Fondazione Teatro Coccia

 

 

 

 

La Stagione del Teatro Coccia > Danza, Operetta e Musical>Principessa Sissi


“LA PRINCIPESSA SISSI”
di Ernest e Hubert Marischka
Musica di Fritz Kreisler - versione italiana di Corrado Abbati
con Corrado Abbati
Maestro Concertatore e Direttore Marco Fiorini
Regia di Corrado Abbati
Compagnia di Operette Corrado Abbati - Inscena
OPERETTA

Sabato 16 dicembre 2006 ore 21,00 - Turno A
Domenica 17 dicembre 2006 ore 16,00 - Turno B

 

NOTE DI REGIA

La vicenda di Elisabetta detta Sissi, che a soli sedici anni va in sposa all’Imperatore d’Austria Francesco Giuseppe, ha tutti i caratteri della favola a lieto fine pur essendo un fatto storico documentato. Sissi è diventata uno dei personaggi ancora oggi più famosi ed amati, attorno alla sua figura è nata una leggenda romantica che si è concretizzata in un grande seguito popolare. A rinverdire il fascino di Sissi torna in teatro la sua storia in musica, quella stessa che ha ispirato celebri film interpretati da Romy Schneider. Lo spettacolo teatrale, che ha però dalla sua una forte impronta musicale ed è stato fonte di ispirazione del ciclo cinematografico, aveva debuttato al Theater an der Wien il 23 dicembre 1932. Scritto da Ernest e Hubert Marischka su musiche di Fritz Kreisler, lo spettacolo ebbe subito favorevoli accoglienze ed in breve divenne un grande successo. Del resto, l’ambiente della corte viennese, con i suoi amori, con il suo sfarzo e con i suoi intrighi, era la sede ideale per un’operetta, la forma teatrale che più di ogni altra ha saputo mitizzare regni e nobiltà. La nuova versione italiana elaborata da Corrado Abbati ha “riletto” la sceneggiatura, secondo le regole di vivacità tipiche dei suoi spettacoli, procedendo speditamente fra grandi quadri d’insieme, balli di corte e atmosfere da “capodanno a Vienna” dove il mito romantico costruito attorno all’incontro fra Sissi e l’Imperatore ritrova una vitalità che va ben oltre il sapore edulcorato della fiaba. Ne è uscito un grande e fastoso affresco della società imperiale e non è difficile intuire che la nuova messa in scena è frutto di un notevole sforzo produttivo. Del resto lo sfarzo dei costumi, l’eleganza delle scene e la cura dei particolari sono sempre stati una nota distintiva della Compagnia diretta da Corrado Abbati. Grande attenzione anche alla musica dove le melodie di Kreisler sono state “aiutate” in questa edizione da arguti accorgimenti alternando a pagine di lirico slancio sentimentale, trascinanti ritmi di estrazione popolare. Ovviamente grande risalto viene dato al valzer che appare esaltato dalla ricca e ben equilibrata strumentazione di Kreisler. Sissi è dunque uno spettacolo adatto a un pubblico di ogni età perché tutti, ancora oggi, vogliamo sognare, divertirci e commuoverci.

FRITZ KREISLER

Nato a Vienna il 2 febbraio 1875, riceve le prime lezioni di violino da suo padre, studia quindi con Jacques Auber, il maestro concertatore del Ringtheater di Vienna, con Joseph Hellmesberger d.j. (1882-85) in Conservatorio e con Anton Bruckner. Si reca poi a Parigi da Joseph Massart e Leo Delibes (1885-87), dove conclude i suoi studi in quel Conservatorio, ottenendo a dodici anni un importante primo premio. Intraprende con Moritz Rosenthal la sua prima tournée negli Stati Uniti. Ritornato a Vienna, gli viene rifiutato il posto di sostituto da Arnold Rose, maestro concertatore dei Filarmonici, con il pretesto che non sa leggere la partitura a prima vista. Ripone allora il violino per qualche tempo; riprende gli studi, s’iscrive alla facoltà di medicina ed assolve il servizio militare. Appena nel 1898 dà nuovamente un concerto per la cui preparazione impiega solo poche settimane, e fino al 1925 Kreisler gira il mondo impegnato nell'attività concertistica. Durante la prima guerra mondiale viene gravemente ferito; nel novembre del 1914 s’imbarca per New York ; dal 1925 al1932 vive a Berlino ed è qui che compone Sissi. Subito dopo l’ascesa al potere di Hitler emigra nel 1933 a Parigi ed assume la cittadinanza francese, ma nel 1939 deve abbandonare anche la Francia. Si trasferisce negli Stati Uniti e nel 1941 subisce nuovamente delle gravi ferite, questa volta causate da un incidente stradale a New York; si riprende tuttavia e continua a suonare sino al suo concerto d’addio - rimasto famoso - il 1° novembre 1947. In seguito non si esibirà più in pubblico, dedicandosi all’incisione discografica. Kreisler è molto attivo pure nel settore della musica da camera; nel 1901-02 costituisce un trio con il pianista Josef Hofmann e il violoncellista Jean Gerardy; alcuni anni più tardi diventano suoi partners Harold Bauer e Pablo Casals. Nel periodo tra le due guerre esegue musica da camera per piano e violino con Sergej W. Rachmaninov e Ferruccio Busoni. Questo geniale virtuoso è conosciuto anche quale compositore di brani presentati come elaborazioni di manoscritti da lui scoperti e perfezionati in maniera impeccabile, secondo gli stili di diverse epoche. Lo scherzo - se così si può chiamare - viene invece preso sul serio dai critici che spesso gli rinfacciano tale prova di bravura.

