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Fondazione Teatro Coccia
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La Stagione del Teatro Coccia
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Stagione Concertistica da Camera

“PEKKA KUUSISTO - HEINI KÄRKKÄINNEN”
Violino e Pianoforte
In collaborazione con la “Associazione Amici della Musica
Vittorio Cocito”
CONCERTO - STAGIONE CONCERTISTICA DA CAMERA
Sabato 28 aprile 2007 ore 21,00
Presso il Conservatorio Guido Cantelli di Novara
- FUORI ABBONAMENTO
Ingresso gratuito, posto libero.
Programma
Igor Stravinsky - Suite Italiana
Maurice Ravel - sonata per violino e pianoforte in
sol maggiore 1. Allegretto 2. Blues (Moderato) 3. Perpetuum
mobile (Allegro)
Intevallo
Jean Sibelius - Sonatina per violino e pianoforte in
mi maggiore op. 80
Sergei Prokofiev - sonata per violino e pianoforte n°
1 in fa minore op 80 Andante assai Allegro brusco Andante
Allegrissimo
INTRODUZIONE

Il 6 e 7 Aprile del 1933 Igor Strawinski al pianoforte
incise la Serenata e lo Scherzino tratti dalla Suite
Italiana; al violino vi era Samuel Dushkin. La Suite
raccoglie temi appartenenti alle musiche per il balletto
“Pulcinella”, lavoro realizzato nel 1919 a sua volta su
temi di G.B.Pergolesi (o supposti tali, in quanto datigli
dall’impresario Diaghilev) e con la collaborazione scenica
di Pablo Picasso: “Pulcinella fu la mia scoperta del
passato, l’epifania attraverso la quale tutto il mio lavoro
ulteriore divenne possibile. Fu uno sguardo all’indietro
naturalmente – la prima di molte avventure amorose in quella
direzione – ma fu anche uno sguardo allo specchio” –
ebbe a scrivere il compositore. Un passato rivisitato con la
sensibilità del compositore; un “neoclassicismo”, una
rilettura “modernizzata” secondo il gusto armonico e ritmico
dell’autore, a creare in successione una Serenata,
una Tarantella con un ostinato ritmico, una
Gavotta con variazioni, un grazioso Scherzino ed
un Finale brillante.
“Per quanto riguarda il mio lavoro di composizione, mi
sembra che un lungo periodo di gestazione si renda
necessario, in generale. Durante questo periodo, arrivo
gradualmente a vedere, con sempre maggiore precisione, la
forma e la direzione complessiva della futura composizione.
Posso occuparmene per anni, senza scrivere una sola nota. In
seguito, la redazione materiale si compie relativamente in
fretta, ma c’è ancora molto lavoro per eliminare tutto
quello che può essere considerato superfluo, prima di
arrivare alla chiarezza finale desiderata, nella maniera più
totale possibile”. Così Ravel parlava di sé, in una
conferenza a Huston; e la sua sonata per violino e
pianoforte ebbe realmente una gestazione dilatata nel tempo,
finché, nel 1926, l’editore Durand non stabilì che avrebbe
effettuato, il 30 Maggio del 1927, nella Salle Érard, un
concerto con musiche di compositore a lui legati. Anche la
soprano Marcèlle Gerard lo spinse a terminare la Sonata, in
modo da poterla eseguire nella serata da lei organizzata una
settimana prima di quella di Durand, ma per Ravel era
un’impresa terminare per il 30: l’amico George Enescu, al
violino, avrebbe dovuto praticamente eseguire a prima vista
il brano. I commenti della stampa si concentrarono sul
secondo movimento: il moderato con ritmo di blues. Un
qualcosa di inusuale, nel quale Ravel aveva riecheggiato
quanto ascoltato a Parigi, nei night clubs ove la gente di
colore eseguiva il Jazz, e che lo aveva entusiasmato con
quella “virtuosità talvolta snervante”: nel
Moderato apre quindi con un pizzicato, che rievoca quasi
un banjo, e nel corso si insinuano armonie ambigue, briose
sincopazioni, giochi timbrici, glissati, dissonanze non
risolte arti proprie del jazz e, circa a metà, un tema,
introdotto dal pianoforte, che allude al tema di “I got
rhythm” di George Gerschwin (che sarà composto solo nel
1930, ma il compositore aveva assistito nel 1928
all’esecuzione della sonata a New York). Il primo movimento,
Allegretto, possiede invece un andamento da pastorale
ispirato alla forma-sonata, nel quale, per circa due terzi
della lunghezza il materiale tematico passa da uno strumento
all’altro senza discriminazioni, fino al momento della
reintroduzione del primo tema nella sezione della
ricapitolazione, ove il violino prende poi il sopravvento
con la sua lirica melodia. La parte del piano presenta una
scrittura essenziale, che in alcuni passaggi consiste
solamente di quinte parallele vuote. La composizione si
chiude con un Perpetuum mobile: allegro, un perpetuo
movimento del violino (con duecento battute in sedicesimi)
nel quale viene lasciato al pianoforte il compito di dare
unità all’opera, alludendo ad un tema del Moderato. La
Sonata venne dedicata alla violinista Hélène
Jourdan-Morhange, sua buona amica.
