella realizzazione di seminari e workshop sul metodo del Maestro russo e di Marija Knebel’, fondando nel 2016 la Scuola di Teatri di Non a Castiglione Olona; lì è stato incaricato dell’insegnamento di storia del teatro, che ha in seguito portato avanti anche presso la Scuola Teatrale “Anna Bonomi” di Varese, con la quale ancora collabora.

Nell’ambito del teatro musicale, ha partecipato a workshop con Leo Muscato, Pier Francesco Maestrini e Marco Gandini, e ha lavorato accanto a Denis Krief e Davide Livermore presso il Teatro dell’Opera di Roma (2015) e ad Alberto Jona presso il Teatro Coccia di Novara (2020).

Dal 2019 collabora in qualità di critico con il sito gbopera.it, per il quale segue le stagioni di OperaLombardia, del Teatro Municipale di Piacenza, del Teatro Carlo Felice di Genova e del Festival Puccini di Torre del Lago.

Venerdì 18 e Sabato 19 Dicembre 2020, ore 20:30

STREAMING SU Teatro Coccia

Domenica 20 Dicembre 2020, ore 20:30

STREAMING SU a-novara