Fondazione Teatro Coccia






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La Stagione del Teatro Coccia
> Eventi Speciali > Dee Dee Bridgewater

Kino Music in collaborazione con la Fondazione Teatro Coccia
presentano
"DEE DEE BRIDGEWATER’S
MALIAN PROJECT"
Il Jazz incontra l’Africa - Jazz & Mali
Lunedì 12 marzo 2007 ore 21,00
In prevendita dal 23 febbraio
Programma indicativo:
Afro Blue (Mongo Santa-Maria) – Footprints (Wayne Shorter) –
Compare to What (Mc Cann/Harris) – Four Women (Nina Simone)
– Bani (trad. Mali) – Demessien (Bassekou Kouyate) – Diarabi
(Oumou Sangare)
Interpreti :
Dee Dee Bridgewater – voce
Kabine Kouyate – voce
Fatoumata Kouyaté – voce
Yakhouba Sissokho – kora
Moussa Sissokho - djembé
Baba Sissoko – tamani, n’goni
Lansine Kouyate - balafon
Edsel Gomez – pianoforte
Ira Coleman – contrabbasso
Minino Garay – batteria e percussioni
PRESENTAZIONE

“Negli ultimi anni ho sentito il bisogno profondo di
ritrovare le mie origini africane. Non potendo risalire fino
alle radici che mi legano alla ‘madrepatria’, mi sono
rivolta alla musica, la musica africana.Speravo che
ascoltando la musica di alcuni paesi africani ne avrei alla
fine trovato una che mi avrebbe parlato con indiscutibile
forza spirituale. E così è stato per la musica del MALI. Il
“blues” maliano, la mia inspiegabile attrazione per la terra
rossa “simbolo di forza vitale e patria dei miei avi”, la
mia straordinaria somiglianza con la tribù maliana dei Peul:
tutto questo ha confermato l’intensa sensazione provata nel
primo viaggio a Bamako, Mali, nell’agosto 2004, la
sensazione che il Mali fosse la mia terra. Ero andata con
Jean Marie Durand, mio marito e compagno in queste
esplorazioni, e la nostra guida, “le guerrier” Cheick
Tidiane Seck, un pilastro della musica maliana.
Il desiderio di ritornare alla fonte della “percussione” è
nato con i ritmi sincopati delle composizioni di Horace
Silver, dopo l’uscita del mio CD Love and Peace: a Tribute
to Horace Silver (1996).
Il mio sogno è di fondere le voci del Mali, la musica e gli
strumenti popolari con le tradizioni vocali e musicali del
Jazz nero americano.
È arrivato il momento di sperimentare all’interno della mia
musica, così come hanno sempre fatto tutti i musicisti. Dato
che la voce è il primo strumento in assoluto, è importante
poterlo fare.”
Dee Dee Bridgewater – Settembre 2006
DEE DEE BRIDGEWATER