Al principio del 1915 risale la stesura della Sonatina
di Jean Sibelius. Scrisse infatti egli nel suo diario il 14
gennaio di quell’anno: “Stavo sognando di avere dodici
anni ed essere un virtuoso. Il cielo della mia infanzia e le
stelle. Molte stelle”: stelle che brillano
nell’accompagnamento del pianoforte al principio dell’Allegro
iniziale; sogni che emergono nel secondo movimento,
Andantino, dove si trova una riflessione sulla vita o,
come indicato nella sezione centrale, sulla “pena della
vita”. Un lento introduce il movimento conclusivo
che prosegue in un Allegretto con una più
rasserenante visione. Lasciò scritto Sibelius dieci anni
prima: “La musica è per me come un bellissimo mosaico che
Dio ha composto. Egli tiene tutti i frammenti nelle sue
mani, li sparge sul mondo e noi dobbiamo ricreare la figura
mettendo insieme le tessere”.
Sibelius amava il violino: “quando ero un ragazzo suonavo
un pianoforte che era intonato circa tre quarti di tono
sotto. Il mio mondo era racchiuso in esso e quando comprammo
un nuovo piano con un’intonazione usuale, ogni cosa andò in
pezzi. Mi estraniai dal pianoforte e mi orientai verso il
violino”. Dapprima si accostò allo strumento
sperimentando da sé, poi nell’autunno del 1881(all’epoca
aveva sedici anni) iniziò a prendere regolari lezioni.“Il
violino prese possesso di me. Durante i dieci anni che
seguirono, il mio più ardente desiderio, il fine più alto
della mia ambizione fu di diventare un grande virtuoso del
violino”. Nello spirito della Hausmusick, si creò in
casa un trio familiare: la sorella Linda suonava il
pianoforte, il fratello Christian il violoncello e Jean il
violino.
Nel periodo tra il 1933 ed il 1936 Prokofiev viaggiava
frequentemente a Mosca, ma risiedeva a Parigi; finché decise
di fermarsi definitivamente in Unione Sovietica. Le
relazioni internazionali divenivano nel frattempo
problematiche e si stava avvicinando il periodo della
guerra. Fu nel 1938 che il compositore cominciò a pensare
alla sonata op.80 per violino e pianoforte, che porterà a
termine solo a conflitto concluso, nel 1946.
Grande influenza sul suo concepimento ebbe il celebre
violinista David Oistrakh, amico del compositore e
dedicatario della sonata. Varie atmosfere si alternano nei
quattro tempi, unitamente ad una richiesta di virtuosismo.
L’Andante assai che apre la sonata inizia procedendo
in ottava e porta ad un tema caratterizzato dalla presenza
di molti intervalli di quinta; questo crea un’atmosfera
particolare. Una sezione in si minore succede; poi il
riecheggiare del tema iniziale e l’incedere mediante
scalette del violino segnano la sezione prescritta dal
compositore con l’indicazione “freddo”, quella parte
che Prokofiev descriveva come “vento in un cimitero”.
Il contrasto con il movimento seguente Allegro brusco è
notevole: brusco anche l’alternarsi interno di parti molto
marcate, ritmicamente definite da un andamento in terzine,
con parti più distese. La sonata prosegue con un Andante
in forma tripartita ABA ed una coda e termina facendo udire
un movimento Allegrissimo che riprende un tema dell’Andante
iniziale.
