Cassandra, in te dormiva un sogno

CASSANDRA, IN TE DORMIVA UN SOGNO

musica di Marco Podda
libretto di Daniele Salvo e Giulia Diomede
direttore Cesare Della Sciucca
regia Daniele Salvo
scene Danilo Coppola
costumi Silvia Lumes
Giovane Ensemble Guido Cantelli

Cassandra Lidia Fridman
Thanatos Melania Giglio
Ecuba Giulia Diomede


Prima esecuzione assoluta

produzione Fondazione Teatro Coccia
in collaborazione con Archivio Fondazione Inda di Siracusa

Cassandra – In te dormiva un sogno è un viaggio nell’inconscio, nella febbre, nella trance, nel sonno, nel buio più profondo, nel mondo del tempo perduto. In un paesaggio lunare alcune ombre si aggirano tra le macerie di una città che non è più. Troia. Frammenti di quotidianità, tracce di vita normale, sepolte da tonnellate di calcinacci e rifiuti. Sussurri, lamenti, sangue sui muri, animali morti nelle vie, carcasse irriconoscibili e corpi umani bruciati, pozze di fango e rottami, polvere nei polmoni. In città vige il coprifuoco e non c’è alcuna via di fuga. Tutto è perduto. Tutto diviene cenere, fumo vacuo. La speranza di un futuro migliore affoga nell’abisso irrimediabile della guerra. In scena THANATOS, dio della Morte, angelo nero dalle ali lunghissime. È figlio di Nux e della Tenebra infèra, l’Erebo. Al suo fianco Ypnos, Dio del sonno profondo, della Trance, Nux, la notte profonda, Moros, il destino inevitabile, Ker, la Morte violenta, Erebos, figlio di Tenebre e Caos, Cloto, la tessitrice del filo della vita degli uomini, Atropo, colei che recide il filo. Tra le rovine della città distrutta compiono un rito esoterico e invocano il Demone distruttore Ares, Dio della guerra. Ares appare nel buio e, con parole di fuoco, inizia la narrazione del destino di Troia. Tutto si ferma. Si ode un respiro nella penombra. Lentamente, tra le rovine, appare una figura femminile con la testa tra le mani e le vesti bruciate. È Ecuba. Avanza lentamente invocando il Sonno guaritore di ogni affanno. È una figura disperata, annichilita, annientata.

Ecuba esausta si addormenta invocando Ypnos liberatore. Lo spazio si trasforma. Ecuba sogna. Subito dopo da fondo scena giunge un’altra figura femminile. È Cassandra. È sola e porta una fiaccola. Dopo alcuni passi si arresta, come bloccata da una forza occulta e invisibile. Arriva a fatica al centro della scena, esausta, guidata da Thanatos. Gli occhi fissi nel vuoto, assorti in una visione. Da qui parte la storia di due donne disperate. Le donne Troiane sono creature ormai esauste, sospese in un limbo, senza più riferimenti familiari, bloccate per sempre sulle spiagge di Troia, costrette ad accettare ciò che non si può accettare e spinte con violenza ad entrare nel letto dei loro carnefici. Sono donne sfinite, insonni, digiune, trasformate in creature di terra, polvere e fango. Erano donne fiere, con una storia gloriosa, mogli di eroi. Oggi sono esseri fragili, affogati nella nostalgia, esposti al freddo, alla notte, al ludibrio dei nemici. Esistere, per loro, significa sopravvivere. Ma qui siamo a Troia, in terra maledetta: il tempo è infinito, l’orizzonte ristretto e tutto precipita nel vuoto. La sconfitta, la deportazione, la morale tradita, l’innocenza perduta; l’umanità deraglia inesorabilmente e sotto un cielo di piombo fuso si svolgono le vicende dell’innocente Astianatte, di Ecuba, e di Cassandra, donne troiane. I guerrieri greci si muovono con sicurezza ed arroganza: le donne sono di loro proprietà: il destino dei vinti. Giunge Taltibio, che annuncia il triste futuro di Ecuba e Cassandra nel palazzo dei vincitori, spose schiave dei loro carnefici. L’incendio di Troia è inevitabile e accade sotto gli occhi delle due donne affrante.

Ritroviamo Cassandra sulla nave, preda di una malinconia insanabile, ora impegnata in un rito esoterico per invocare la vendetta sui carnefici.

