Alienati. Opera Smart Working

Alienati

Musica Federico Biscione, Alberto Cara, Cristian Carrara, Federico Gon, Marco Taralli

Soggetto Stefano Valanzuolo

Libretto Vincenzo De Vivo

Pianoforte Marino Nicolini

Tecnico audio Federico Pelle

Costumi Giuseppe Palella

Regia Roberto Recchia

Aiuto regia Enrico Omodeo Salè

Maestro ai sovratitoli Matteo Minetti

 

Lo psicologo Alfonso Antoniozzi

La nutrizionista Daniela Barcellona

Lo chef Roberto De Candia

Il musicista Luciano Ganci

La single Jessica Pratt

La rovinafamiglie Davinia Rodriguez

Il ladro gentiluomo Nicola Ulivieri

La figlia della rovinafamiglie Sofia Frizza

La moglie del musicista Giorgia Serracchiani

 

Produzione Fondazione Teatro Coccia

FEDERICO BISCIONE

È nato a Tivoli nel 1965. Nel 1983 consegue la maturità classica. Seguono a breve, presso il Conservatorio “A. Casella” dell’Aquila, i diplomi in Pianoforte, Composizione, Direzione d’orchestra. Del 1985 e la sua prima composizione eseguita (Sonatina giocattolo per tromba e pianoforte) più tardi pubblicata in CD. Si perfeziona alla scuola di Vieri Tosatti mentre le sue composizioni iniziano a essere eseguite e trasmesse presso le reti radiofoniche: Jabberwocky per soprano e nove strumenti, Dell’intimità per clarinetto, violoncello e arpa, Tredicesimo canto per vocalist ed ensemble classico/rock e l’opera da camera Mamma Laser (tutte composizioni scritte per la Fondazione Arena di Verona); la Sonata e la Sonatina per pianoforte vengono trasmesse presso Radio Rai. Dal 1997 al 1999 approfondisce lo studio e l’esperienza della direzione d’orchestra. Frequenta corsi di perfezionamento presso l’Accademia Chigiana di Siena e i Pomeriggi Musicali di Milano. Nel 1999 vince il concorso nazionale a cattedre per i Conservatori italiani, nella materia di Fuga e Composizione. Dal 2001 al 2005 compone per il Teatro Regio di Torino (Il Pifferaio magico, balletto, diretto dall’autore), il Parco della Musica a Roma (Passacaglia e Sinfonia con sarcasmi per archi), l’Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano (Dalla Soffitta per orchestra, brano vincitore del primo premio al concorso nazionale “Mozart oggi 2005”), l’orchestra da camera Milano Classica (Tropico dello Scorpione per marimba e archi e Ego alter per archi), l’Orchestra dell’Università Statale di Milano (Hanno per pianoforte e archi e Aus Rilkes Bildern per soprano e archi) oltre a Forse Lontano e B-612 per orchestra (eseguiti in Romania). Dal 2005 al 2007 si trasferisce a Lipsia, dove compone e fa eseguire numerosi lavori: Myricae per tre voci e cinque strumenti, Verkündigung per soprano e trio (eseguito nella Thomaskirche), Mozart eine Biographie per violoncello e orchestra, Windmühlen per otto violoncelli (gli ultimi due a Chemnitz, commissionati dalla Robert Schumann Philharmonie). La radio pubblica tedesca MDR gli dedica un programma monografico di un’ora con intervista e stralci dalle sue musiche. Contemporaneamente frequenta due semestri di perfezionamento in Composizione presso la Hochschule “Felix Mendelssohn-Bartholdy”. Oltre la già citata Sonatina giocattolo, compaiono su CD la Serenata breve per quartetto di legni e le cadenze per le Preußische Sonaten, le Württenbergische Sonaten e i concerti per pianoforte e orchestra in La minore e in Re minore di Carl Philipp Emanuel Bach. Nell’aprile 2007 assume l’incarico di Responsabile dei Servizi musicali della Fondazione Teatro Comunale di Bologna, dove, all’interno della direzione artistica, si occupa del coordinamento generale di orchestra e coro. Alla fine del 2009 si trasferisce a Milano e ottiene la cattedra di Composizione presso il Conservatorio “N. Piccinni” di Bari. Tra i suoi lavori più recenti Immersüßes Land per canto e pianoforte (testo di Rilke), eseguito presso l’Accademia Chigiana di Siena, Evocazioni e Canti per orchestra d’archi (prima esecuzione a Mikkeli, Finlandia), Divertimento su temi popolari natalizi per pianoforte e orchestra d’archi (commissione dell’Orchestra da Camera Slesiana di Katowice, Polonia), e Oro e argento fine per tre voci e tre clarinetti (testo di Dante), eseguito al 35° Cantiere d’Arte di Montepulciano. I suoi lavori sono pubblicati da Casa Musicale Sonzogno, Universal Music Publishing Ricordi, Pentaflowers e Sconfinarte.

 

ALBERTO CARA

Autore di musica sinfonica e da camera, si occupa da sempre di teatro musicale.

Nel 2006 il Teatro Regio di Torino e il Teatro Comunale di Bologna gli commissionano Il colore di Cenerentola, fiaba musicale in quattro scene.

Collabora per anni coAs.Li.Co. – Teatro Sociale di Como, lavorando all’adattamento di opere di repertorio per il progetto OperaDomani: i suoi adattamenti musicali sono stati allestiti in Italia ed all’estero in importanti teatri (Teatro Regio di Parma, Teatro Comunale di Bologna, Teatro Regio di Torino, Teatro degli Arcimboldi di Milano, Opera Normandie de Rouen, Theater Magdeburg).

Nel 2015, insieme a Stefano Simone Pintor, fonda The Social Opera House, prima piattaforma di teatro virtuale, e realizza, sempre in coppia con Pintor (libretto e regia), il “pilota” di The Banker, prima opera in forma di web-series mai concepita.

Nel 2016 “riscrive” Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti, per uno spettacolo “off” commissionato dal teatro Donizetti di Bergamo, ospitato all’interno della “Donizetti Night”. Lo spettacolo verrà ripreso l’anno successivo presso il Teatro Dal Verme di Milano.

Nel 2018 lavora alla riscrittura di Oberto conte di San Bonifacio di Giuseppe Verdi.

L’opera viene rappresentata presso le rovine del Castello di San Bonifacio (VR), all’interno di una manifestazione per il recupero dei luoghi verdiani.

Nel 2019 compone La notte di Natale, opera fantastica in un atto, su libretto di Stefano Simone Pintor liberamente tratto da Gogol. L’opera va in scena presso il Teatro Chiabrera di Savona e il Teatro Comunale di Modena con la regia di Stefano Simone Pintor.

Nel Dicembre dello stesso anno vince il concorso Compositori all’opera, ottenendo la commissione di una nuova opera tratta dal romanzo C’era due volte il barone Lamberto, su libretto di Alberto Mattioli. L’opera sarà rappresentata in diversi teatri italiani a partire dal 2021.

La sua musica è pubblicata da Edizioni Sconfinarte, Preludio Edizioni, Casa Musicale Sonzogno.

 

CRISTIAN CARRARA

Cristian Carrara (Pordenone, 1977) è considerato tra i compositori più originali della sua generazione. Scrive prevalentemente musica sinfonica e cameristica, ma anche opere destinate al teatro musicale e alla televisione. La critica riconosce nella sua produzione una scrittura “attentissima all’equilibrio e alla delicatezza del tessuto armonico”, ma “grande negli intenti creativi per cui tutto il contesto si manifesta solidissimo e terso”, capace di rivelare, al di là della cortina di una musica apparentemente ‘semplice’, la terribile domanda sugli esiti nefasti di ciò che è proclamato bene, ossia di ciò che la guerra, ogni guerra, comporta” (Claudio Strinati). “La sua musica è vicina al cuore, è chiara ma non semplice, è diretta ma parla una lingua piena di mistero: quella della poesia“. (Elena Formica)

La sua musica viene eseguita in sale prestigiose, dall’Accademia di Santa Cecilia a Roma, alla Ber-liner Hall, dal Maggio Musicale Fiorentino all’Auditorium Binyanei Hauma di Gerusalemme.

È un autore che ha una grande facilità di scrittura” (Giorgio Battistelli) e il felice rapporto con il pubblico è ben descritto dal critico americano Rob Haskins: “so che la sua musica la vorrei condividere con gli altri e ascoltare più e più volte“. “A differenza di tanta musica d’oggi, il suo cripticismo non è nella grafia, ma nella difficoltà di organizzare e rendere il più possibile chiaro il suo pensiero compositivo, un po’ come succede nella musica di Verdi che possiede una carica semiologica minima, ma una violentissima carica semantica” (Flavio Emilio Scogna).

Collabora con importanti nomi della musica italiana e internazionale, tra cui John Neschling, Flavio Emilio Scogna, Omer Meir Wellber, Paolo Olmi, Stefano Montanari, Michalis Economou, Jan La-tham Koenig, Nir Kabaretti, Lior Shambadal, Alda caiello, Roberto Abbondanza, Carlo Guaitoli, Roberto Prosseda, Floraleda Sacchi, Francesco D’Orazio, Francesca Dego, Danusha Waskiewicz, Robert De Maine et a., e sue musiche sono eseguite da prestigiosi ensemble ed orchestre, tra i quali: la Filarmonica Toscanini di Parma, l’Orchestra Regionale della Toscana, l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, l’Orchestra del Teatro Lirico di Trieste, l’Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari, l’Orchestra del Teatro Petruzzelli di Bari, la Filarmonica della Fenice, l’Orchestre Symphonique et Lyrique de Nancy, la Qatar Symphony Orchestra, i Berliner Symphoniker, la Slovenian Phi-larmonic, la Santa Barbara Symphony, l’Orchestra de la Unam di Città del Messico, l’Orchestra del Teatro Municipal de Sao Paulo, la Ra’anana Symphonet, etc.

Ha collaborato con alcuni dei nomi più importanti del teatro italiano, tra cui: Sandro Lombardi, Ugo Pagliai, Sergio Castellitto, Marco Martinelli, Ermanna Montanari, Enzo De Caro, etc.

Tra i suoi lavori teatrali vanno ricordate le opere La piccola vedetta lombarda, Oliver Twist, Alto sui pedali e Il giocatore. Nel catalogo sinfonico Magnificat. Meditation for pedal piano and orchestra (commissione Emilia Romagna Festival), Destinazione del sangue, Liber Mundi, Tales from the underground, Ondanomala (commissione Teatro Lirico di Trieste), Vivaldi. In memoriam (commissione Maggio Musicale Fiorentino). Per quanto riguarda la musica da camera tra i lavori più eseguiti vanno segnalati Luce, Pater, Bianco, Ludus e la raccolta di pezzi pianistici “A piano diary”.

