Fondazione Teatro Coccia

 

 

 

 

 

La Stagione del Teatro Coccia > Prosa>Buonanotte Mamma



“BUONANOTTE MAMMA”
di Marsha Norman
con Gaia De Laurentiis e Valeria D’Obici
Regia di Nora Venturini
Musiche originali di Henryk Topel
Scene di Alessandro Chiti
Produzione - Compagnia del Teatro della Cometa
PROSA

Sabato 10 marzo 2007 ore 21,00 - Turno A
Domenica 11 marzo 2007 ore 16,00 - Turno B


 

TRAMA

 Jessie e Thelma Cates, la figlia e la madre, vivono insieme in una quotidianità apparentemente calma, fatta di azioni sempre uguali e conosciute, in una casa situata su una strada in aperta campagna. C’è una familiarità fra queste due donne, che viene dall’aver vissuto insieme per molto tempo, si intendono tra loro senza lunghi discorsi e c’é un senso di rassicurante consuetudine nel modo in cui si rapportano l'una a l'altra. Naturalmente ci sono anche complicazioni, che vengono dalla consuetudine. Thelma, la madre, ha circa sessant’anni, comincia ad accusare l’età, e se la prende comoda appena può, o quando questo le permette di raggiungere lo scopo di farsi aiutare da qualcuno. Le piace parlare, ed é convinta che le cose siano quelle che lei dice che sono. Jessie, sua figlia, ha circa quarant’anni, di norma non ha molta voglia di parlare, ma la sera in cui comincia la nostra storia non é una sera come tutte le altre, perché dopo una esistenza fatta di ripetute delusioni, tra cui un matrimonio fallito, Jessie ha preso una decisione, ed é determinata ad andare
fino in fondo. Ed é una decisione che una madre non può accettare.

NOTE DI REGIA

“Buonanotte mamma” di Marsha Norman è uno di quei testi che non si riescono a leggere in modo critico, distaccato, analitico. Il racconto di questa resa dei conti madre-figlia, che si consuma in tempo reale, ci inchioda alla pagina, con una carica emotiva fortissima, che non permette nessun distacco. Il realismo, quasi cinematografico, dell’azione, dei caratteri, dei dialoghi, parte con il passo lieve di un racconto minimalista, per gettarci, di colpo, dopo i primi cinque minuti, in un dramma sulla violenza e la coercizione dei rapporti familiari, che racchiude in sé la potenza della tragedia greca. La forza della sua scrittura, che l’ha reso un classico contemporaneo,sta nel portare veramente lo spettatore dentro la cucina di casa Cates , seduto sul divano di quel soggiorno come tanti della provincia americana, ma anche della nostra , arbitro impotente di un match in cui non ci saranno né vincitori né vinti .

Siamo inevitabilmente attratti dalla forza vitale di Thelma ,incarnazione dell’amore materno che inconsapevolmente succhia,schiaccia, vampirizza , donna forte ed energica che si trasforma, sotto i nostri occhi, in creatura fragile , combattuta dal bisogno istintivo di difendersi da quell’atto di accusa implicito nel gesto annunciato di Jessie, e il tentativo goffo, violento,tenero, vanamente disperato, di evitarlo.

Ma,contemporaneamente,siamo anche contagiati dalla lucida follia della figlia, dalla logica con cui motiva la sua scelta, dalla sua mancanza di patetismo, che le permette in alcuni momenti anche di parlare della sua condizione con auto ironia , dalla ribellione e dalla dignità con cui ha deciso di uscire di scena, per la prima volta in modo libero e consapevole , stanca di una vita dalla quale si sente estranea, segnata dall’ inutilità e dalla sconfitta.

Con dialoghi asciutti, essenziali, mai didascalici,in poco più di un’ora veniamo a conoscenza dell’intera vita di Jessie e Thelma, o almeno dei loro tratti più essenziali, del vissuto che le ha rese ciò che sono in quel momento, nell’ultimo atto, conclusivo e risolutivo, a cui lo spettatore è stato invitato ad assistere.

L’impatto ancora così vivo e deflagrante di questo interno domestico, dopo più di vent’anni dalla sua scrittura, sta nella abilità con cui la Norman solleva il coperchio sulla commistione di incomprensioni ,ricatti affettivi, ipocrisie,frustrazioni,rinunce, che si nascondono sotto l’apparente normalità dei legami familiari. Ci costringe, nostro malgrado, a guardarci dentro, a guardare dentro le nostre case, oltre la commozione, oltre la pietà,oltre l’indulgenza…

Nora Venturini


MARSHA NORMAN

Marsha Norman ha vinto nel 1983 il Premio Pulitzer grazie all’atto unico Night Mother (Buonanotte Mamma), un testo che le è valso numerosi altri premi, oltre alle nomination per quattro Tony Awards, e che nel 1986 è stato trasposto al cinema (su sceneggiatura dell’autrice), in un film interpretato da Sissy Spacek e Ann Bancroft, diretto da Tom Moore. In Italia la prima versione italiana della commmedia é andata in scena con la regia di Carlo Battistoni, interpreti Lina Volonghi e Giulia Lazzarini. Ad interpretare i due ruoli ci sono oggi Valeria D’Obici, attrice di cinema e teatro con una prestigiosa carriera, e Gaia De Laurentis, attrice nota al grande pubblico per le sue numerose apparizioni televisive ma che é nata professionalmente in teatro, entrambe infatti provengono dalla scuola del Piccolo Teatro di Milano.
Buonanotte Mamma è un bellissimo testo, commovente ed emozionante, una storia di sentimenti e sensibilità ferite dalla vita.
 

