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Fondazione Teatro Coccia


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La Stagione del Teatro Coccia
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“COMPAÑIA FLAMENCA ANTONIO MÁRQUEZ”
10° ANNIVERSARIO
Spettacolo di flamenco in tre parti
Musiche di George Bizet, Manuel De Falla, Maurice Ravel
Coreografie di Antonio Márquez, Nuria Leiva, Goyo Montero e
Currillo
Produzione Compagnia Antonio Márquez
DANZA
Sabato 17 marzo 2007 ore 21,00 - Turno A
Domenica 18 marzo 2007 ore 16,00 - Turno B
PROGRAMMA DELLA COMPAÑIA FLAMENCA ANTONIO MÁRQUEZ

Il Teatro Coccia ospita il ritorno in Italia della compagnia
di Antonio Márquez, il migliore interprete contemporaneo di
flamenco, proprio nell’anno in cui l’organico celebra il
decennale dalla fondazione. Lo spettacolo prende dunque
proprio il titolo “Compañia Flamenca Antonio Márquez - 10°
anniversario” e propone un programma toccante e sensuale
comprendente Después de Carmen, La Vida Breve e Bolero.
Da bambino, prima di intraprendere gli studi di danza, il
sivigliano Márquez voleva diventare un torero; proprio il
ballo, tuttavia, oggi gli permette di vivere almeno sul
palcoscenico l’identità desiderata. L’artista interpreta
Escamillo, il torero innamorato di Carmen e da lei
ricambiato; la fama del matador cresce corrida dopo corrida,
il pubblico gli tributa onori mai ricevuti prima da alcun
altro che abbia rischiato la vita nell’arena. Escamillo ha
tutto ciò che ha sempre sognato, ma non riesce a trarre una
stilla di felicità da tanta gloria; nei suoi occhi è fissata
in maniera indelebile l’immagine dell’adorata Carmen che
giace a terra morta, uccisa per gelosia da Don José. L’unica
consolazione è poter sognare lei ancora viva, anche se il
risveglio e il ritorno alla realtà sono un tormento che
porta vicino alla pazzia. Per cercare pace, cerca di
sovrapporre il ricordo di Carmen al corpo di un’altra donna
e lasciarsi avvolgere da una passione forte quanto quella
provata per la sigaraia zingara. In questo brano Márquez
disegna, così come fece Bizet nell’opera lirica, il
conflitto inesausto tra sentimenti e istinti primari.
La trama narrativa di La Vida Breve vede ancora protagonista
una giovane e bella gitana, che intreccia una storia d’amore
con un ingrato signorotto; per questa composizione di Manuel
de Falla, divenuto celebre per aver restituito nobiltà alla
chitarra come strumento capace di dare anima a qualsiasi
brano, Márquez creò una speciale coreografia che rappresentò
al Teatro Reale di Madrid nel 2001.
Il Bolero di Ravel è l’apoteosi della potenza espressiva,
grazie al rapimento ipnotico indotto dal tema ripetuto
ossessivamente in crescendo e sempre con maggior presenza di
strumenti: tra i diversi gruppi di ballerini spicca un
misterioso solista, impersonato da Márquez e circondato da
un’aria nebulosa e spettrale. Potrebbe essere il Duende, il
demone dell’Arte che scorre incandescente nelle vene e fu
ampiamente descritto da Federico Garcia Lorca nel saggio “La
Teoria y Juego del Duende”; si tratta di un oscuro potere
creativo che conferisce un carisma unico e contagioso,
esattamente la caratteristica che si riscontra
nell’irresistibile Antonio Márquez.
LA COMPAGNIA

Direttore aggiunto e Maître de ballet Eva Leiva
Ballerini
Antonio Márquez
David Sánchez, Mercedes Burgos,
Carmen Robles, Daniel Fernández, Rocío Chacón,
Javier Sánchez, Carmen Alférez, Francesco Bucci,
Johana Flores, José Antonio Torres, Verónica Torico
Juan Francisco González, Marta Toca
Musica
Cantante Manuel Losada
Chitarrista Antonio Sánchez
Tecnici
Regia Álvaro Estrada
Luci Andrea Laureti - Suono Raul Guerra - Costumi Ángela
Rodríguez
ANTONIO MÁRQUEZ