Di agosto 2015 è la prima di War Silence, per pianoforte e orchestra (commissione Festival di Ravello), con l’Orchestra Filarmonica de La Fenice. Di gennaio 2016 è Machpela, doppio concerto per violino, violoncello e orchestra (Prodotto dalla Santa Barbara Symphony Orchestra e dalla Fi-larmonica Toscanini di Parma), con Francesca Dego al violino e Robert DeMaine, primo violoncello della Los Angeles Philarmonic, che ha avuto una grande accoglienza nella sua prima californiana. Di luglio 2016 è la prima di The Waste Land, concerto per viola ed orchestra commissionato da Mittelfest di Cividale del Friuli ed eseguito in prima assoluta dalla Slovenian Philarmonic con la viola di Danusha Waskiewicz.

Con oltre 18.000 spettatori e 28 recite, nell’ottobre 2016, si è chiusa la produzione di “Cenerentola”, una nuova opera lirica commissionatagli della Fondazione Petruzzelli di Bari.

Nella ricca produzione discografica, edita in cd monografici e collettivi da Warner Classics, Tactus, Amadeus Arte, Arts/Tosca, Incipit, Stradivarius, Curci, si rispecchia l’attenzione verso una ispira-zione compositiva alimentata da molteplici livelli di indagine culturale, capace di esplorare tanto i grandi temi del cammino dell’uomo (Liber Mundi) quanto la miniatura segreta del dono di sè (A piano diary) quanto ancora la commistione fra generi (Ludus, 2013). Nell’ottobre 2015 è uscito per Brilliant il nuovo album sinfonico (Magnificat) inciso con l’Orchestre Symphonique et Lyrique de Nancy. Nei primi mesi del 2017 è uscito, invece, per Warner Classics Faust in the Sky inciso con I Solisti Aquilani e la direzione di Marco Attura.

Autore e conduttore di trasmissioni televisive di divulgazione musicale, è ideatore e direttore artistico della collana discografica di “Arte Solidale” promossa da Curci, Feltrinelli/Ricordi Media Store e dalle Acli Nazionali.

I suoi lavori sono editi da Casa Musicale Sonzogno.

Cristian Carrara si diploma in Composizione presso il Conservatorio di Udine. Già consulente artistico del Sovrintendente presso il Teatro Lirico di Trieste e Presidente della commissione cultura della Regione Lazio, dal gennaio 2019 è Direttore Artistico del Teatro Pergolesi Spontini di Jesi.

 

FEDERICO GON

Musicologo e compositore, ha studiato musicologia presso l’Università degli Studi di Padova, laureandosi cum laude (2009) ed addottorandosi (2013), ha al suo attivo numerose partecipazioni a convegni nonché la pubblicazione di monografie e numerosi saggi in riviste specializzate in ambito operistico e sinfonico del XVIII-XIX secolo.

Vincitore del premio “Tesi Rossiniane” (Fondazione Rossini di Pesaro, 2013).

È membro del “Comitato per l’Edizione Nazionale delle commedie per musica di Domenico Cimarosa” e ricercatore post-doc presso l’Università di Vienna (2016-2019). Attualmente insegna presso il Conservatorio “L. Marenzio” di Brescia.

Parallelamente, dopo un inizio da autodidatta, ha compiuto studi di composizione con Azio Corghi e Mauro Bonifacio. Interessato sia all’ambito operistico che a quelli sinfonico e cameristico, suoi lavori sono stati commissionati ed eseguiti da enti quali il Teatro G. Verdi di Trieste, il Gran Teatro La Fenice di Venezia, l’Orchestra Sinfonica di Milano G. Verdi, l’Orchestra Sinfonica di Sanremo, L’orchestra “I pomeriggi musicali” di Milano, Nuova Consonanza, Festival Pergolesi Spontini, Mittelfest, Quartetto Maffei, Teatro Coccia di Novara.

 

MARCO TARALLI

Nasce a L’Aquila nel 1967.

Nel suo percorso musicale il Conservatorio de L’Aquila riveste un parte importante del periodo giovanile dove consegue il diploma in pianoforte con il massimo dei voti; in suo percorso formativo nell’ambito della composizione si sviluppa a fianco di Sergio Rendine mentre parallelamente approfondisce lo studio della direzione d’orchestra con Gianluigi Gelmetti in Italia e con Erwin Lukacs a Budapest all’Accademia Franz Liszt.

Compositore eclettico e versatile, dal 1992, anno che segna il suo debutto ufficiale quale compositore con il brano Fog eseguito dal gruppo Octandre di Bologna le sue esperienze e i suoi studi lo hanno portato a spaziare tra i più diversi generi e le più diverse forme musicali.

Conosciuto per una serie di fortunati e brillanti lavori sinfonici, opere e teatro musicale, è commissionato prodotto ed eseguito dalle più note Istituzioni musicali, orchestre ensemble e solisti nelle maggiori Stagioni e Festival in Italia e all’estero.

Nei prossimi impegni: Missa Santi Petronii – commissione dell’Associazione Messa in Musica di Bologna; Concertino IV – per violino e piccola orchestra – commissione dell’associazione Musica Insieme Bologna

Cronologia delle esecuzioni:

1992 – Fog – gruppo Octandre di Bologna.

1994 – Stabat Mater – Teatro dell’Opera di Roma nell’ambito de “Concerto per la Bosnia Erzegovina”.

1996 – ciclo di melologhi “Poesia e Musica” in collaborazione con Rai-Radiotre.

1999 – Quintetto – Festival “Primaverona”.

2000 – Sole d’autunno per voce e nove strumenti – Festival “Primaverona

Aurora melologo su un testo tratto dalle Metamorphosis di Ovidio ed eseguito dall’Ensemble Metamorphosis voce recitante Piera Degli Esposti (commissione Festival “Feste d’agosto per Ercole Curino” di Sulmona).

2000 – Onne omo ad alta voce cantata sacra per soli, coro e orchestra – Orchestra Itinerante del Molise, direttore Pietro Borgonovo (commissione Festival Itinerante del Molise).

2001 – Draghi Principi e Bambini e Il Pettine d’avorio melologhi su fiabe di Angela Amico, voce recitante Daniela Scarlatti; i melologhi vengono eseguiti nelle rassegne “L’altro nuovo” di Arezzo e “la musica racconta” di Sulmona e presso il Teatro Puccini di Merano in collaborazione con l’Ensemble Metamorphosis.

2002 – Aties per orchestra sinfonica – Orchestra Sinfonica di San Remo, direttore Christopher Franklin (commissione Orchestra Sinfonica di San Remo).

2003 – Ballata per corde e crini – Orchestra da Camera dalla Moldavia, direttore Federico Longo (commissione Orchestra da Camera dalla Moldavia).

L’ultima Baccante, per voce e orchestra da camera, soprano Sara Allegretta, direttore Marco Fracassi – Festival Monteverdi di Cremona (commissione Festival Monteverdi di Cremona).

2004 – La Gitana, elaborazione per piccola orchestra del Balletto di D.F.E. Auber – Teatro dell’Opera di Roma – direttore Francesco Sodini (commissione del Teatro dell’Opera di Roma).

Suite Sinfonica dall’Opera di Ottorino Respighi Maria Victoire, Teatro dell’Opera di Roma, direttore Gianluigi Gelmetti (commissione Casa Editrice Ricordi).

Rosa Nigra, per coro e orchestra d’archi – Orchestra Sächsische Kammer Philarmonie – Sala Sinopoli dell’Auditorium del Parco della Musica di Roma, direttore Federico Longo.

Concertino per Sassofono e orchestra – Solisti Aquilani, sassofonista Federico Mondelici, direttore Vittorio Parisi (commissione Solisti Aquilani).

2005 – Lilio Albo, per coro e orchestra d’archi – Sächsische Kammer Philarmonie Auditorium del Parco della Musica di Roma in Sala Petrassi, direttore Federico Longo.

Finale, per orchestra d’archi, Festival Internazionale di Kitzingen (Germania) – direttore Federico Longo (commissione Festival Internazionale di Kitzingen).

Chanson, brano per orchestra d’archi, eseguito a Kevelaer – Germania (commissione Camerata Eltzhof).

Elvismania – Sydney Symphony Orchestra in occasione della seconda edizione di “Shock of the news” trasmesso in diretta dalla radio Nazionale australiana, Opera House di Sydney, direttore Gianluigi Gelmetti (commissione Sydney Symphony Orchestra).

Niobe, per contralto, ottavino, coro di voci bianche ed orchestra – Orchestra russa Rostov State Musical Theatre, Auditorium di Roma – Parco della Musica Sala Sinopoli – contralto Annarita Gemmabella, direttore Maurizio Dones (commissione Operation Smile Italia in occasione della 3° edizione del Concerto Istituzionale)

2006 – Passacaglia, Orchestra dell’Università degli Studi di Milano, direttore Helmut Imig (commissione Orchestra dell’Università degli Studi di Milano) – replicato a Piacenza il 24 gennaio.

Perché tu mi hai sorriso, melologhi per voce recitante e pianoforte in collaborazione con la scrittrice Paola Calvetti, Teatro Piccolo di Milano replicati poi a Cremona, Recanati, Roma e Bologna, pianista Giuseppe Andaloro, attrice Marina Senesi.

Primula Argentea per pianoforte, coro e orchestra – Sächsische Kammer Philarmonie, pianista Ana Marjia Markovina, direttore Federico Longo (commissione Sächsische Kammer Philarmonie).

Trascrizione per Orchestra de La Regata Veneziana di G. Rossini – Festival Sinfonietta – Brucknerhaus di Linz (Austria), mezzosoprano Daniela Barcellona, direttore Alessandro Vitello (replicata a Trieste nel dicembre dello stesso anno).

Crystal Christmas – Orchestra russa Rostov State Musical Theatre, Milano e Pavia, direttore Maurizio Dones (commissione Associazione H. Svarosky)

2007 – Le tre donne tre liriche per pianoforte e voce, Teatro Liceu di Barcellona, mezzosoprano Daniela Barcellona, pianista Alessandro Vitiello

Elegia II per orchestra – Orchestra Sinfonica città di Grosseto, direttore Nikolay Sebastianov Lalov (commissione Orchestra Sinfonica di Grosseto).

Il Vascello incantato favola musicale per voce bianca, mezzosoprano, baritono, coro di coro di voci bianche e orchestra, orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova baritono Bruno Praticò, mezzosoprano Francesca Franci, direttore Michele Mariotti (commissione Teatro Carlo Felice di Genova), replicato nel 2013 Fondazione Teatro Comunale di Bologna.

La maschera di Pùnkittititi opera in tre atti – Teatro dell’Opera di Roma – libretto di Quirino Conti e Marco Ravasini, regia, scene e costumi di Quirino Conti, direttore Vittorio Parisi, tra gli interpreti principali, Donata D’annunzio Lombardi, Paolo Coni, Danilo Formaggia (commissione Teatro dell’Opera di Roma).