Denise Bridgewater nasce a Memphis, Tennessee. Ancora
giovanissima, inizia a cantare insieme a sua madre seguendo
i dischi di Ella Fitzgerald; suo padre, Matthew Garrett, era
musicista, insegnante di musica alla Manassas High School di
Memphis e trombettista nell'orchestra di Dinah Washington;
si deve quindi a lui l'interesse di Dee Dee per la musica.
A 16 anni è già una professionista, fa parte infatti di un
trio vocale di rock e rhythm'n'blues. Dopo varie esperienze
in altre band, si trasferisce a New York con il primo
marito, Cecil Bridgewater, per collaborare con Horace
Silver.
Nel 1971 Dee Dee entra nella Thad Jones-Mel Lewis Orchestra
per rimanervi quattro anni. Nello stesso periodo collabora
con molti grandi del jazz, tra cui Sonny Rollins, Pharoah
Sanders, Dizzy Gillespie, Dexter Gordon, Cecil McBee ed Max
Roach.
Nel 1974 appare nel musical The Wiz (Il mago di Oz)
nel ruolo di Glinda, la Strega buona del Sud, per il quale
ha ricevuto un Tony Award come "miglior attrice in musical"
e nello stesso anno realizza la sua prima incisione per
Atlantic, Dee Dee Bridgewater. Nel 1978 esce l'album Just
Family (Elektra-Asylum) con Chick Corea e George Duke.
Nel 1984 appare in un altro musical, Sophisticated Ladies,
e due anni dopo interpreta il ruolo di Billie Holiday nello
spettacolo Lady Day allestito a Parigi e poi a
Londra. Per questo ruolo riceve la nomina per il Laurence
Olivier Award come "Miglior attrice in musical".
Nel 1987 realizza l'album Live In Paris, che riceve
un'ottima accoglienza dal pubblico francese ed una nomina
per il Grammy Award come "Best Jazz Vocalist".
Nel 1988 si esibisce ad Amburgo in Cosmopolitan Greetings,
un'opera jazz di George Gruntz/Rolf Lieberman.
Nel 1989 viene pubblicato l'album Victim Of Love per
la Polydor, che contiene il brano Precious Thing, in
duetto con Ray Charles, che giunge in vetta alle
classifiche. Nel 1990 anche il pubblico italiano può
conoscere Dee Dee grazie alla vittoria riportata al Festival
di Sanremo in coppia con i Pooh con Angel of the Night,
versione inglese del brano Uomini Soli.
Nel 1991 partecipa a Black Ballad, diretto da Frank
Cassenti, e nello stesso anno viene pubblicato l'album live
Dee Dee In Montreux per la Polygram Jazz.
L’anno seguente, nel 1992, appare insieme alla McCoy Tyner
Big Band al Festival di Antibes/Juan-les-Pins.
Nel 1993, dopo essere stata Carmen nella versione jazz
dell'opera di Bizet, realizza l'album Keeping Tradition
insieme a Dédé Ceccarelli, Hein Van de Geyn e Thierry Eliez.
Nel 1995 la Bridgewater è stata la prima attrice di colore a
interpretare il ruolo di Sally Bowles in Cabaret,
realizzato al Teatro Mogador di Parigi dal regista francese
Jérôme Savary. Nello stesso periodo ha lavorato in studio
per il suo secondo album per la Verve, Love And Peace: A
Tribute To Horace Silver. Silver non solo ha scritto i
testi, ma è anche apparso nella registrazione, insieme al
leggendario organista Jimmy Smith. La Bridgewater amplia il
trio di Keeping Tradition per includere il sax tenore Lionel
Belmondo e la tromba Stéphane Belmondo - entrambi hanno
recentemente vinto il Premio Django Reinhardt assegnato
dall’Accademia Francese del Jazz. Love And Peace ha ricevuto
un’altra nomina al Grammy come miglior album vocale jazz.
Nel 1997 ha inciso l’album Dear Ella, il primo vero
tributo alla First Lady della canzone da parte di una delle
più grandi interpreti del Jazz attuale, accolto con grande
favore dal pubblico e dalla critica e vincitore di un Grammy
Award.
Dopo quattro anni di tournée con questo programma Dee Dee
Bridgewater ha rivolto la sua attenzione ad una nuova
avventura discografica. This is new si tuffa nel
mondo musicale del compositore teatrale Kurt Weill. Le sue
canzoni non rappresentano soltanto il più alto livello di
espressione musicale, ma si adattano perfettamente alla
capacità espressiva e all’intelligenza musicale della
Bridgewater, che è stata la prima cantante nella storia del
jazz a dedicare un intero album al compositore tedesco.
J’ai Deux Amours, CD dedicato alla chanson française
uscito nel 2004, è il risultato di un progetto durato quasi
dieci anni. Un passionale ciclo di canzoni che traccia
l’arco di una storia d’amore (letteralmente e
figurativamente) e tutte le emozioni che la accompagnano.
J’ai Deux Amours è un album che nasce dal cuore. Tutte
le tracce del CD si adattano meravigliosamente alla
magnifica estensione vocale della Bridgewater, alla sua
intensità espressiva e al suo spirito vivace, e riflettono
vari periodi della musica francese.
Nel novembre 2006 ha portato in Italia il nuovo progetto,
che sta ora presentando nei teatri di tutto il mondo. Il
Malian Project è dedicato alla commistione tra il jazz e
la musica del Mali: “Negli ultimi anni ho sentito il bisogno
profondo di ritrovare le mie origini africane. Non potendo
risalire fino alle radici che mi legano alla ‘madrepatria’,
mi sono rivolta alla musica, la musica africana. Speravo che
ascoltando la musica di alcuni paesi africani ne avrei alla
fine trovato una che mi avrebbe parlato con indiscutibile
forza spirituale. E così è stato per la musica del MALI. Il
“blues” maliano, la mia inspiegabile attrazione per la terra
rossa “simbolo di forza vitale e patria dei miei avi”, la
mia straordinaria somiglianza con la tribù maliana dei Peul:
tutto questo ha confermato l’intensa sensazione provata nel
primo viaggio a Bamako, Mali, nell’agosto 2004, la
sensazione che il Mali fosse la mia terra. Ero andata con
Jean Marie Durand, mio marito e compagno in queste
esplorazioni, e la nostra guida, “le guerrier” Cheick
Tidiane Seck, un pilastro della musica maliana. Il desiderio
di ritornare alla fonte della “percussione” è nato con i
ritmi sincopati delle composizioni di Horace Silver, dopo
l’uscita del mio CD Love and Peace: a Tribute to Horace
Silver (1996). Il mio sogno è di fondere le voci del Mali,
la musica e gli strumenti popolari con le tradizioni vocali
e musicali del Jazz nero americano. È arrivato il momento di
sperimentare all’interno della mia musica, così come hanno
sempre fatto tutti i musicisti. Dato che la voce è il primo
strumento in assoluto, è importante poterlo fare.”
www.deedeebridgewater.com
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