Nato a Siviglia nel 1963, presto il piccolo Antonio Márquez
si trasferisce con la famiglia a Ibiza dove, a 12 anni,
inizia a studiare danza con la guida di Maria Martin e Paco
Torres. Nel 1981 Antonio si stabilisce a Madrid per
proseguire gli studi presso l’Accademia del Ballet Nacional
de España; i suoi maestri sono Victoria e Angel Pericet,
Aurora Pons e Juan Taft. Nel 1982 entra a far parte del
Ballet Nacional de España come solista sotto la direzione di
Maria de Avila; più tardi è promosso primo ballerino,
diretto da José Antonio Ruiz. Durante la permanenza presso
il Ballet Nacional de España, Márquez interpreta il ruolo di
protagonista nei balletti Las tardes de la Alameda; Los
Tarantos; El sombrero de tres picos (Il cappello a tre
punte); Don Juan Tenorio; Bolero de Ravel; Ritmos; Danza y
Tronío; Soleá e Zapateado de Sarasate.
Da questo momento è invitato a partecipare, tra gli altri,
ai “Gala des Étoiles” svoltisi a Reggio Emilia, Trieste e
Carcassone, alla Biennale di Lione (Francia) e a Leningrado
(Russia).
Contemporaneamente, il suo interesse verso la
sperimentazione di altri campi della danza lo porta a
interpretare la coreografia contemporanea Pentesilea, in
coppia a Manuela Rodríguez, in occasione del "Gala de Dúos"
a Madrid; sulla stessa linea è l’interpretazione del ruolo
del protagonista nel balletto El Forastero de Santiago, su
musiche del compositore Ryuki Sakamoto e la coreografia del
maestro Yoko Sendi. Nel 1988 e nel 1990 è invitato a
intervenire ai festival di Kobe, Osaka, Nagoya, Kioto e
Tokio. Alla fine del 1991 ottiene il ruolo principale negli
spettacoli allestiti dal maestro Jose Granero per il Ballet
Español de Madrid; tra gli altri è giusto citare almeno
Camino sin retorno, Estamos solos e Reencuentros. Nel 1992
Merche Esmeralda lo invita a entrare come primo ballerino
nella sua compagnia, il Ballet Región de Murcia; con Merche
Esmeralda interpreta il ruolo di Giasone nell’opera Medea e
del Califfo in El Cielo Protector.
Nel 1993 ritorna al Ballet Nacional de España in qualità di
étoile ospite, interpretando coreografie ideate
appositamente per lui, come La oración del Torero. Nel
giugno dello stesso anno è invitato a interpretare La
Farruca del Molinero, ruolo principale dell’opera di Falla
El sombrero de tres picos, a conclusione del gala Los
Divinos che aveva come tema conduttore i grandi miti
maschili della danza; prodotto da RAI e TVE, lo spettacolo
viene ritrasmesso in tutto il mondo. Il 1994 segna un anno
di intenso lavoro per Antonio: la compagnia di balletto di
Víctor Ullate vuole Márquez per danzare la parte di Carmelo
nello spettacolo inedito El Amor Brujo su musiche di Manuel
de Falla; la prima rappresentazione avviene nello stesso
anno presso il Teatro de la Maestranza a Siviglia. In maggio
partecipa al gala in omaggio a Vicente Escudero tenuto
presso il Teatro Calderón de la Barca, nel contesto del
Festival Internazionale di Danza di Valladolid. Collabora
anche in maniera del tutto speciale con Isabel Pantoja alla
produzione televisiva di Antena 3, intitolata Camino al
Rocío. Partecipa inoltre alla serata inaugurale del "Teatro
de la Zarzuela" come protagonista delle più recenti
produzioni del Ballet Nacional de España: La Oración del
Torero, dedicata a Ortega Cano, con musica di Turina e
coreografia di Victoria Eugenia, e Cuentos del Guadalquivir
in coppia con Lola Greco, su coreografia di José Granero.
Nel 1995 tutto è pronto per il grande passo, la fondazione
della “Compañía Antonio Márquez”; il direttore artistico è
Jose Granero e nel cast figurano i nomi altisonanti di Eva
Leyva, Africa Morena e Javier Palacios. La presentazione
della Compañia Antonio Márquez si svolge al Treatro
Maestranza di Siviglia, con la prima mondiale di Movimiento
Perpetuo; Jose Granero firma le coreografie, Jose Luis Greco
le musiche. Nel luglio 1997, al termine di una trionfale
tournée in Italia, Antonio Márquez riceve dalla critica
specializzata il “Premio Nureyev"; la Compañia inaugura
inoltre la stagione dal Teatro Reale di Madrid eseguendo El
sombrero de Tres Picos. Nel 1998 riceve una menzione d’onore
nell’albo d’oro del Balletto di Cuba grazie alla sua
brillante esibizione nell’ambito del 50° anniversario del
Festival; nel medesimo anno ottiene il premio “Taranto” per
il miglior spettacolo e il premio quale miglior ballerino
professionista. Nel 1999 elabora per il Teatro Nazionale di
Atene (Grecia) la coreografia per l’opera Carmen. Al Gala
Internazionale di Budapest è l’artista più acclamato;
ottiene enorme consenso anche nel corso della tournée tra
Spagna e Italia. Nel 2000 prende parte al Simposio
Internazionale di Zermatt (Svizzera), chiudendo la
manifestazione danzando; prepara inoltre la coreografia del
Don Quijote per il Teatro dell’Opera di Parigi, dove
peraltro ha occasione di esibirsi diverse volte con la
propria compagnia. Il tour del 2000 tocca Spagna, Italia,
Portogallo e Giappone, l’anno successivo Italia, Brasile e
Ungheria; in Italia gli viene conferito il premio quale
artista più apprezzato in assoluto e in Brasile riesce
addirittura ad entrare nel Guinness dei Primati per record
di pubblico: 40.000 spettatori in un’unica performance.
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