2008 – Concertino II per oboe e piccola orchestra – Sydney Symphony Orchestra, Opera House di Sidney, oboista Luca Vignali, direttore Gianluigi Gelmetti (commissione Sydney Symphony Orchestra).

Ouverture??? per orchestra – Orchestra Sinfonica città di Grosseto, direttore Federico Longo (commissione Orchestra Sinfonica città di Grosseto).

2009 – Omaggio a Mendelsshon, per Orchestra Sinfonica – Orchestra Kammerphilharmonie Berlin-Brandenburg, direttore Federico Longo (commissione della Città di Lipstadt – Germania)

2011 – Elaborazione orchestrale della Cantata per Voce e pianoforte “Giovanna d’arco” di G. Rossini – Rossini Festival di Wilbad (Germania), mezzosoprano Marianna Pizzolato, direttore Antonello Fogliani (commissione Rossini Festival di Wilbad).

Piccolo Stabat Mater per Soli, coro, 2 Pianoforti, Festival Pergolesi Spontini di Jesi (commissione Festival Pergolesi Spontini di Jesi) replicato nel 2014 Fondazione Teatro San Carlo di Napoli.

2012 – NǓR, opera lirica in atto, XXXVIII Festival della Valle d’Itria, regia di Roberto Recchia, scene e costumi di Benito Leonori, direttore Jordie Bernacer, tra gli interpreti principali Tiziana Fabbricini, Paolo Coni, Davide Sotgiu (prima commissione assoluta del Festival della Valle d’Itria).

…da sonar con ogni sorta… per orchestra – Orchestra Filarmonica di Monte Carlo, direttore Paolo J. Carbone (commissione Orchestra Filarmonica di Monte Carlo).

Il Sabato del Villaggio revisione critica della partitura della Cantata per Soli Coro e Orchestra di Ferruccio Busoni – orchestra del Teatro Verdi di Trieste, direttore Donato Renzetti (commissione Teatro Verdi di Trieste).

2013 – Meditazione sulla Medea di Georg Benda, per coro e orchestra, direttore Diego Dini Ciacci (commissione Fondazione Teatro Verdi di Trieste).

2015 – Colonna sonora del film di Erich von Stroheim Foolish Wives, Salle Garnier Monte Carlo, direttore Philippe Beran (commissione Orchestra Filarmonica di Monte Carlo), replicato a Trieste nel luglio 2015 nel contesto del Festival Maremetraggio dall’Orchestra del Teatro Verdi di Trieste e nel gennaio del 2016 a Bologna dall’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna.

Vedesti allora Amore farsi scherno per coro misto su testo di Fabio Ceresa – Budapest, (commissione Coro da Camera Lajos Vass).

Tre Piccoli Quadri neodecadenti per orchestra, Teatro Bonci di Cesena (commissione Teatro Bonci di Cesena).

2016 – La Rivale – Opera in un atto di Alberto Mattioli – commissione della Fondazione Teatro Coccia di Novara – Prima Assoluta

  • Viola Aurata per Coro e grande orchestra – Versi di Fabio Ceresa Commissione Fondazione Teatro Verdi di Trieste).

2017 – Elaborazione e orchestrazione della Cantata per voce e basso continuo “Per la Recuperata Salute di Ofelia” (W.A.Mozart – A.Salieri – Cornetti), commissione Festival Pergolesi Spontini di Jesi – replicato nell’aprile 2017 presso il Teatro Ristori di Verona e il Teatro Salieri di Legnago

Ofelia allo Specchio – Per voce femminile e piccola orchestra – Commissione Festival Pergolesi Spontini di Jesi – replicato, nell’aprile 2017 presso il Teatro Ristori di Verona e il Teatro Salieri di Legnago

  • Psalmus pro Humana Regeneratione – Cantata Sacra per Soli, Coro e grande orchestra – Commissione Fondazione Teatro Verdi di Trieste).

2018 – Concertino III – Per Fagotto e piccola orchestra (registrazione discografica) – Orchestra dei Pomeriggi musicali di Milano – fagotto Paolo Carlini – Direttore Alessandro Cadario

  • Concerto per Violino e Orchestra – Montecarlo Auditorium Ranieri III – Orchestra Filarmonica di Monte Carlo, violino David Lefevre – direttore Philippe Beran (commissione Orchestra Filarmonica di Monte Carlo)
  • Il Castello Incantato – Fiaba musicale in un atto di Fabio Ceresa – Modena Teatro Pavarotti, replicato a Trieste nel febbraio

2019 – Commissione della Fondazione Teatro Verdi di Trieste in Coproduzione con il Teatro Pavarotti di Modena.

 

 

 

STEFANO VALANZUOLO

Nato a Napoli, dal 1989 è critico musicale del quotidiano Il Mattino. Dal 2010 collabora regolarmente con Rai Radio3, come conduttore e autore testi dei programmi Radio3 Suite e WikiMusic. Pubblica regolarmente sulle riviste Sistema Musica, Amadeus, e su Alias – il Manifesto. Coautore della guida “I luoghi della Musica” (TCI, 2005) e del volume “Il secolo d’oro della musica a Napoli” (Diana Edizioni, 2019). Firma saggi, note di sala e di copertina per le principali istituzioni musicali italiane. Dal 2020 è direttore responsabile della rivista di spettacolo “Live – Performing & Arts” (ed. Livecode).

È fondatore e direttore del festival MozArt Box, al Palazzo Reale di Portici. Dal 2008 al 2015 ha ricoperto il ruolo di Direttore Generale e Artistico del Ravello Festival. Nel 2016 è stato Direttore Generale e Artistico dell’Arena Flegrea, a Napoli. Per il Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN), ha ideato e diretto il festival “Elogio del Violoncello” (2018).

È autore del melologo Il convitato delle ultime feste, con musica di Carlo Galante, che debutterà a Napoli, il 10 maggio del 2020, per la stagione concertistica del Teatro di San Carlo (Orchestra del Teatro di San Carlo, direttore James Feddeck). Suo anche il libretto dell’opera Il labbro della lady con musica di Galante (Teatro Pavarotti di Modena, 2015) e direzione di Carlo Boccadoro.

È autore di soggetto e testo degli spettacoli: Ho ucciso i Beatles, con Sarah Jane Morris, Paolo Cresta e Solis String Quartet (Ravenna Festival 2020); StraTivari, con Iaia Forte (Napoli Teatro Festival Italia 2019); Qualche estate fa, con Claudia Gerini e Solis String Quartet (oltre trenta repliche dal 2018 ad oggi); Se Spartak piange…, con Giovanni Esposito, Quintetto del Teatro di San Carlo (Napoli Teatro Festival Italia 2018) Forse non sarà domani (Napoli Teatro Festival Italia 2017), con Rocco Papaleo; The Fool on the Hill (2012), con Michele Riondino/Alessandro Haber/Quartetto Savinio/Orchestra Haydn di Trento e Bolzano/Filarmonica “Toscanini”. È autore di drammaturgia e testo degli spettacoli: Cunto di Tristano, con Vincenzo Pirrotta (2015); Mozart, per gioco (2015), L’amore ai tempi della Musica (2017), La Russia, forse, non esiste, con il Quartetto Savinio (Associazione Scarlatti di Napoli, 2017).

Nel 2009 cura la drammaturgia dello spettacolo Le sorelle Bronte (Festival del Teatro – Biennale di Venezia, inaugurazione) con Davide Livermore e Alfonso Antoniozzi. Nel 1999 firma la riduzione teatrale della novella Mozart in viaggio verso Praga di Mörike, in scena per il “Maggio Mozartiano Internazionale” (Napoli, 1999).

Insegna “Tecniche della Comunicazione” presso i Conservatori di Benevento e di Napoli.

 

VINCENZO DE VIVO

È nato a Salerno nel 1957.

Dal 1982 ricopre ruoli direttivi e consultivi presso Istituzioni musicali europee: Direttore Artistico dei Teatri San Carlo di Napoli, Comunale di Bologna, Opera di Roma e della Fondazione Pergolesi-Spontini di Jesi, Consulente Artistico del Carlo Felice di Genova e del Comunale di Treviso, Vice Sovrintendente del Palau de les Arts di Valencia.

È Direttore Artistico della Stagione lirica del Teatro delle Muse di Ancona e dell’Accademia d’Arte Lirica di Osimo.

È autore di libretti d’opera: Mettici il cuore (2019) di Valentino Corvino, Bach Haus di Michele Dall’Ongaro (2000), Il vagabondo delle stelle di Fabrizio Festa (2014), Lontano dagli occhi (1999) e Mozart a Recanati (2006) di Lorenzo Ferrero, Gli errori di Amadé di Lucio Gregoretti (2013), Passio et Resurrectio di Sergio Rendine (2000), Nûr di Marco Taralli (2012). Ha curato la drammaturgia di Tancredi appresso il combattimento di Claudio Ambrosini (2016) e Il colore del sole di Lucio Gregoretti (2017).

Ha curato la versione ritmica italiana di opere di Bizet, Mozart, Offenbach, J. Strauss jr., Stravinskij.

 

ROBERTO RECCHIA

Diplomato all’Accademia dei Filodrammatici di Milano, alterna il lavoro di regista e quello di attore.

Ha curato la regia di molti titoli operistici. Tra i più recenti: al Teatro Coccio di Novara (Mettici il cuore, novità di Valentino Corvino), a Opera på Skäret in Svezia (Die Zauberflöte), al Teatro Pergolesi di Jesi e al Teatro Bellini di Catania (Adelson e Salvini di Bellini, di recente uscita in DVD); al Festival della Valle d’Itria di Martina Franca (Nûr, di Marco Taralli, in prima assoluta), al Teatro Donizetti di Bergamo (Maria di Rohan, Linda di Chamounix, Cavalleria rusticana), al Teatro Comunale di Bologna (Trittico: Phaedra e Les Illuminations di Britten e Dido and Aeneas di Purcell), al Teatro della Fortuna di Fano (Le convenienze ed inconvenienze teatrali, Don Pasquale), al Teatro Rossini di Lugo (Vite, Crime passionnel) e al Teatro Comunale di Modena (Il vagabondo delle stelle).

Dal 2000 collabora continuativamente con il Wexford Festival Opera dove ha diretto una ventina di titoli tra i quali: Le docteur Miracle di Bizet, Don Gregorio di Donizetti, La cambiale di matrimonio di Rossini, Une éducation manquée di Chabrier, Rigoletto, Cenerentola, Il Flauto magico, L’elisir d’amore, The Medium di Menotti, La serva padrona, Bohème.