 

GAIA DE LAURENTIIS

Nata a Roma nel 1970, dove si è diplomata al Licée Chateaubriand, Gaia De Laurentis è nota al grande pubblico soprattutto come personaggio televisivo. Frizzante conduttrice di trasmissioni come Target e Ciro e simpatica maestra della serie Sei forte maestro, accanto ad E. Solfrizzi, tra il 1994 e il 1997 la sua bravura sul piccolo schermo è premiata con diversi riconoscimenti: tre Telegatti e due Premi Nazionali della Televisione. Sempre per la tv, negli anni seguenti presenta alcune importanti manifestazioni artistiche, tra cui l’ Italian Music Award, il Premio Strega e il Premio Recanati. La sua bravura e la sua bellezza vengono anche esportate all’estero. Gaia, infatti, è tra i personaggi di L’enfer vert di F. Bensoussan, film per il canale France 2. Nonostante, però, tutto questo successo televisivo, la prima passione di Gaia è il teatro. Giovanissima, nel 1987 vince una borsa di studio per il Piccolo Teatro Studio, diretto da G. Strehler, dove si diploma nel 1990. Da subito comincia la sua carriera teatrale, rivestendo importanti ruoli: da Margherita nel Faust di W. Goethe (regia di Strehler) a Elisa Doolitle in My Fair Lady di A. J. Lerner e F. Loewe (regia di M. R. Piparo), tratto da Pigmalione di G. B. Shaw. Recita inoltre nel celeberrimo Arlecchino servitore di due padroni di C. Goldoni (regia di Strehler), in Pulcinella al fianco di M. Ranieri (regia di M. Scaparro), in Sole ventriquatt’ore e Una serata indimenticabile di P. T. Cruciani e ne I monologhi della vagina di E. Ensler (regia di E. Giordano). Infine, è voce recitante insieme a M. Dapporto nella Missa solemnis di S. Rendine, eseguita dall’Orchestra dell’Aquila e cantata da J. Carreras, e in Pierino e il lupo di S. Prokofiev, eseguito dall’Orchestra del Conservatorio di Terni.
All’attivo ha anche la partecipazione in diversi film: Cuori al verde di G. Piccioni, Mi sei entrata nel cuore come un colpo di coltello di C. Calvi, La donna del treno di C. Lizzani, Così come la vita di R. Orlandi, Il caso Braibanti di F. Bernini.
 

 

VALERIA D’OBICI

Attrice teatrale e cinematografica, Valeria D’Obici, nata nel 1952 a Lerici (La Spezia), si fa le ossa alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano. La sua brillante carriera la vede impegnata in diverse compagnie teatrali, al fianco di nomi fra i più importanti del nostro teatro: con Franco Parenti al Salone Pierlombardo di Milano, nella compagnia di Eduardo De Filippo e, infine, nella “Compagnia Piccole Donne”. Fra le sue interpretazioni ricordiamo: La santa sulla scopa (scritto e diretto da Luigi Magni), Solo tu lo dici per l’Institut Pasteur e, infine, dieci commedie interpretate e dirette sempre per l’Institut Pasteur e rappresentate in tutto il mondo.
I tanti riconoscimenti ricevuti le vengono tributati, però, per i numerosi personaggi interpretati al cinema, anche se spesso relegata a ruoli di secondo piano: David di Donatello, Globo d’Oro della stampa estera ed Efebo d’Oro come migliore attrice protagonista per il film di Ettore Scola Passione d’amore, Premio Ischia per il cinema e ancora David di Donatello per Piso Pisello di Peter Del Monte, di nuovo David di Donatello per Uno scandalo per bene di Pasquale Festa Campanile, Premio De Sica al Festival di Venezia per 45° parallelo di Lamberto Bava, Premio del Festival Internazionale del Cinema di Sanremo come miglior attrice protagonista per La rosa bianca di F. Leopardi, Targa Valdamo Cinema per Dove siete io sono qui di Liliana Cavani, Targa Cinema e società per L’amico immaginario di Nico D’Alessandria. Altri film da ricordare sono: La vita continua di Dino Risi, Cuore di Luigi Comencini, Colpo di fulmine di Marco Risi, Cinema di P. Lefèvre, L’amore dopo di Attilio Concari, Patata – La regina degli scacchi di Claudio Florio, Il testimone dello sposo e La seconda notte di nozze di Pupi Avati, Come te nessuno mai di Gabriele Muccino e tanti ancora…
Valeria D’Obici partecipa inoltre ad alcune fiction televisive, sia in Italia che all’estero: L’avvoltoio sa attendere, Cane sciolto, Linda e il brigadiere 2, Augustus, Softwar, Fils de nobody.