Fondazione Teatro Coccia

 

 

 

La Stagione del Teatro Coccia > Stagione Concertistica da Camera

“GOMALAN BRASS QUINTET”
Quintetto di ottoni
In collaborazione con la “Associazione Amici della Musica Vittorio Cocito”
CONCERTO - STAGIONE CONCERTISTICA DA CAMERA

Martedì 15 maggio 2007 ore 21,00

Programma
T.SUSATO, Dance Suite
G.GABRIELI, canzona a 5
J.S.BACH, fuga IX dall'Arte della Fuga
G.PUCCINI, La Boheme Suite
G.VERDI, Coro e Marcia Trionfale da Aida
L.BERNSTEIN, West Side Story Suite
F.TARREGA, Recuerdos de la Alhambra
M.OTTOLINI, Buster Keaton Blues
F.BUSCAGLIONE/BONGUSTO, Ciao Fred!
L.POLLACK, That's a Plenty!

PRESENTAZIONE

Nelle corti italiane rinascimentali ottoni quali la tromba ed il trombone compaiono nei libri contabili insieme ad altri strumenti a fiato (per lo più pifferi, flauti e cornetti) a costituire un tipo di organico di cui si usufruiva nei trionfi, nelle cerimonie ufficiali, negli spettacoli, nelle danze, nei banchetti, sui campi di battaglia e nelle cerimonie religiose. Erano impiegati anche sulle navi per le comunicazioni e nella diffusione dei bandi reali: per espletare questa funzione araldica una municipalità (famose quelle tedesche) di solito aveva al suo servizio un trombettiere; questa usanza era ancora in voga nell’Ottocento, basti pensare a Giuseppe Rossini, padre di Gioacchino, che tra le tante cose era anche “trombetta” del comune di Lugo.
A proposito di cerimonie, nel 1620 lo sposalizio di Cristina di Francia con l’erede al trono di Savoia, Vittorio Amedeo, diede luogo ad una serie di festeggiamenti, il cui strascico fu il Balletto del Po, della Stura e della Dora: “dopo l’arrivo delle serenissime Madama ed Infanta Margarita accompagnate da Sua Altezza e da’ Serenissimi principi, intimato col suono delle trombe a ciascuno il silenzio, videsi … fra le nuvole la tela, dando in un punto a mirare oggetti degni di maraviglia”. Ed ancora a proposito di feste da una cronaca del 1678 si legge: “cominciarono le trombe col canoro rimbombo a dare il segno di dar principio ai fuochi … Rispose al canto delle trombe lo strepitio dei tamburi. E dopo questo cominciò un armonioso concento di tromboni ed altri stromenti da fiato”. In campo sacro rinascimentale il connubio principe fu trombone-cornetto.
Gli ottoni furono in massima parte legati alla musica all’aria aperta, dove era necessario che il suono fosse più udibile e quindi serviva una timbrica più brillante di quella degli archi.
Nel corso di Settecento ed Ottocento il gusto mutò, si ricercavano sonorità più presenti, la tromba entrò a far parte dell’orchestra lirica e quindi a fondersi con altri strumenti. In questi due secoli si registrarono diversi tipi di ottoni, in una costante ricerca di evoluzione. In tale fase i miglioramenti tecnici attraevano i compositori: per esempio, autori come Haydn, Hummel o Bellini (Norma) componevano per una tromba con fori sul canneggio chiudibili mediante chiavi.
Vi furono trombe a tirarsi, a coulisse e altro, ma fu certamente l’invenzione della valvola (pistoni e simili) il meccanismo che risultò vincente. In tal modo si poteva facilmente allungare o accorciare il canneggio, in modo da favorire l’uso di un’estensione cromatica completa.
La meccanica odierna permette di eseguire un vasto repertorio e così di spaziare da autori quali il fiammingo Tielman Susato, scrivano e compositore, al veneziano Giovanni Gabrieli, del quale Heinrich Schütz diceva: "Andai a trascorrere i primi anni di apprendistato della mia arte presso il grande Gabrielli, oh dei immortali! Se l'antichità, così ricca d'espressione, l'avesse conosciuto, l'avrebbe messo al di sopra di Anfione e se le muse prendessero marito, Melpomene non avrebbe voluto altro sposo che lui, tanto è grande nell'arte del canto". E ancora da Bach a moderne trascrizioni di brani operistici, dalla Bohème ad Aida, o anche brani solistici per chitarra, come i “Recuerdos de la Alhambra”, brano scritto dallo spagnolo Francisco Tarrega (morto nel 1909), sino e generi differenti quali il blues e la canzone.

GOMALAN BRASS QUINTET

“È un gran gruppo che, oltre al virtuosismo dei singoli componenti, esprime una musicalità fuori dal comune”: a tessere le lodi del Gomalan Brass Quintet è nientemeno che Zubin Metha, uno dei numerosi, illustri direttori d’orchestra (insieme a Muti, Abbado, Chung, Sinopoli, Giulini, Maazel e altri) con i quali il gruppo ed i suoi componenti hanno avuto modo di collaborare.
Unico complesso da camera italiano di ottoni, il Gomalan Brass Quintet si è formato nel 1999 e, nonostante la recente costituzione, si è internazionalmente imposto per l’originalità del suo approccio musicale: a soli due anni dalla sua fondazione, si è aggiudicato il primo premio al Concorso Internazionale “Città di Passau” (in Germania), uno dei più prestigiosi riconoscimenti a livello mondiale.
Il quintetto ha all’attivo una pubblicazione discografica edita dalla casa americana “Summit Records”, da molti considerata come la più autorevole al mondo per quanto riguarda gli ottoni.
Diverse emittenti radiofoniche hanno già trasmesso concerti e brani del Gomalan Brass Quintet, fra cui Rai Radio Tre, Radio Vaticana e Radio Canada, la radio nazionale canadese.
Marco Pierobon (tromba), Marco Braito (tromba), Nilo Caracristi (corno), Gianluca Scipioni (trombone), e Oswald Prader (tuba) sono tutti strumentisti di primissimo ordine e grazie alle loro qualità possono permettersi libertà interpretative che sfociano nel gioco, nell’ironia, nell’irriverenza, sempre e comunque nel segno del buon gusto. I loro concerti, oltre ad offrire esecuzioni tecnicamente impeccabili, sono dei veri e propri show che coinvolgono inevitabilmente il pubblico in un effervescente happening sonoro.
Marco Pierobon, Prima Tromba dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di S. Cecilia, collabora inoltre come Prima Tromba con la Chicago Symphony Orchestra.
Marco Braito, Prima Tromba dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI di Torino.
Nilo Caracristi, Corno dell’Orchestra dell’Arena di Verona.
Gianluca Scipioni, Primo Trombone dell’Orchestra del Teatro Regio di Torino.
Oswald Prader, Tuba - freelance (Bayerischen Rundfunk-Monaco, Opera di Francoforte).