Recentemente ha messo in scena allo Spazio No’hma, come regista e interprete, gli spettacoli Non ci sono più le mezze stagioni e Futuristi per caso, entrambi con la direzione musicale di Alessandro Nidi.

Tra le regie di prosa recenti: Tutto quello che volevo al Tetro dell’Elfo di Milano, Melodia per una nota sola di Magdalena Barile, A nome tuo di Cinzia Spanò, dal romanzo di Mauro Covacich, Le amanti del Testori con Gianna Coletti.

Con il regista Vito Molinari ha messo in scena molti spettacoli, tra i quali Ailoviu. Sei perfetto adesso cambia (del quale ha anche curato la traduzione italiana); VarieEtà con il Trio Zanzibar; Più stupidi di così…; Fare l’amore non è peccato di Achille Campanile; Anche le formiche nel loro piccolo di Marcello Marchesi; Mamme di Carlo Terron; Rosa Salmone di Daolmi-Desinan.

Ha recentemente debuttato al Teatro alla Scala come interprete di due spettacoli per i più piccoli: Che Verdi viva! di Sandro Cappelletto su musiche di Verdi e La Gattomachia di Orazio Sciortino, entrambi con i Cameristi della Scala.

Collabora con la Fonderia Mercury di Sergio Ferentino per il progetto Autorevole – Audiodrammi a teatro (tra gli ultimi titoli: E Johnny prese il fucile di Dalton Trumbo, Igiene dell’assassino di Amèlie Nothomb, Svergognando la morte dal romanzo di Mario Cavatore.

 

 

 

 

 

ALFONSO ANTONIOZZI

Il baritono e regista nasce a Viterbo e, dopo il conseguimento degli studi classici, studia canto a Roma con il celebre baritono Sesto Bruscantini.

Nel 1986 la sua interpretazione del ruolo di Don Bartolo nel Barbiere rossiniano a Genova segna per l’artista l’inizio di un intensa collaborazione con le maggiori realtà musicali italiane e straniere, come il Teatro alla Scala di Milano, il Berliner Staatsoper, il Metropolitan di New York, il Capitole di Toulouse, l’Accademia di Santa Cecilia, il Wiener Staatsoper, la San Francisco Opera, l’Opera di Parigi, il ConcertGebouw di Amsterdam, il Festival di Glyndebourne, il Covent Garden di Londra.

Il repertorio di Antoniozzi comprende ormai tutti i grandi titoli d’opera buffa rossiniana e donizettiana, insieme a capisaldi del genere come Falstaff di Giuseppe Verdi e Gianni Schicchi di Giacomo Puccini, e alla trilogia Mozart-Da Ponte.

L’artista, che il Corriere della Sera considera “il miglior baritono buffo italiano“, ha affiancato al suo repertorio alcune felicissime incursioni nell’opera contemporanea e nel repertorio drammatico (Candide di Leonard Bernstein a Santa Cecilia con Jeffrey Tate, Death in Venice di Benjamin Britten a Genova e Firenze con Bruno Bartoletti, Il Cappello di Paglia di Firenze alla Scala e a Torino con Bruno Campanella) e i quattro ruoli di “vilain” nei Contes d’Hoffmann a Palermo e Roma.

Tra le sue interpretazioni ricordiamo almeno Il Turco in Italia (Don Geronio) e Il Barbiere di Siviglia (Don Bartolo) alla Scala con Riccardo Chailly, La Forza del Destino (Fra’ Melitone) a Santa Cecilia con Valerj Gergiev e alla Scala con Riccardo Muti, Il Barbiere di Siviglia al Metropolitan di New York con Bruno Campanella e all’Arena di Verona con Claudio Scimone, Il Viaggio a Reims (Don Profondo) a Genova per la regia di Dario Fo, Les Mamelles de Tiresias di Poulenc che ha inaugurato l’edizione 2005 del Macerata Festival, dove due anni dopo darà vita alla prima esecuzione mondiale de Il Servo di Marco Tutino con la regia di Gabriele Lavia.

Nelle ultime stagioni ha interpretato Don Pasquale e L’Elisir d’Amore all’Opernhaus di Zurigo, Il barbiere di Siviglia allo Staatsoper di Amburgo, L’Elisir d’Amore alla Staatsoper di Berlino e a Beijing, Tosca (Scarpia) a Trento e Rovigo, Napoli milionaria di Nino Rota al Festival della Valle d’Itria e al Lirico di Cagliari, Matilde di Shabran al Covent Garden di Londra, Adriana Lecouvreur al Teatro Regio di Torino, Così fan tutte e Don Giovanni al Teatro Filarmonico di Verona e al Teatro Valli di Reggio Emilia, La Cenerentola e Don Pasquale al Teatro Carlo Felice di Genova, Così fan tutte al Festival di Glyndebourne, Falstaff al Teatro Regio di Torino, La Cenerentola all’Opéra de Montpellier e al Liceu di Barcelona, L’italiana in Algeri all’Opernhaus di Zurigo, Il barbiere di Siviglia ad Amburgo, Il Marito Disperato di Cimarosa con la regia di Paolo Rossi al Teatro San Carlo di Napoli (in tournée a Hong Kong nel 2013) a L’Elisir d’Amore allo Staatsoper di Berlino, Gianni Schicchi al Teatro Lirico di Cagliari, Il Campanello di Donizetti al Teatro San Carlo, e Il Barbiere di Siviglia al Comunale di Treviso, a Ferrara e a Berlino, e la prima nazionale di Divorzio all’Italiana di Bontempelli al Comunale di Bologna. Nel 2019 fa parte del cast dell’inaugurazione della stagione scaligera interpretando il ruolo del Sacrestano nella Tosca diretta da Riccardo Chailly.

Dal 2008 affianca alla sua attività di cantante lirico quella di regista: dopo il debutto nel Barbiere Rossiniano al Tuscia Opera Festival viene scritturato dal Teatro Comunale di Bologna per una nuova produzione di Don Pasquale.

Sempre al Teatro Comunale, ottiene uno straordinario successo con la regia di Traviata, riproposta nello stesso teatro nel 2012, allestimento che ha anche inaugurato la stagione 2011 del Teatro Lirico di Cagliari e riproposto in Giappone, alla Nikikai Opera Foundation, nel 2013. Ha inoltre firmato la regia per due nuove produzioni del Festival della Valle d’Itria: Der Diktator e Il Tribuno. Sempre nel 2013 ha curato il nuovo allestimento di Le Nozze di Figaro per il Colòn di Buenos Aires. Nel 2015 parte il progetto Tre Regine per una scena, coprodotto dal Carlo Felice di Genova, dal Regio di Parma e dalla Fenice di Venezia, con la regia di Roberto Devereux per il Carlo Felice (disponibile in DVD presso Dynamics), cui faranno seguito Anna Bolena che inaugurerà la stagione del Regio nel 2016 e Maria Stuarda nel 2017. Sempre nel 2017 inaugura il Festival della Valle D’Itria con la prima assoluta in tempi moderni de La Grotta di Trofonio di Paisiello (ripreso al Teatro di Corte di Palazzo Reale per il San Carlo in ottobre) e firma un nuovo allestimento di Turco in Italia per il circuito di Opera Lombardia. Nel 2018 allestisce un nuovo Barbiere di Siviglia per l’opera di Astana e inaugura la stagione del Carlo Felice di Genova con un nuovo allestimento di Aida.

Antoniozzi ha inciso per TelArc, EMI, la defunta casa discografica Ricordi, Actes Sud, ARTS, Kikko Records e Opera Rara, e con il Teatro alla Scala ha collaborato alle riprese televisive de Il Turco in Italia, Il Barbiere di Siviglia e Il Cappello di Paglia di Firenze. In DVD sono disponibili Il Barbiere di Siviglia dal Teatro Regio di Parma e La Cenerentola dal Teatro Carlo Felice di Genova (TDK), Adriana Lecouvreur dal Teatro Regio di Torino, Un Giorno di Regno dal Teatro Regio di Parma, Napoli Milionaria (prima incisione mondiale) dal Festival di Martina Franca.

Nel 2011 scrive e interpreta, insieme a Davide Livermore e Corrado Rollin, W Verdi, Giuseppe, documentario sull’Opera come linguaggio fondante del Risorgimento prodotto e distribuito dalla Radiotelevisione Svizzera Italiana e dal gruppo La Stampa per il centocinquantenario dell’Unità d’Italia.

Insegna interpretazione vocale presso le scuole di alta formazione dell’As.Li.Co e del Maggio Musicale Fiorentino. È docente di Arte Scenica presso il Conservatorio “Bruno Maderna” di Cesena e presso il Conservatorio “A. Scontrino” di Trapani, e professore ospite presso la facoltà di MusikTheater dell’Università di Graz.

RAITRE/RAITRADE ha girato un profilo biografico dell’artista.

 

DANIELA BARCELLONA

Apprezzata per la “linea ampia, poggiata su un’emissione dalla solidità superba e quindi ferma, sicura, omogenea, con una morbidezza che il timbro fascinoso accentua e con uno sgranarsi delle colorature che restano tuttora senza paragone vincente”, Daniela Barcellona è nata a Trieste, dove ha compiuto gli studi musicali e vocali sotto la guida di Alessandro Vitiello. Dopo aver vinto prestigiosi concorsi internazionali come l’“Adriano Belli” di Spoleto, l’“Iris Adami Corradetti” di Padova e la “Pavarotti International Voice Competition” di Filadelfia, debutta come protagonista nel Tancredi al Rossini Opera Festival di Pesaro nel 1999, affermandosi da allora come interprete di riferimento dei ruoli “en travesti”, che la vedono protagonista dei più prestigiosi teatri al mondo, dalla Metropolitan Opera di New York al Teatro alla Scala di Milano, dalla Royal Opera House di Londra al Théâtre des Champs Elysées di Parigi, dalla Bayerische Staatsoper di Monaco di Baviera al Teatro Real di Madrid, dal Festival di Salisburgo al Gran Teatre del Liceu di Barcellona, solo per citarne alcuni.

Insignita del “Premio Abbiati”, ha collaborato con direttori d’orchestra come Claudio Abbado, Daniel Barenboim, Riccardo Muti, Myung-whun Chung, Riccardo Chailly, James Levine, Antonio Pappano, Gianandrea Noseda, Alberto Zedda, Roberto Abbado, Valery Gergiev, Bruno Campanella, Sir Colin Davis, Gianluigi Gelmetti, Lorin Maazel, Michele Mariotti, Kent Nagano, Georges Prêtre, Wolfgang Sawallisch, e con registi come David McVicar, Robert Carsen, Luca Ronconi, Damiano Michieletto, Pierluigi Pizzi, Mario Martone, Hugo De Hana, Paul Curran, David Alden, Yannis Kokkos ed Emilio Sagi.