Nell’ultimo quadro siamo a Micene, davanti alle porte della reggia greca. Agamennone è ritornato in patria. Clitemnestra di fronte alle porte del palazzo reale ordina a Cassandra di entrare nella reggia come schiava. Ma Cassandra d’improvviso viene scossa da una profezia e si rivolge ad Apollo. È una vera e propria possessione, una crisi medianica, un viaggio nel futuro: Cassandra vede l’uccisione di Agamennone, annusa il sangue, vede la carne squartata come se accadesse in quel momento e annuncia l’evento a tutti, ma nessuno le crede. È il suo destino, la sua maledizione. Lo spettacolo si chiude con l’invocazione a Plutone e Persefone, dèi inferi. Cassandra viene uccisa e portata via da Thanatos sovrano, nel mondo dei morti. Tutto finisce rapidamente, così come era iniziato.

Daniele Salvo

MARCO PODDA

“La figura del musicista-medico ha precedenti illustri (in Italia, Giuseppe Sinopoli ne è un esempio di tragica grandezza), ma il “caso Podda” è probabilmente unico oggi in Italia per equilibrio tra le due collocazioni professionali, e tanto più rilievo ha l’evidente circostanza che le due professioni sono in realtà una sola, il cui centro è sempre e comunque la voce e il suono.” Quirino Principe – Infinito microcosmo, 2014

Diplomato come contratenore al Conservatorio G. Tartini di Trieste e compimento superiore di chitarra classica con Ennio Guerrato. Ha studiato: canto con Dietrich Schneider e Renée Jacobs, composizione con Andrea Giorgi, direzione corale con Hans Ludwig Hirsch e direzione orchestrale con Donato Renzetti. Laureato in medicina e chirurgia; specializzato in otorinolaringoiatria ed in foniatria con il massimo dei voti e la lode. È consulente foniatrico di vari teatri. Ha insegnato anatomo-fisiologia della comunicazione orale all’Università degli Studi di Trieste, dove attualmente insegna Fisiologia ORL e Laboratorio di Foniatria e Logopedia della voce artistica; tiene corsi e master-class della comunicazione vocale e della sonorizzazione, tra cui il Corso di tecnica vocale e corale presso l’Accademia d’Arte del Dramma Antico di Siracusa e la Belcanto Opera Academy di Levico Terme. Ha coadiuvato Giorgio Pressburger nei corsi di “Musica per il teatro” al DAMS di Gorizia. Fondatore e direttore della “Cappella Tergestina” e del “Kol Ha-Tikvà” che ha diretto in oltre 300 concerti in Austria, Slovenia, Germania e Francia.

È autore di numerose pubblicazioni di carattere scientifico riguardanti la voce parlata e cantata, la comunicazione vocale ed il metalinguaggio musicale. Svolge attività compositiva: ha scritto musica strumentale, per voce sola e con strumenti, per coro a cappella e con orchestra, spettacoli di drammaturgia musicale e di teatro musicale con un catalogo di oltre 200 numeri di opus di cui oltre 50 editi a stampa. Importante è la produzione di musica di scena con oltre 75 spettacoli in 30 anni di attività tra cui L’adulatore, Il rabbino di Venezia, Messaggio per il secolo di Giorgio Pressburger; Sette a Tebe di Jean-Pierre Vincent; Wordstar(s), Amleto, Romeo e Giulietta di Giuseppe Marini; Edipo re, Dopo la Prova, Aiace, Othello, Edipo a Colono, Il vecchio e il mare, Dionysus, Jackill and Hide, Prometheus, Giulio Cesare di Daniele Salvo; e molti altri. La sua importante attività di compositore di musiche di scena continua tutt’ora. Vincitore di concorsi nazionali ed internazionali, le sue opere musicali sono eseguite e pubblicate in Italia e all’estero e registrate per le case editrici Mozart International Osaka, Pizzicato Verlag Helvetia, Carrara, Tactus, Audio Ars Studio, Erato, Rivo Alto e per la RAI nazionale.

Il 6 settembre 2015, in occasione della Giornata Europea della Cultura Ebraica, è stata rappresentata presso il Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, la prima assoluta de Il Canto – Rapsodia lirico sinfonica per soli, coro e orchestra, dallo Shir Ha-Shirim. Il 4 dicembre 2016 nell’ambito del concerto Progetti contemporanei è stata eseguita la sua Elegia sinfonica per coro femminile ed orchestra – su testi della II Elegia Duinese di R. M. Rilke – presso il Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste. Il 26 maggio 2018 è stato eseguito il suo Requiem per coro femminile, basso e orchestra a Trieste con un grande successo di pubblico. Il 30 gennaio 2018 è stato eseguito il suo Viator Paradigmi per orchestra d’archi dedicato a Massimo Belli in prima esecuzione assoluta dall’Orchestra Busoni alle Mattinate Musicali Internazionali di Trieste.