La prima si ebbe il 23 Ottobre 1946, a Mosca, con al violino
David Oistrakh e al pianoforte Lev Oborin.
PEKKA
KUUSISTO

Pekka Kuusisto ha intrapreso la sua carriera internazionale
nel 1995 a soli 19 anni; è acclamato per il suo talento
musicale e tecnico, la sua naturale espressività e il suo
contagioso entusiasmo. Si è esibito con alcune delle più
prestigiose orchestre del mondo, tra le quali la Chicago
Symphony, Philharmonia Orchestra, London Philharmonia
Orchestra, City of Birmingham, Detroit Symphony, Royal
Stockholm Philharmonic, le Orchestre di Cleveland e di
Philadelphia, ed è stato diretto da artisti quali Valery
Gergiev, Yuri Temirkanov, Vladimir Ashkenazy, Osmo Vanska
Paavo Berglund, Thomas Dausgaard e Leif Segerstam. Nelle
passate stagioni Pekka ha inoltre collaborato con la Czech e
Netherlands Philharmonic Orchestras, la Hessischer Rundfunk
e la Deutsches Symphonie-Orchester di Berlino. Si è esibito
con orchestre da camera del calibro della Nieuw Sinfonietta
in Amsterdam e della Deutsche Kammerphilharmonie ed è
regolarmente invitato dalla Australian Chamber Orchestra
come solista e direttore. La scorsa stagione lo ha visto
ospite per ben due volte la London Philharmonia Orchestra
sotto la direzione di Vladimir Ashkenazy e Philippe Jordan,
si è esibito inoltre con la Zurich’s Tonhalle Orchestra e
David Zinman ed è stato reinvitato dalla Royal Stockholm
Philharmonic, dalla Swedish Chamber e dall’Australian
Chamber Orchestras.
Questa stagione è cominciata con il ritorno agli
International Musician’s Seminar, Prussia Cove, seguiti da
un tour con la Scottish Chamber Orchestra e concerti con la
Trondheim Symphony e la BBC Symphony Orchestras. Altri punti
culminanti della stagione includono esibizioni con la New
Jersey Symphony e la Toronto Symphony, così come la
Sundsvall Chamber e la Hallé Orchestra. Di recente è stato
impegnato in una tournée in Giappone, ove si è esibito in
recital per la Musashino Cultural Foundation. Con Raija
Kerppo in recital ha suonato nelle prestigiose sale da
concerto: London Wigmore Hall, Chatelet di Parigi, in
Ravina, Bergen, Bremen e in Finlandia; con Olli Mustonen al
Lincon Center a New York ed è stato inviato dallo stesso
pianista e dal violoncellista Steven Isserlis a prendere
parte alla loro stagione di musica da camera in Badenweiler,
in Germania e alla London Wigmore Hall. Vincitore nel 1995
del prestigioso concorso Sibelius e del primo Finn to do so,
Pekka è Direttore Artistico insieme ai fratelli Jaalkko del
Lake Tuusula Chamber Music Festival in Finlandia. Pekka
affianca alla sua attività in campo classico diversi altri
stili musicali, incluso il folk, il jazz e la musica
elettronica. La sua ricerca sulla musica finlandese del
sedicesimo e diciasettesimo secolo lo ha condotto alla
registrazione di Folk Trip realizzato dall’etichetta Ondine
nell’autunno 2002. Ha inoltre inciso nel campo del jazz con
il Trio Tolkyeat. La scorsa estate ha tenuto un concerto con
il trombonista Jimmy Bosch nell’acclamata versione di The
Four Seasons. Pekka ha un’esclusiva con l’etichetta Ondine e
le sue incisioni delle Quattro stagioni di Vivaldi con I
Virtuosi di Kuhmo hanno ricevuto eccezionali consensi della
critica. Altre incisioni includono il ciclo completo dei
Concerti di Bach con la Tapiola Sinfonietta e Jaakko
Kuusisto, un disco su musiche di Olli Mustonen e una
registrazione dei Concerti per violino di Mozart con la
Tapiola Sinfonietta e Olli Mustonen. Come registrazioni
discografiche citiamo inoltre I lavori per violino e piano
di Sibelius incisi per Ondine con il pianista Heini
Kärkkäinnen. Pekka Kuusisto suona un violino Giovanni
Battista Guadagnini del 1752, gentilmente offerto dalla
Finnish Cultural Foundation.
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