In Italia è stata acclamata al Teatro alla Scala di Milano (Lucrezia Borgia, Iphigénie en Aulide, Il viaggio a Reims, La donna del lago, Luisa Miller, Falstaff, Les Troyens), di cui ha inaugurato la storica riapertura il 7 dicembre 2004 con Europa riconosciuta, diretta da Riccardo Muti, al Rossini Opera Festival di Pesaro (Tancredi, La donna del lago, Semiramide, Bianca e Falliero, Adelaide di Borgogna, Maometto II, Sigismondo, Stabat Mater, Petite messe solennelle), al Teatro Regio di Torino (Anna Bolena, Tancredi, Don Carlo, Samson et Dalila, Requiem di Verdi, Stabat Mater di Rossini), al Teatro dell’Opera di Roma (Il barbiere di Siviglia, La fiamma, Cenerentola, L’Italiana in Algeri, Tancredi, Semiramide), al Comunale di Bologna (Giulio Cesare) e di Firenze (Il barbiere di Siviglia, L’Italiana in Algeri, Tancredi, Orfeo ed Euridice), presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia (Requiem di Verdi, Il viaggio a Reims, Petite messe solennelle), al Festival dei Due Mondi di Spoleto, allo Sferisterio di Macerata (Norma, Requiem di Verdi), all’Arena e al Teatro Filarmonico di Verona (Requiem di Verdi, Aida, L’Italiana in Algeri), al Teatro Regio di Parma (Norma), al San Carlo di Napoli (Anna Bolena, Orfeo ed Euridice), al Carlo Felice di Genova (Cenerentola, Requiem di Verdi, La Favorite), al Teatro Massimo di Palermo (Stabat Mater, Norma), al Teatro Verdi di Trieste (Ginevra di Scozia di Simon Mayr, Tancredi, L’Italiana in Algeri).

In campo internazionale è stata ospite dei Berliner Philharmoniker (Requiem di Verdi), della Rundfunkorchester di Monaco di Baviera (Orfeo ed Euridice di Gluck), della London Symphony Orchestra (Roméo et Juliette di Berlioz, Requiem di Verdi), della Deutsche Oper di Berlino (Les Troyens di Berlioz), del Metropolitan di New York (Norma, La donna del lago), della Royal Opera House di Londra (La donna del lago, Semiramide), della Staatsoper Unter den Linden con Falstaff (diretto da Daniel Barenboim e con la regia di Mario Martone), dell’Opéra national de Paris, del Théatre des Champs Elysées di Parigi (I Capuleti e i Montecchi, La donna del lago, Don Carlo), della Bayerische Staatsoper di Monaco di Baviera (L’Italiana in Algeri, Semiramide), del Teatro Real di Madrid (Semiramide, Tancredi, The Rake’s Progress, Aida), del Gran Teatre del Liceu di Barcellona (Semiramide), del Palau de les Arts di Valencia (Les Troyens, Aida), del Palacio Euskalduna di Bilbao (I Capuleti e i Montecchi, L’Italiana in Algeri, Cavalleria rusticana), della Staatsoper di Vienna (Il barbiere di Siviglia, L’Italiana in Algeri), del Grand Théatre di Ginevra (Semiramide), del Concertgebouw di Amsterdam (il Trittico pucciniano, Missa Solemnis di Beethoven), della Semperoper di Dresda (Requiem di Verdi, L’Italiana in Algeri, La Favorite), dell’Opera di Tel Aviv (Norma), dell’Opera di Oviedo (L’Italiana in Algeri, Tancredi), del Festival di Salisburgo (Requiem di Verdi, Romeo et Juliette di Gounod, La donna del lago, I Capuleti e i Montecchi, I pellegrini al sepolcro di Nostro Signore), della Sydney Opera House (Requiem di Verdi, Stabat Mater di Rossini), del Festival Radio France Occitanie Montpellier (La donna del lago), della stagione lirica di Las Palmas (Il barbiere di Siviglia, I Capuleti ed i Montecchi, La Favorite) e dell’Opéra de Wallonie di Liegi (La donna del lago). A Tokyo ha inoltre interpretato Tancredi, Il barbiere di Siviglia, Stabat Mater, Bajazet di Vivaldi e vari concerti. Nel 2017 è tornata a cantare con il maestro Riccardo Muti per una recita di Aida al Festival di Salisburgo.

Fra gli altri riconoscimenti che le sono stati assegnati ricordiamo il premio “Lucia Valentini-Terrani”, l’“Aureliano Pertile”, l’“International Opera Award”, il premio “CD Classica”, il “Rossini d’oro”, il “San Giusto d’Oro”, l’“Oscar della lirica” e l’“Olivier Award”.

Numerose le incisioni discografiche, che comprendono monografie dedicate a Scarlatti e Pergolesi (edite dalla Sony); opere di Rossini come lo Stabat Mater, la Petite messe solennelle, Giovanna d’Arco, due edizioni del Tancredi, Bianca e Falliero, Adelaide di Borgogna, Sigismondo e Il viaggio a Reims; di Bellini (due edizioni della Norma); di Mayr e Meyerbeer (rispettivamente, Ginevra di Scozia e Margherita d’Anjou); nonché il Requiem verdiano (nella celebre incisione con Claudio Abbado e i Berliner Philharmoniker) e i monumentali Les Troyens di Berlioz, con la direzione di Valery Gergiev.

Recentemente, Daniela Barcellona ha interpretato Arsace nella Semiramide alla Bayerische Staatsoper e all’ABAO Olbe, Mrs Quikly nel Falstaff alla Staatsoper di Berlino e al Teatro Real di Madrid, Léonor de Guzman ne La favorite al Gran Teatre del Liceu di Barcellona, Amneris in Aida al NCPA Opera di Pechino e a Tbilisi per il Festival Verdi in Georgia e debuttato nella Gioconda alla Deutsche Oper di Berlino. Ha inoltre cantato lo Stabat Mater di Rossini con la Bucharest Radio Chamber Orchestra guidata da Toufic Maatouk al Festival di Baalbeck, la Petite messe solennelle al Rossini Opera Festival per il 150esimo anniversario della morte del compositore pesarese, la Messa da Requiem di Verdi con la Konzerthausorchester di Berlino diretta da Juraj Valčuha e con la Chicago Symphony Orchestra guidata da Riccardo Muti, la Missa defunctorum di Paisiello con l’Orchestra Giovanile Cherubini diretta da Riccardo Muti al Duomo di Pavia e al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, il recital Heroic Bel Canto su musiche di Bellini, Donizetti, Rossini a Melbourne, e debuttato al Festival Donizetti Opera di Bergamo nel Gala inaugurale. Fra gli impegni della stagione 2019-2020: il Requiem di Verdi a Baalbeck, Amburgo, Vienna e Roma, lo Stabat Mater di Rossini a Parigi e Lussemburgo, Falstaff alla Staatsoper Berlin, Luisa Miller al Teatro dell’Opera di Roma e La Gioconda al Teatro alla Scala.

In aprile Daniela Barcellona e Joyce DiDonato si sono aggiudicate il premio “Laurence Olivier” per la loro interpretazione nella Semiramide alla Royal Opera House (“Outstanding Achievement in Opera”).

Il 7 settembre 2018 è stata pubblicata in CD da Opera Rara una registrazione integrale della Semiramide di Rossini con Daniela Barcellona nelle vesti di Arsace e Albina Shagimuratova nel ruolo del titolo. L’album è stato premiato come Disco del mese dalle riviste Opera, Gramophone e BBC Music Magazine e inserito nella classifica delle Migliori incisioni del 2018 dalle riviste Gramophone e IClassical.

 

ROBERTO DE CANDIA

Dopo aver iniziato gli studi come violoncellista, ha studiato canto sotto la guida di Lajos Kozma e Sesto Bruscantini. Vincitore del Concorso Internazionale “A. Belli” di Spoleto nel 1990, ha compiuto subito due prestigiosi debutti, all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma (Messa di Gloria di Puccini) e al Teatro Regio di Parma (Manon).

Le sue doti di raffinato interprete e musicista lo avviano in breve a una fortunata carriera internazionale che l’ha condotto sui palcoscenici delle maggiori istituzioni musicali del mondo, inclusi Teatro alla Scala, Covent Garden Londra, Metropolitan Opera, Wiener Staatsoper, Festival di Salisburgo, Glyndebourne Festival, Opéra Comique di Parigi, New National Theatre di Tokyo, Opernhaus di Zurigo, Deutsche Oper Berlin, Bayerische Staatsoper di Monaco, La Monnaie di Bruxelles, Maggio Musicale Fiorentino, Rossini Opera Festival di Pesaro e tutti i maggiori teatri d’opera italiani.

Nel corso della sua carriera ha avuto modo di collaborare con i più grandi direttori, fra i quali Riccardo Chailly, Myung-Whun Chung, John Eliot Gardiner, Daniele Gatti, Zubin Mehta, Riccardo Muti e Giuseppe Sinopoli.

Ospite regolare del Teatro alla Scala, vi ha debuttato nella stagione 1996 in Armide di Gluck (Ubalde). In seguito ha preso parte a numerose altre produzioni, fra le quali Il turco in Italia (Prosdocimo), Linda di Chamounix (Antonio), Manon Lescaut (Lescaut), La forza del destino (Melitone, diretto da Riccardo Muti), Il barbiere di Siviglia (Figaro), L’elisir d’amore (Belcore), L’Italiana in Algeri (Taddeo) e Il dissoluto assolto (Leporello).

Dopo il debutto al Metropolitan nel 1998 con Manon (Lescaut) di Massenet, vi è stato invitato nuovamente per interpretare La cenerentola (Dandini), L’elisir d’amore (Belcore), La bohème (Marcello), Manon, L’italiana in Algeri (Taddeo) e Cyrano de Bergerac (Ragueneau) di Alfano, a fianco di Placido Domingo e, nel 2017, di Roberto Alagna.

Si è affermato come interprete di riferimento del ruolo di Falstaff, da lui portato in scena al Festival Verdi di Parma, al Teatro Real di Madrid, all’Opera di Roma, alla Semperoper di Dresda, alla Staatsoper di Amburgo, al NCPA di Pechino, a Bruxelles, a Los Angeles, a San Diego, a Helsinki, a Tokyo, al Teatro San Carlo di Napoli.

Fra i numerosi altri ruoli in repertorio, da ricordare Gianni Schicchi (ruolo titolo) alla Deutsche Oper di Berlino, alla Cincinnati Opera e a Helsinki, La traviata (Giorgio Germont) alla Staatsoper di Amburgo e alla Semperoper di Dresda; Il barbiere di Siviglia (Figaro) all’Opéra Comique di Parigi, al New National Theatre di Tokyo, alla Wiener Staatsoper; Don Giovanni (Leporello) al Maggio Musicale Fiorentino; L’elisir d’amore (Dulcamara) al Liceu di Barcellona, Un ballo in maschera (Renato) a Cagliari.