Nel febbraio 2020 la sua opera Donna di veleni, libretto di Emilio Jona, ha debuttato in prima assoluta presso il Teatro Coccia di Novara.

 

DANIELE SALVO

Attore e regista. Ha collaborato con Luca Ronconi per quasi 18 anni, come attore, in ruoli di primo piano, assistente alla regia e regista collaboratore.

Tra le sue regie più note: “Coefore/Eumenidi” di Eschilo, “Aiace”, “Edipo Re”, “Edipo a Colono” di Sofocle (con Giorgio Albertazzi), tutte al Teatro Greco di Siracusa.

Con Giorgio Albertazzi: “Giulio Cesare”, “La Tempesta”, “Amleto” di Shakespeare.

“King Lear” di Shakespeare (con Ugo Pagliai),“Othello” di Shakespeare, “Macbeth” di Shakespeare, (Globe Theatre, Roma),“Evgenij Onegin” di Puskin (Teatro Stabile di Torino),“Primavera di Praga”(Teatro Nazionale di Praga,), “Dionysus” (Teatro di Stato di Constanta – Romania), “Prometheus” di Eschilo, “L’ultima notte del Rais” di Yasmina Khadra (Teatro Biondo di Palermo), “Dopo la prova” di Ingmar Bergman (con Ugo Pagliai), “Medea” di Euripide (con Franco Branciaroli), “Il vecchio e il mare” di Hemingway, “Jekyll” da Stevenson (CTB Brescia), “I sei personaggi in cerca d’autore” di Pirandello (Teatro Ghione Roma), “Le ultime lune” di Furio Bordon (con Andrea Giordana e Galatea Ranzi), “L’amico Fritz” di Mascagni (Teatro Verdi Trieste – Opera), “Manfred” di Byron (Teatro Massimo Palermo – con Umberto Orsini) e moltissimi altri lavori in Italia e all’estero. Ha vinto il Premio Golden Graal per la regia di “Aiace”,il premio “Villarosa” per “Giulio Cesare”, il premio internazionale “Baia M.” per “Dionysus”. E’ Direttore Artistico del Festival di Teatro Antico di Catania “Amenanos”. Ha lavorato poi (tra gli altri) con: Jacques Lassalle, Jean Pierre Vincent, Micha Van Hoecke, Andrei Konchalovskij, Luca Zingaretti, Gigi Dall’Aglio, Cherif, Valter Malosti, Marco Tullio Giordana, Massimiliano Fuksas, Jordi Garcés, Arnaldo Pomodoro.

 

CESARE DELLA SCIUCCA

Nato ad Atri nel 1991, ha conseguito col massimo dei voti il diploma in Organo e composizione organistica e con lode quello in Composizione con i maestri Italo Di Cioccio e Fabio Cellini presso il Conservatorio “L. D’Annunzio” di Pescara. Continua gli studi presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano sotto la guida del M° Daniele Agiman conseguendo col massimo dei voti il diploma in Direzione d’orchestra.

Nell’aprile 2016 nello stesso Conservatorio è allievo nella masterclass di Gianandrea Noseda.

Nell’estate 2019 e 2020, presso l’Accademia Chigiana di Siena è allievo del corso di direzione d’orchestra tenuta da Luciano Acocella e Daniele Gatti.

È vincitore del Premio Nazionale delle Arti 2017 nella sezione direzione d’orchestra.

Negli anni 2014 e 2015 è stato direttore artistico e musicale della Schola Cantorum “Aristotele Pacini”, unico coro polifonico maschile d’Abruzzo con il quale ha svolto un’intensa attività concertistica in Italia e all’estero.

Ha diretto l’Orchestra Giovanile Italiana; l’Orchestra Filarmonica Italiana; l’Orchestra del Conservatorio di Milano presso la Sala Verdi dello stesso; l’Orchestra Nazionale dei Conservatori Italiani; l’Orchestra dei Conservatori di Milano e Torino per il Festival MiTo esibendosi presso il Teatro Dal Verme di Milano e la Sala dei Concerti del Conservatorio di Torino; la Kansas University Jazz Band; la Lemberg Sinfonietta presso la Philharmonic Hall, Lviv, Ucraina; la Lviv Philharmonic Orchestra; l’Orchestra Sinfonica Abruzzese; l’Orchestra del Teatro Coccia di Novara; l’Orchestra 1813 del Teatro Sociale di Como.

Nel 2017 ha diretto “L’Elisir d’amore” di G. Donizetti nel Teatro Maggiore di Verbania, opera studio del Conservatorio di Milano.