CORRADO ABBATI

Fondatore, insieme a Stefano Maccarini, della Compagnia di Operette Corrado Abbati, ne è il leader e il direttore artistico. In questa veste sceglie i titoli in repertorio, ne cura l’adattamento e la regia teatrale. E’ poi egli stesso interprete dei ruoli brillanti, ai quali conferisce modernità e credibilità scenica. Questa intensa attività ne fa il vero erede della migliore tradizione operettistica italiana. Raccogliendo il testimone da quanti lo hanno preceduto, ha contribuito a tenere viva l’operetta e a riportarla agli antichi splendori. Laureato all’istituto di Musicologia dell’Università di Parma sulla storia dell'operetta in Italia, ha poi vinto il primo premio alla prima edizione del Concorso nazionale per interpreti d’operetta Ercole d’oro. In seguito ha instaurato un proficuo rapporto di collaborazione con la RAI, dove è stato per alcuni anni regista-programmista. I suoi interessi sono però rivolti anche ad altre forme di teatro musicale: ha debuttato nell’opera lirica (Ubu re in prima mondiale) al Teatro Regio di Parma; successivamente ha interpretato con il Brecht-Ensemble L'opera da tre soldi ed ha poi partecipato alla messa in scena di L’assicurazione di Peter Weiss, prodotta dal Teatro di Porta Romana. Prima di dedicarsi interamente all’operetta è stato aiuto regista in importanti produzioni liriche al Comunale di Modena, al Regio di Parma, al Municipale di Piacenza e al Comunale di Ferrara.

LA COMPAGNIA DI CORRADO ABBATI

La storia della Compagnia di Operette Corrado Abbati si snoda in quasi vent’ anni di attività, durante i quali sono stati realizzati una quarantina di allestimenti. Dai titoli più noti e “popolari” come La vedova allegra, Cin-ci-là, Il Paese dei Campanelli, al recupero di operette meno famose, ma proprio per questo ancora ricche di fascino, come Frasquita o Il conte di Lussemburgo di Franz Lehàr, Madama di Tebe di Carlo Lombardo, L’acqua cheta e Addio Giovinezza di Giuseppe Pietri, Al cavallino bianco di Ralph Benatzky, Il Paese del Sorriso di Franz Lehàr e la commedia musicale Tea for two di Vincent Youmans. Tutto questo lavoro ha sempre perseguito la filosofia che ha condotto la Compagnia Corrado Abbati ad essere oggi leader nazionale del teatro d’operetta : scelte artistiche mirate, rigore organizzativo, grande professionalità artistica e tecnica negli allestimenti. Dal 1991 la Compagnia ha poi legato il proprio nome ad una vera e propria stagione d’operette, realizzata in collaborazione con il Teatro Municipale Romolo Valli di Reggio Emilia. Questo rapporto ha dato vita ad una serie di nuove produzioni rappresentate con grandi consensi su tutto il territorio nazionale e spesso riprese dai canali televisivi della RAI (Uno Mattina - Prima della Prima). Nel 1994, poi, un’altra importante collaborazione segna la vita della Compagnia a livello nazionale : la direzione dell’Ente Lirico Pier Luigi da Palestrina di Cagliari affida a Corrado Abbati l’allestimento di due spettacoli di operetta nell’ambito della stagione lirica del Teatro Comunale di Cagliari. Questo significativo rapporto, che si rinnova ogni estate, ha collocato definitivamente la Compagnia fra le più importanti realtà nel mondo dello spettacolo musicale italiano. Dal 2000 si è poi anche affiancata la prestigiosa collaborazione del Teatro Verdi di Trieste, promotore del Festival estivo dell’operetta, che ha concesso alla Compagnia l’allestimento scenico di Mario Catalano per La vedova allegra, a cui è seguito, nella successiva stagione, quello di Cin-ci-là firmato da Sergio D’Osmo e nel 2005 Il Paese dei Campanelli. Dalla grande tradizione musicale viennese alla “piccola lirica” italiana, la Compagnia diretta da Corrado Abbati ha continuato e continua ancora oggi a distinguersi per la varietà e la qualità degli allestimenti, svolgendo con entusiasmo un ruolo primario e fondamentale per la crescita e l’affermazione del teatro d’operetta in Italia.