Particolarmente apprezzato come interprete rossiniano, Roberto de Candia ha debuttato al Rossini Opera Festival di Pesaro nel ruolo di Parmenione ne L’Occasione fa il ladro (1996) e negli anni successivi vi è ritornato per numerose produzioni, fra le quali Il signor Bruschino (Bruschino Padre), Adina, ovvero il Califfo di Bagdad, Il viaggio a Reims (Prudenzio), La Cenerentola (Dandini), Il turco in Italia (Prosdocimo), Le Comte Ory (Raimbaud).

La sua vasta discografia include Corradino di Galante, Saffo di Pacini, la Messa di Gloria di Mascagni, La cenerentola (ROF Edition), oltre a Il turco in Italia (vincitore del Gramophone Award) e La bohème, in entrambi i casi con la direzione di Riccardo Chailly per la Decca.

Impegni recenti: Pietro il Grande e Messa di Gloria al Festival Donizetti di Bergamo; La traviata al Teatro San Carlo di Napoli; Don Pasquale (ruolo titolo) alla Wiener Staatsoper; Falstaff al Teatro Real di Madrid; Il barbiere di Siviglia (Figaro) in tournée in Giappone e al Teatro Comunale di Bologna; L’elisir d’amore (Dulcamara) alla Den Norske Opera di Oslo; Falstaff al New National Theatre di Tokyo; Regio di Torino; Rigoletto (debutto nel ruolo) al Teatro Coccia di Novara.

Progetti futuri: Falstaff a Las Palmas; Die Zauberflöte (Papageno) al Teatro San Carlo di Napoli; Don Pasquale e Simon Boccanegra (Paolo Albiani) al Teatro Regio di Torino; Le Comte Ory con la Münchner Rundfunkorchester a Monaco di Baviera; Il barbiere di Siviglia a Savonlinna; Così fan tutte a Siviglia; La bohème (Marcello) al Liceu di Barcellona; L’elisir d’amore (Dulcamara) al NNT di Tokyo.

 

SOFIA FRIZZA

Nata nel 2011 in Spagna è figlia del soprano Davinia Rodríguez e del direttore d’orchestra Riccardo Frizza.

Cresciuta in un ambiente pieno di stimoli musicali e teatrali, adora cantare e recitare.

All’età di tre anni fa il suo debutto scenico nella produzione di Peter Kazeras de La bohème di Puccini alla Dallas Opera come “piccola Parpignol”.

Aveva solamente 6 anni quando viene inserita come ospite nel coro di voci bianche di Las Palmas, nella produzione di Turandot diretta da Sara Schinasi, al Festival de Opera di Las Palmas de Gran Canaria.

Nel 2018 In tour con il Teatro dell’Opera di Roma a Muscat (Oman), interpreta la piccola figlia di Colombina affiancando la madre, nella produzione di Franco Zeffirelli dei Pagliacci di Leoncavallo.

Sofia è bilingue e studia pianoforte sotto la guida del padre e ama cantare sotto la guida della madre.

 

 

LUCIANO GANCI

Considerato una delle voci più interessanti della nuova generazione, muove i primi passi nel Coro della “Cappella Musicale Pontificia Sistina” diretta dal Maestro Domenico Bartolucci. Studia sin da bambino canto, pianoforte ed organo conseguendo i diplomi presso i conservatori di Santa Cecilia di Roma, Licinio Refice di Frosinone ed Ottorino Respighi di Latina. Agli studi musicali affianca quelli tecnici conseguendo il diploma di Geometra. Successivamente studia Ingegneria Civile laureandosi in Urbanistica e Pianificazione Territoriale. Dal 2006 intraprende lo studio della Lirica perfezionandosi con Otello Felici.

Tenore dalla voce ampia e luminosa, in attività dal 2009 con debutti ne Le Nozze di Figaro ed in Gianni Schicchi, debutta nel 2010 il ruolo di Alfredo ne La Traviata di Giuseppe Verdi, ben presto seguito da ruoli pucciniani di Rodolfo ne La Bohème e Pinkerton in Madama Butterfly e, l’anno seguente, da Oronte ne I Lombardi alla Prima Crociata e Turiddu in Cavalleria Rusticana.

Il 2012 segna ufficialmente il debutto a livello internazionale, con La Traviata a Salisburgo. Pochi mesi dopo debutta ne L’amico Fritz di Mascagni, e in quello stesso anno canta il Christus Am Oelberge di Beethoven, il Requiem di Mozart e Il Trovatore di Verdi. Sempre nel 2012 incide un disco di brani inediti di Mascagni per l’etichetta Chandos. Da quel momento, i debutti si susseguono con  Il Corsaro, Nabucco, Attila e la Messa di Requiem di Giuseppe Verdi nel 2013, Mario Cavaradossi nella Tosca di Puccini, Macduff nel Macbeth di Verdi e la IX Sinfonia di Beethoven nel 2014, Rodolfo nella Luisa Miller di Verdi, Amenofi nel Mosè di Rossini (disponibile in DVD) e Pollione nella Norma di Vincenzo Bellini nel 2015, Carlo VII nella Giovanna d’Arco (disponibile in DVD) di Verdi nel 2016, Gustavo III in Un Ballo in Maschera, il ruolo del titolo in Stiffelio di Verdi (disponibile in DVD), la Messa di Gloria di Puccini e Don José nella Carmen di Georges Bizet nel 2017.

I debutti più recenti, nel 2018 la Francesca da Rimini di Riccardo Zandonai, Edgardo in Lucia di Lammermoor di Donizetti, la Petite Messe Solennelle di Rossini: nel 2019 il ruolo di Don Alvaro ne La Forza del Destino di Verdi  ed Andrea Chénier. Nel 2020 si aggiunge il ruolo di Radamès nell’Aida.

Ha cantato al Teatro alla Scala di Milano, Teatro di San Carlo di Napoli, Arena di Verona, Teatro Massimo di Palermo, Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, Festival Verdi di Parma, Teatro Regio di Parma, Haus Fur Mozart di Salisburgo ed Opernhaus di Graz, Konzerthaus di Berlino, Palau des Art de la Reina Sofia di Valencia, Teatro Liceu di Barcellona, Arena Sferisterio di Macerata, Teatro Petruzzelli di Bari, Herodes Atticus di Atene, Edmonton Opera in Canada, Bolshoi di Mosca e Marinskij di San Pietroburgo in Russia, Opera di Anversa e Gent in Belgio, Royal Opera di Muscat in Oman, Teatro di Abu Dhabi negli Emirati Arabi, Teatro di Astana in Kazahstan, NCPA di Pechino, Hyogo Opera Festival in Giappone, Art Center di Seoul ed allo Spring Festival di Budapest.

Ha tenuto concerti e recital a Roma, Napoli, Parma, Carrara, Milano, Brescia, Padova, Ancona, Perugia, Lucca, Verona, Busseto oltre che in India, Canada, Svizzera, Slovenia, Repubblica Ceca, Corea, Giappone, Ungheria, Oman, Malta, Ucraina e Russia.

 

JESSICA PRATT

Jessica Pratt figura tra le principali interpreti odierne del repertorio belcantista più formidabile. Ambita dai teatri più prestigiosi, si è esibita come protagonista negli importanti contesti de La Scala di Milano, della Royal Opera House di Londra e del Metropolitan di New York.

Una delle cantanti più attive del momento, con un fittissimo calendario internazionale, ha debuttato, nello spazio di una decade, in oltre trentacinque ruoli, dal Sud America all’Australia su palcoscenici quali Parigi, Zurigo, Venezia, Firenze, Roma, Napoli, Vienna, Berlino, Barcellona, Amburgo, Rio de Janeiro e Sydney e collaborando con direttori d’orchestra quali Santi, Nagano, Frizza, Abbado, Oren, Rizzi, Minkowski, Noseda, Pidò, Thielemann e Dudamel.

Ospite ambita di orchestre e festival internazionali, si è distinta nella sua carriera anche per la riscoperta e riproposizione di molte opere rare ed inedite.

Da tempo riconosciuta come raffinata interprete del repertorio rossiniano, ha ricoperto i ruoli comici e drammatici di tredici eroine del compositore pesarese incidendo per il Rossini Opera Festival svariati inediti e contribuendo attivamente a diffondere la sua opera nel mondo.

Analogamente, oltre quaranta diverse produzioni donizettiane, la parallela e ripetuta collaborazione con il festival bergamasco e la dedizione alla riscoperta e diffusione del belcanto fanno di Jessica Pratt uno dei sui alfieri odierni più rilevanti. Altre collaborazioni festivaliere includono Belcanto at Caramoor di New York, l’Arena di Verona, il festival Verdi di Parma, il Festival Granda di Lima, il Savonlinna Opera Festival e il Dortmund Musikfest.

Nata in Inghilterra, cresciuta in Australia ma ormai adottata dall’Italia dove affina i suoi ruoli sotto la guida di Lella Cuberli, Jessica Pratt, ha costruito le fondamenta della sua carriera iniziando a cantare nei teatri di tradizione italiani e facendosi progressivamente conoscere dal grande pubblico internazionale.
Per quest’anno è prevista l’uscita del suo ultimo disco con l’orchestra e il coro del Maggio Musicale Fiorentino diretta da Riccardo Frizza, che ha come tema la “pazzia” nel melodramma italiano.
I suoi prossimi impegni includono, oltre ad un ritorno al Metropolitan di New York, anche nuovi concerti al Théâtre des Champs Elysées di Parigi, al Teatro Real di Madrid e presso la Tchaikovsky Concert Hall di Mosca.

 

DAVINIA RODRIGUEZ

Nata a Las Palmas, ha iniziato a studiare canto al Conservatorio della sua città sotto la guida di Leopoldo Rojas O’ Donell. Successivamente ha frequentato la Scuola “Reina Sofia” a Madrid con Teresa Berganza e si è perfezionata con Martina Arroyo a New York e con Raina Kabaivanska a Modena. Attualmente perfeziona il suo repertorio con Sylvia Sass.

Si è imposta fin da giovanissima all’attenzione del pubblico cantando nei maggiori teatri spagnoli. In breve tempo ha debuttato importanti ruoli come Despina nel Così fan tutte, Contessa ne Le nozze di Figaro, Carolina nel Matrimonio segreto, L’Elisir d’Amore (Giannetta e Adina), nonché Il viaggio à Reims (Contessa di Folleville e Madama Cortese) presso il Rossini Opera Festival di Pesaro. Ha collaborato con importanti direttori d’orchestra fra i quali Jesus Lopez Cobos, Placido Domingo, Jeffrey Tate, Alberto Zedda, Nicola Luisotti, Gianandrea Noseda, Donato Renzetti, Riccardo Frizza, solo per nominarne alcuni. Ha cantato il ruolo della Regina della notte (Die Zauberflöte) alle Settimane Musicali di Stresa con la direzione di Gianandrea Noseda e la regia di Michele Placido, al Teatro Carlo Felice di Genova e all’Opera di Stoccarda.