Presso il Teatro Coccia di Novara per il progetto Opera per famiglia della stagione dirige “Carmen” di G. Bizet nel 2018 e “Le Nozze di Figaro” di W. A. Mozart nel 2019 in una sua riduzione drammaturgica e musicale.

Nel giugno 2018 ha diretto “Cavalleria Rusticana” di P. Mascagni, con l’orchestra “Ensemble Testori” di Milano presso la città di Garlasco(PV).

Nel febbraio 2020, presso il Teatro Sociale di Como ha diretto “Rigoletto” di G. Verdi, progetto Opera Domani 2020 di AsLiCo.

 

LIDIA FRIDMAN

Nel 2019, nell’ambito della collaborazione fra il Benedetto Marcello e La Fenice, debutta al Teatro Malibran di Venezia come protagonista della prima esecuzione moderna di La Statira di Albinoni diretta dai suoi docenti Francesco Erle e Francesco Bellotto.

In estate partecipa all’Accademia del Belcanto Rodolfo Celletti del Festival della Valle d’Itria di Martina Franca dove si esibisce in diversi concerti, nel Requiem di Brahms e dove debutta, sostituendo all’ultimo momento la protagonista indisposta, nella Prima contemporanea dell’Ecuba di Nicola Manfroce, settecentesco genio musicale calabrese scomparso a soli 22 anni, nella produzione di Pier Luigi Pizzi sotto la guida di Sesto Quatrini, dove riscuote unanimi consensi sia dalla critica che dal pubblico. La serata è stata trasmessa in diretta radio e in differita su Rai5.

In settembre un nuovo debutto in un ruolo protagonista, a Palazzo Liviano di Padova nella rappresentazione semiscenica di Dido and Aeneas, a cui segue un concerto col Trio ‘G. De Vito’ a Palazzo Cavanis di Venezia nell’ambito della Biennale con musiche di Marco Sinopoli e di Bernstein.

Come conclusione di questo suo primo anno costellato di Primedonne e riscoperte, ha vestito nell’ambito del Festival Donizetti Opera i panni protagonistici di Sylvia de Linares nel cantiere del restaurando Teatro Donizetti per la prima mondiale in forma scenica dell’inedito donizettiano L’Ange de Nisida nel mirabolante spettacolo di Francesco Micheli diretto da Jean-Luc Tingaud.

Recente anche il suo debutto in Lucrezia Borgia a Trieste; prossimamente debutterà come Mina in un recupero filologico di Aroldo.

 

MELANIA GIGLIO

Melania Giglio è un’attrice e una cantante. Si è diplomata alla Scuola di Teatro del Teatro Stabile di Torino diretta da Luca Ronconi.

Parallelamente ha continuato a lavorare sulla sua grande passione: la voce parlata e cantata, esplorando le tecniche e le scuole di pensiero più diverse. Questa passione l’ha portata a partecipare ad importanti Musical in Italia e all’estero come “Hollywood” con Massimo Ranieri, o ancora “Pene di cuore di una gatta francese” regia di Alfredo Arias spettacolo vincitore del Premio Molière come Miglior Spettacolo Musicale nel 2000.

Tra le tante collaborazioni ricordiamo quella con il compositore e foniatra Marco Podda e quella con il regista teatrale Daniele Salvo, collaborazioni che le hanno permesso di esplorare appieno tutte le sue potenzialità vocali e di divenire uno dei timbri più inconfondibili del panorama teatrale nazionale. Ha recitato con importantissimi maestri italiani e stranieri tra i quali ricordiamo Luca Ronconi, Peter Greenaway, Alfredo Arias, Jean-Pierre Vincent, Roberto Guicciardini, Mauro Avogadro, Monica Conti, Giuseppe Patroni Griffi, Franco Branciaroli, Giorgio Albertazzi, Ugo Pagliai, Marco Carniti, Vincenzo Pirrotta, Carmelo Rifici, Serena Sinigaglia, Massimo Venturiello.

Al cinema è apparsa nel film di Roberta Torre “Riccardo va all’inferno” (2017) ed stata la voce cantata della Regina Marissa nel film d’animazione “Il Principe d’Egitto” prodotto dalla Dreamworks.

 

GIULIA DIOMEDE

Dall’indole estremamente eclettica e dal temperamento passionale, il mezzosoprano Giulia Diomede muove i primi passi nel mondo del teatro di prosa presso il Teatro antico di Siracusa nel 2009 con Le Supplici di Eschilo.

Dal 2010 fino al 2015 lavora per la Fondazione INDA presso il Teatro Greco di Siracusa in Baccanti di Antonio Calenda, Prometeo di Claudio Longhi, Uccelli di Roberta Torre, Andromaca di Luca de Fusco, Nuvole di Alessandro Maggi, Donne al parlamento di Vincenzo Pirrotta, Coefore/Eumenidi di Daniele Salvo, Medea di Paolo Magelli.

