Fondazione Teatro Coccia

 

 

La Stagione del Teatro Coccia > Eventi Speciali > Celtic Legends


“CELTIC LEGENDS”
Irish Dance Live
Dance - Music - Songs
Con la partecipazione straordinaria di
Mario Zucca e Marina Thovez
Coreografia Ger Hayes - Musiche Fergal O’Murchu
Sarah Productions di Claude Bleses
DANZE IRLANDESI - EVENTO SPECIALE

GRAN GALÁ DI CAPODANNO
Domenica 31 dicembre 2006 ore 22,15 - Fuori abbonamento
Lunedì 1 gennaio 2007 ore 17,00 - Fuori abbonamento


PRESENTAZIONE

Nato fra le affascinanti pianure del Connemara, lo spettacolo Celtic Legends è un condensato della cultura tradizionale irlandese.
I giovani artisti di Galway, Dublino, Belfast, … coniugano in due ore di danza e musica il tempo impetuoso del “tip–tap”, la grazia della danza, il ritmo frenetico della musica e la melodia bucolica delle ballate irlandesi.
La “Tap Dance” e la musica aprono tutte le grandi porte di un viaggio immaginario nel cuore dell’Irlanda selvaggia.
Tradizionale e unico al mondo, le origini della “Tap Dance” si perdono nei meandri della storia, ma non il suo spirito. Chiedete ad un Irlandese, ve ne racconterà le sue origini, ma in modo del tutto diverso da quella del suo vicino, confondendo realtà e leggenda.
Tradizionali sono, allo stesso tempo, gli strumenti musicali: Bodhran, penny whistle, fiddle, uileann, pipe, etc... che nel complesso formano uno spettacolo colorato, ritmato, vibrante, vulcanico, che ha già entusiasmato più di 700.000 persone in quattro anni di attività.
Sostenuto da un orchestra di cinque giovani e talentuosi musicisti, diretta dalla bacchetta di Fergal O’Murchu, il corpo di ballo di Celtic Legends composto da ballerini e le ballerine danzano le coreografie di Ger Hayes, inizialmente danzatore solista e poi primo ballerino e “leader” dello spettacolo Lord of the Dance.
Fergal O’Murchu, invece, fervente ambasciatore della musica tradizionale irlandese in tutto il mondo, sin dall’età di 28 anni ha costruito la sua esperienza attraverso una moltitudine di creazioni e di album, e a tutt’oggi ha prodotto numerosi spettacoli irlandesi.
I musicisti che lavorano al fianco di Fergal provengono tutti dal vivaio tradizionale irlandese , dal virtuosismo inconfondibile essi suonano insieme da anni e la loro profonda complicità ha fatto acquisire una relazione quasi intima con il pubblico.
Celtic Legends… offre due ore di viaggio staordinario nel cuore di una Irlanda ancora indomita, autentica e pura, una danza all’interno di una storia e di una cultura che affonda le sue radici in 2000 anni di tradizione…

Presentano la serata Marina Thovez e Mario Zucca:

MARINA THOVEZ

Nata a Torino nel 1966, è laureata in lettere antiche con indirizzo archeologico. Nel 1989 abbandona gli scavi lasciando l’Umanità impoverita da chissà quali scoperte, per abbracciare la carriera di attrice. Il doppiaggio è il suo primo amore, un innamoramento che dura tutt’ora. Sentieri, Terra nostra, Febbre d’amore, Barman (Cat Woman), telefilm, film, cartoni animati e mi fermo qui. Un giorno, trovandosi con la penna in mano, ha cominciato a scrivere qualche battuta comica. Quando vide che anche Mario Zucca rideva. Allora gli propose di scrivere per lui. Semi di zucca e I segreti dei poeti sono i due monologhi che ancora oggi riscuotono successo di critica e di pubblico. Quando scoprì come funzionava il computer portatile cominciò, nelle poche ora libere a disposizione, a scrivere Mortimer e Wanda, messa in scena al Teatro Oscar di Milano nella stagione 2000/2001 per cinque settimane. Debutta così in teatro la coppia Thovez-Zucca. La fortunata commedia girerà per tre anni. Nel 2003, volendo bissare la coppia Thovez-Zucca, chiese a Marina di tradurre e adattare la commedia americana It had to be you. Un po’ con la penna per non dimenticare gli inizi, e un po’ col portatile per non dimenticare come funzionava, Marina si mise al lavoro e il secondo successo fu assicurato: Dovevi essere tu. Nel 2004 la sua carriera di attrice ha un’impennata improvvisa. Un regista, al secolo Francesco Massaro, invitato alla prima di Dovevi essere tu, la nota e le propone di fare la coprotagonista nella fiction O la va o la spacca con Ezio Greggio, in prima serata su Canale 5.
Nel 2005 la T.C. Produzioni, per non smentire se stessa, chiede a Marina di presentare al Teatro Oscar uno spettacolo nuovo. Marina, che in un momento libero aveva ripreso i vecchi scavi lasciati a metà, li sospende ancora, con ulteriore rammarico da parte dell’ Umanità rimasta di nuovo a bocca asciutta, e propone un monologo che non è mai stato a Milano dal titolo I sarti la chiamano vita, dove interpreta ben quattordici personaggi. Nella stagione 2005-2006 è stata protagonista con Mario Zucca della prima e fortunata produzione di prosa della Fondazione Teatro Coccia, Quel solito sabato, testo di Francesca Angeli e regia di Massimo Navone.

MARIO ZUCCA

E’ un grande artista, conosciuto e amato dal pubblico, che basa la sua comicità sul linguaggio surreale, sui voli pindarici da un livello all’altro dei significati e del reale, sulla alienazione di personaggi folli, o forse troppo lucidi. E’ capace di incatenare il pubblico in un vortice di parole di inesauribile impatto esilarante. Tutti conoscono il Mario Zucca comico di Drive in (1987), di Zelig (1999, 2000) frequentatore del salotto del Maurizio Costanzo Show (1992/1995); attore con l’inseparabile Marina Thovez, in produzioni che hanno avuto un grande successo di critica e di pubblico (Mortimer e Wanda, 2000/2002, Dovevi essere tu, 2002/2003). Nel 1995 è stato ospite di Vittorio Gassman al Teatro Parioli, e l’anno successivo ha affiancato Corrado Tedeschi ne L’ultimo dei Moycani di Augusto Bianchi Rizzi.
Ma Zucca è anche doppiatore: hanno parlato grazie a lui Fred dei Flinstones, Mickey Rourke, i Pokemon, Dragonball. Ed è la voce di tutti i documentari de La macchina del tempo e della Bbc. Il tutto condito dal fascino e dalla signorilità che trasfonde nei suoi lavori.
Nella stagione 2005-2006 è stato protagonista con Marina Thovez della prima e fortunata produzione di prosa della Fondazione Teatro Coccia, Quel solito sabato, testo di Francesca Angeli e regia di Massimo Navone.