Si segnalano inoltre le interpretazioni di Maria in West Side Story a Parigi e Vienna; la Princesse, le Rossignol e le Feu ne L’enfant et les sortilèges di Ravel al Teatro San Carlo di Napoli con la direzione di Jeffrey Tate; Zerlina in Don Giovanni con la direzione di Nicola Luisotti alla Suntory Hall di Tokyo; Micaela in Carmen a Cremona, Brescia, Pavia, Como. Ha interpretato il ruolo Marie alla prima rappresentazione assoluta di Le malentendu di Matteo D’Amico al Macerata Opera Festival. Ha interpretato L’Italiana in Algeri al Teatro Real di Madrid e all’Ópera de Las Palmas, La vedova allegra al Teatro Carlo Felice di Genova e a Verona, Un giorno di regno (Marchesa del Poggio) a Parma, Così fan tutte alla Tokyo Suntory Hall e Juditha Triumphans a Macerata. È stata acclamata interprete di Violetta ne La traviata a Bilbao, Lucia nella Lucia di Lammermoor e Eurydice nell’Orphée et Eurydice alla Seattle Opera, Luisa Fernanda con Placido Domingo alla Florida Grand Opera e a Valencia, Musetta di La bohème a Dallas e si è esibita nella Medea al Festival della Valle d’Itria di Martina Franca.

Nelle ultime stagioni ha ampliato il suo repertorio cantando all’ABAO-OLBE di Bilbao (Turandot, Don Giovanni), al Gran Teatre del Liceu di Barcellona (Simon Boccanegra), al Festival di Spoleto (Le nozze di Figaro, Don Giovanni), al Theater an der Wien (I Due Foscari, Macbeth), al Teatro Regio di Torino (Pagliacci), allo Sferisterio di Macerata (Turandot) e al Teatro San Carlo di Napoli (Le Nozze di Figaro, Simon Boccanegra).

Nella stagione 2017-2018 risaltano il suo debutto come Marguerite (Faust, Gounod) a Modena, Reggio Emilia e Piacenza; il suo debutto come Thaïs (Thaïs, Massenet) presso il National Centre for the Performing Arts di Pechino (Cina); il suo primo Requiem di Verdi al Palau de la Musica Catalana di Barcellona, Nedda nei Pagliacci al suo debutto alla Royal Opera House Muscat (Oman), il suo ritorno al Teatro dell’Opera di Las Palmas con Liù in Turandot di Puccini e un concerto con l’Orquesta Sinfónica de Tenerife.

Ha iniziato la stagione 2018-2019 con il ruolo di Lady Macbeth al Festival Verdi di Parma; ha anche cantato Donna Elvira in Don Giovanni a Beijing e Luisa Fernanda a Oviedo. Ha iniziato la stagione 2019-2020 con il suo debutto come Floria Tosca al Teatro Regio di Torino (ottobre 2019). Tra i suoi prossimi impegni anche il debutto al Festival Donizetti di Bergamo e al teatro dell’opera La Monnaie / De Munt a Bruxelles, nonché il suo ritorno al Festival Verdi di Parma.

 

GIORGIA SERRACCHIANI

Nata a Roma, dopo gli studi di conservatorio di canto e pianoforte si perfeziona all’Accademia Santa Croce di Trieste debuttando ne Le Nozze di Figaro e  L’Elisir d’Amore, passando in breve tempo al repertorio verdiano e verista con debutti in Un Ballo in Maschera, Tosca, La Bohème e Cavalleria Rusticana.

Nel repertorio sacro ha affrontato partiture come Requiem, Vesprae Solenne de Confessore, Messa Incoronazione di Mozart e Petite Messe Solennelle di Rossini.

 

NICOLA ULIVIERI

È ormai una presenza stabile nel panorama lirico internazionale. Dotato di voce di particolare bellezza, unisce a questa la sua linea di canto e lo fanno interprete prezioso per il bel canto grazie anche alla sua ottima presenza scenica. Presente da anni nei principali cartelloni internazionali è stato ospite al Teatro alla Scala in diverse occasioni, al Regio di Torino, alla Fenice di Venezia, all’Opera di Roma, al San Carlo di Napoli, all’Accademia di Santa Cecilia, al Verdi di Trieste, al Comunale di Bologna, al Comunale di Firenze, al Teatro Massimo di Palermo, al Carlo Felice di Genova, al Filarmonico di Verona, al Rossini Opera Festival di Pesaro e in tanti altri. All’estero è stato ospite al Metropolitan Opera House di New York, al Festival di Salisburgo, al Festival di Aix en Provence, al Theater an der Wien, all’Opera di Washington, al Teatro Real di Madrid, al Liceo di Barcellona, al Festival di Edimburgo, al La Monnaie di Bruxelles, all’Opera di Lyon, alla Welsh National Opera, all’Opera di Los Angeles, al Teatro Colon di Buenos Aires, al Musica Festival di Strasburgo, al Palau de las Artes di Valencia, al Teatro Sao Carlos di Lisbona, alla Staatsoper di Amburgo, al Dresden Music Festival, alla Konzerthaus di Vienna, Festival di Musica delle Canarie. Ha anche partecipato a concerti con la Royal Philarmonic, la Philarmonie di Munich, la Filarmonica di Tel Aviv e Radio France. È stato diretto da importanti direttori d’orchestra quali Claudio Abbado, Zubin Mehta, Kent Nagano, Daniele Gatti, Nikolaus Harnoncourt, András Schiff, Michele Mariotti, Daniel Harding, Jesùs Lopez Cobos, Gianandrea Noseda, Jordi Savall, Fabio Luisi, Lu Jia, Daniel Oren, Marcello Viotti, Alain Lombard, Rinaldo Alessandrini, Roberto Abbado, Carlo Rizzi, Gianluigi Gelmetti e James Colon. Gli è stato conferito il Premio Abbiati della Critica Italiana per le sue interpretazioni mozartiane. Tra i suoi impegni si possono segnalare: Don Alfonso nel Così fan tutte a Bologna e Berlino, Il Viaggio a Reims ad Amsterdam a Mosca, Roma, Copenaghen, I Puritani a Torino, Montpellier, Palermo e Barcellona, Il Flauto magico a Bologna, L’Italiana in Algeri a Treviso, Ferrara e Trieste, Benvenuto Cellini a Roma, Il Barbiere di Siviglia a Bilbao, Roma, Dresda, Norma a Macerata, La Sonnambula a Parigi e Firenze, Muscat e Torino, Roméo et Juliette a Barcellona, Ricciardo e Zoraide a Pesaro, Peter Pan e Pulcinella a Stresa, La donna del lago a Marsiglia, Don Giovanni a Tokyo, Palma de Mallorca e Trieste, Maria Stuarda a Parigi Don Pasquale a Buenos Aires e Firenze, I Capuleti e i Montecchi a Roma, La Passione secondo Matteo a Torino, La Bohème a Minorca.

 

GIUSEPPE PALELLA

Vincitore del prestigioso Premio Abbiati 2019, da 15 anni firma i costumi di molteplici opere e balletti.

Formatosi come scultore all’Accademia delle Belle Arti di Bologna, ha affiancato gli studi lirici presso Conservatorio G.B. Martini nella stessa città.

Successivamente ha intrapreso una decennale collaborazione con il regista Fabio Ceresa su numerosi progetti d’opera soprattutto barocca.

 

FEDERICO PELLE

Federico Pelle, originario di Parma, vive e lavora a Vicenza. Il suo studio di registrazione, Basement Studio, é una consolidata realtà, attiva da più di 20 anni nel settore della Musica, del Cinema, del Broadcast e del Gaming. In qualità di compositore di musica per balletto, ha collaborato con suo fratello Marco, coreografo di fama internazionale (Alessandra Ferri, Roberto Bolle, Beatrice Carbone, New York Theatre Ballet, American Ballet tra gli altri) con sede a New York. In qualità di tecnico di registrazione, vanta collaborazioni ed incisioni per le più importanti etichette discografiche di Musica Classica ed Antica (Glossa, Naxos, Brilliant Classics, Tactus tra le atre) oltre a numerosissime collaborazioni con alcuni degli artisti più importanti nel panorama nazionale, tra cui Patrizia Laquidara (vincitrice della Targa Tenco nel 2011 con il disco “Il Canto dell’Anguana”). Molto attivo nell’ambito dell’uso combinato di tecnologia analogica e digitale, collabora con alcune delle più importanti aziende europee legate al mondo del gaming (Localsoft, Electronic Arts) ed é endorser di diversi produttori di strumentazione professionale da studio (Warm Audio, Softube, Schoeps). Dal 2013 é docente di Elettroacustica presso il Conservatorio di Musica “A. Steffani” di Castelfranco Veneto.

 

MARINO NICOLINI

Nato a Mantova si è diplomato in pianoforte sotto la guida del M°Nando Salardi e in violino sotto la guida del M°Ferruccio Sangiorgi. Si è poi perfezionato pianisticamente con il M°Renzo Bonizzato.

Vincitore di più di 20 concorsi tra cui il “Pietro Montani” (1° premio) il “Sergej Rachmaninov” (2° premio), il “Franz Liszt” (1° premio) e il “Johannes Brahms” di Portschach per musica da camera (2° premio).

Si è esibito in diverse formazioni e con importanti solisti quali Giampaolo Pretto (flauto), Emmanuel Pahud (flauto), Froydis Ree Wekre (corno), Leo Nucci (baritono), Kristyan Johannsson (tenore), Alberto Gazale (baritono), Raffaella Angeletti (soprano), Norma Fantini (soprano), Gail Gilmore (soprano) e parecchi altri ancora.

Ha collaborato con l’Opera di Monte-Carlo e con in “Festival Alfredo Kraus” all’Opera di Las Palmas di

Gran Canaria.

Ha al suo attivo numerose registrazioni discografiche tra cui l’integrale delle sonate di Brahms per violino e pianoforte, una selezione di preludi di Rachmaninov, sonate romantiche per flauto e pianoforte. Di recente pubblicazione un cd doppio (Debussy) per Warner Classic dove ha collaborato ad un progetto di Giampaolo Pretto. Attualmente è docente al Conservatorio “Arrigo Boito” di Parma.