Nel 2012 si diploma come attrice presso l’Accademia d’Arte del Dramma Antico – sotto la guida di Mauro Avogadro – con cui nel 2018 debutta come solista in “Voci per Dramma Antico”, concerto scenico per “Pizzetti classico e moderno” presso l’Accademia Musicale Chigiana di Siena.

Parallelamente all’attività professionale, si laurea col massimo dei voti e lode in Scienze dell’Antichità presso l’Università degli Studi di Bari nel 2010 e si specializza nel 2015 in Scienze dello Spettacolo e Produzione multimediale presso la stessa Università con il massimo dei voti e la lode.

Nel 2014 partecipa al Corso di Alta Formazione per attori presso ERT – Emilia Romagna Teatro – sotto la guida di Claudio Longhi, con cui lavora nel 2015 al Progetto annuale “Beni Comuni” promosso dal Teatro Comunale di Carpi in collaborazione con ERT.

Nell’aprile 2018 svolge un tirocinio in Direzione di Scena presso il Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, presso cui lavora dal 2015 come attrice in numerose produzioni (Orfeo ed Euridice di Giulio Ciabatti, Il flauto magico di Valentina Carrasco, Die fledermaus di Daniel Benoin etc).

Nel 2019/2020 frequenta il corso di perfezionamento per cantanti lirici AMO – Accademia dei mestieri del Teatro dell’Opera – presso il Teatro Coccia di Novara sotto la guida di Paoletta Marrocu, dove è impegnata nell’opera contemporanea Donna di Veleni di Marco Podda.

Nel novembre del 2019 debutta presso il Teatro Coccia di Novara con l’opera contemporanea Ami e Tami di Màtti Kovler nel doppio ruolo di Madre e Strega e si segnala all’attenzione di critica e pubblico per la straordinaria presenza scenica e la capacità di conciliare con naturalezza due nature professionali allo stesso livello: la scena e la musica.

Vince numerosi concorsi nazionali: nel 2019 per il ruolo di Miss Baggot in The little sweep di B. Britten con l’Orchestra del Friuli Venezia Giulia diretta da Eddi de Nadai; nel 2018 per il ruolo di Flora in La Traviata di G. Verdi per il Festival delle arti per l’inclusione presso il Bitonto Opera Festival; nel 2018 per il ruolo di Clarina ne La cambiale di matrimonio di G. Rossini all’interno del Concorso indetto dall’Associazione OFA Opportunity for artists presso il Teatro Elios-Aldò di Scorzè.

Collabora in qualità di attrice e di cantante con importanti Istituzioni (come il Conservatorio Tartini di Trieste ed il Comune di Trieste), Festival (come I dialoghi di Trani, il Festival Ullmann ed il Festival Amenanos) ed Associazioni (come la Cappella Tergestina, i Filarmonici Friulani) sia in Puglia che in Friuli Venezia Giulia.

È chiamata come esperto in numerosi laboratori teatrali.

Ha lavorato come attrice e cantante in numerose produzioni di prosa italiane tra cui: nel 2015 la Medea di Paolo Magelli, prodotto dalla Fondazione Inda e dal Teatro Metastasio, presso il Colosseo di Roma, poi in tournèe in Italia; nel 2016 il Dionysus di Daniele Salvo, produzione Teatro Vascello e Tieffe- Teatro Ciro Menotti, poi in tournèe in Italia; il Prometheus di Daniele Salvo prodotto dal Festival Amenanos presso il Teatro Anico di Catania.

Nell’ottobre 2020 si diploma in canto lirico presso il Conservatorio Tomadini di Udine.

Per l’AA 2021/2022 è stata ammessa al Biennio specialistico in Canto Lirico presso il Conservatorio Tartini di Trieste sotto la guida di Lorenzo Regazzo.

La sua preparazione tecnico-interpretativa è seguita dal soprano Paoletta Marrocu.

Studia stabilmente spartito con il M° Silvano Zabeo, con cui ha debuttato in diversi concerti sul tema dei “Melologhi”, tra cui Enoch Arden di R. Strauss per Trieste Estate.

acquista

Giovedì 26 Novembre 2020, ore 21:00

Venerdì 27 Novembre 2020, ore 18:00 e ore 21:00

Sabato 28 Novembre 2020, ore 18:00 e ore 21:00

Domenica 29 Novembre 2020, ore 16:00 e ore 21:00

TEATRO COCCIA