CRITICA ……… l’interpretazione di Marino Nicolini della Parafrasi sul Rigoletto di Liszt è stata mozzafiato

……… (NICE-MATIN, Nizza)

……… ricco di doti digitali e di capacità comunicativ……… una mano bella e generosa, un gusto talvolta

carico nell’enfatizzare i momenti salienti, la spavalda disposizione ad affrontare le difficoltà della pagina di

getto ……… (LA GAZZETTA, Parma)

……… ha saputo tradurre magistralmente queste sfaccettature, dimostrando eccezionale padronanza tecnico-stilistica, superando con agilità i passaggi più ardui e mantenendo la costante “tensione” nel

discorso musicale, nobilitato dalla qualità di tocco

……… un bis seducente (Chopin-Godowsky) letto in maniera magistrale ……… (L’ARENA, Verona)

……… camerista raffinatissimo, pianista di sublime tocco e di grande esperienza ……… (LA NAZIONE,

Arezzo)

……… una tecnica straordinaria e una fine cantabilità ………(LA VOCE, Alessandria)

……… è provvisto di doti naturali non comuni e di fresca musicalità. Possiede tutta l’agilità necessaria

per affrontare anche le pagine più ostiche ……… (LA GAZZETTA, Mantova)

 

 

ENRICO OMODEO SALÈ

Enrico Omodeo Salè, classe 1981, regista di cortometraggi, documentari e videoproduzioni.

Appassionato di cinema sin dall’adolescenza, gira il suo primo cortometraggio all’età di 21 anni. Dopo la laurea specialistica  in “scienze e tecniche dell’interculturalità” all’università di Trieste, con una tesi in filmologia sul regista senegalese Sembene Ousmane”, incomincia l’attività di cineasta e videomaker, vincendo premi in alcuni festival italiani e europei.

Omodeo Salè è uno degli organizzatori dello storico Cineforum Nord di Novara.

Svolge laboratori audiovisivi e cineforum nelle scuole medie inferiori e superiori della sua regione.

Ha realizzato in varie parti d’Italia mostre fotografiche d

La modalità dello smart working applicata al teatro e alla lirica in particolare. Così nasce Alienati la prima Opera Smart Working ideata e prodotta da Fondazione Teatro Coccia che andrà in onda a partire da sabato 11 luglio 2020 alle ore 20:30 sulla piattaforma OnTheatre, la prima piattaforma di streaming on demand interamente dedicata al teatro, e sarà raggiungibile sia dal sito del teatro www.fondazionetatrococcia.it sia dal portale www.ontheatre.tv.

Il lavoro nasce a fine marzo 2020 da un’idea del direttore del Teatro Coccia, Corinne Baroni, che nel periodo di maggiori restrizioni legate al lockdown e alla sospensione forzata dell’attività teatrale, ha riunito una task force di compositori, autori, registi, cantanti per dare vita a un lavoro inedito che trae spunto dall’isolamento casalingo.

Alienati è la storia di un gruppo di personaggi cui è richiesto, a causa di un’invasione – naturalmente aliena – di restare a casa, ma questo avvertimento genera inevitabilmente reazioni inaspettate da parte di tutti. Snodo di quasi tutti i racconti è uno psicologo che tiene le redini della vita di una nutrizionista, salutista vegana praticante yoga con lampade ayurvediche al sale accese h 24 perennemente stressata e tradita, a sua insaputa, dal marito; un ladro gentiluomo svaligiatore d’appartamento professionista, adesso n crisi per mancanza di lavoro e in cerca di evasione (in tutti i sensi); una bellissima donna single costantemente alla ricerca dell’anima gemella da coinvolgere in aperitivi prolungati (tentata dal fascino pericoloso del Ladro). Questi condividono intrecci di vite con una mamma insoddisfatta single e con l’hobby di distruggere le famiglie degli altri portando via i mariti, ma il tutto tenendo iperprotetta la sua angelica e pura figlioletta; un musicista, cantante, maestro di tutto ciò che ci può essere di musicale, seguito (poco) in rete da una enorme schiera di allievi, al 90% cinesi che non parlano l’italiano, ridotto a organizzare flashmob canori condominiali; uno chef, sedicente esperto di gastronomia, ma che in realtà  si nutre di scatolame e junk food, non sapendo cucinare nulla; un avvocato di nome Garbugli, marito della nutrizionista e amante della rovina famiglie.

Il cast di interpreti di questi personaggi alienati è formato da voci di altissima caratura e fama internazione: nel ruolo dello psicologo il baritono Alfonso Antoniozzi, la nutrizionista è il mezzosoprano Daniela Barcellona, il ladro gentiluomo è il basso baritono Nicola Ulivieri, la bella signora single è il soprano Jessica Pratt, la mamma insoddisfatta è il soprano Davinia Rodriguez, sulla scena con la figlia Sofia Frizza, il musicista è il tenore Luciano Ganci, in scena con il soprano Giorgia Serracchiani, lo chef il baritono Roberto De Candia.

Particolarità dell’opera sta nella sua realizzazione artistica e creativa: i cinque compositori, Federico Biscione, Alberto Cara, Cristian Carrara, Federico Gon e Marco Taralli, hanno composto le arie per i protagonisti dell’opera condividendo a distanza suggestioni e mondi musicali. Il soggetto à stato affidato alla penna di Stefano Valanzuolo, Vincenzo De Vivo lo ha reso un libretto dal sapore divertente e a tratti irriverente. L’aspetto scenico e l’abbigliamento dei protagonisti saranno studiati da Giuseppe Palella. In “scena” anche un pianoforte, suonato da Marino Nicolini. La magia di mettere insieme tutti questi elementi è nelle mani del regista Roberto Recchia, con il supporto di Federico Pelle, tecnico del suono che raccoglierà tutti i contributi audio li mixerà per dare profondità e chiarezza di suoni a un’orchestra virtuale e di Enrico Omodeo Salè come assistente alla regia.

Tutto quello che il pubblico vedrà e ascolterà in Alienati è stato infatti ripreso autonomamente dal cast artistico dalle proprie abitazioni, dove si è potuto unicamente avvalere dei propri smartphone. Un’operazione unica nel genere della produzione di opera lirica, che nasce con un linguaggio specifico per la fruizione da casa. Il lavoro si è svolto da metà aprile con convocazioni e piani prove condivisi, esattamente come fossimo in teatro, ma è avvenuto tutto sulle piattaforme per meeting che ormai abbiamo imparato tutti a conoscere bene in questi mesi – commenta il direttore Corinne Baroni –  Tengo particolarmente a dire che questo non sostituisce né sostituirà mai l’unicità dello spettacolo vissuto dal vivo – prosegue – ma vuole dare un segnale: anche nei momenti di difficoltà il teatro è in grado di attingere alle proprie risorse di creatività, può ancora comunicare col pubblico, anche se a distanza, e rassicurare gli artisti perché c’è ancora modo per scrivere, suonare, cantare, creare…”.

Ma la novità di Alienati non è solo questa. Al pubblico che assisterà all’opera verrà data l’opportunità di scegliere il “destino” dei personaggi trovandosi di fronte a veri e propri bivi. La fruizione da casa rende gli spettatori anche protagonisti del racconto potendone decidere gli sviluppi. Il libretto dell’opera sarà inoltre tradotto in tre lingue (inglese, spagnolo, cinese) e l’opera sarà messa in onda con la scelta dei sovratitoli in italiano o in inglese. Sarà, inoltre, promossa sui canali social oltreoceano grazie alla neonata collaborazione con The Center for Contemporary Opera, compagnia d’opera con sede a New York.

Alienati sarà disponibile a pagamento sulla piattaforma OnTheatre. 

La prima dell’opera è stata preceduta da un importante lavoro multimediale, curato dal regista Roberto Recchia, per avvicinare il pubblico conoscendo sempre qualcosa di più su Alienati. Tutti i video sui canali Facebook, Instagram, Twitter e YouTube del teatro. A questo link la playlist su YouTube.

Smart working mode for theatre and especially opera. This is how
Alienati was born: the first Smart Working Opera conceived and produced by Fondazione Teatro Coccia, which will be broadcast online on OnTheatre starting at 8.30 pm on July, 11th, 2020.
During the period of forced suspension of theatrical activities, the management of the theatre has assembled a task force of composers, authors, directors, singers to create an unpublished work that draws
inspiration from isolation, to generate connections.
The Coccia Theatre hasn’t stopped” – declares Corinne Baroni, general and artistic manager – “As I have often said and will continue to say. From the first moment of lockdown we continued to keep the
light of art alive, and keep the public company at home, from home. But I wanted to do something more, I wanted artists to feel the closeness of our theatre, to understand that there is still a way to write, play, sing, create… I know these means will never replace the uniqueness of a live show, but it will give a true example of how art never stops, and much more: it will also offer a sense of solidarity and community “.

Alienati deals with a group of characters who are required, due to an alien invasion, to stay home, but this warning inevitably generates unexpected reactions from everyone. The focus is a psychologist (interpreted by Alfonso Antoniozzi) who holds the reins of the life of a nutritionist (Daniela Barcellona), stressed and betrayed by her husband; a gentleman thief (Nicola Ulivieri), in crisis due to lack of work, and in search of evasion (in every sense); a beautiful single woman (Jessica Pratt) constantly in search of a soul mate to share prolonged aperitifs. These characters lives are intertwined with a single mother (Davinia Rodriguez), and her hobby of destroying other families whilst keeping her angelic and pure little daughter (Sofia Frizza); a musician (Luciano Ganci), singer, followed online by a huge group of students, and his wife (Giorgia Serracchiani) reduced to organizing flashmob events and songs in the condominium; a chef (Roberto De Candia), self-styled culinary expert, but who actually feeds on prepacked and junk food.

Particularity of the work: the five composers, Federico Biscione, Alberto Cara, Cristian Carrara, Federico Gon and Marco Taralli, composed the arias for the protagonists sharing their suggestions and musical worlds at a distance. The subject was written by Stefano Valanzuolo, and Vincenzo De Vivo transformed it into a libretto, with a funny and sometimes rather irreverent flavor. The magic of putting all these elements together is the work of director Roberto Recchia, with the support of Federico Pelle, sound engineer, who will collect the audio contributions mixing them to give depth and clarity of sounds to a virtual orchestra, and Enrico Omodeo Salè as assistant director. The costumes of the protagonists were created by Giuseppe Palella. In “scene” there is a piano, played by Marino Nicolini.

But Alienati isn’t just all of this. The audience will be given the opportunity to decide the “destiny” of the characters, as they face their life choices. In this way the viewers become an actual part of the plot, as they decide the outcome of the story themselves.

The booklet is also translated into three languages (English, Spanish, Chinese) and the work will be aired with the choice of Italian or English surtitles. It will also be promoted on overseas social channels thanks to the newborn collaboration with The Center for Contemporary Opera, an opera company based in New York.

For more information, visit the theatre’s Facebook, Instagram,
Twitter and Youtube channels.

Scarica il libretto dell’opera

ITALIANO

Download opera libretto

ENGLISH

SPANISH

CHINESE

Dall’11 Luglio 2020

ONTHEATRE

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