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Fondazione Teatro Coccia







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La Stagione del Teatro Coccia
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Festival Cantelli > Riccardo Muti

“RICCARDO MUTI e ORCHESTRA CHERUBINI”
Musiche di F. Schubert, R. Schumann, L. van Beethoven
Direttore Riccardo Muti
Violoncellista solista Johannes Moser
In collaborazione con la “Associazione Amici della Musica
Vittorio Cocito”
CONCERTO - FESTIVAL GUIDO CANTELLI
Domenica 26 novembre 2006 ore 21,00
Programma
R. SCHUMANN - Concerto in la minore per violoncello e
orchestra op. 129
F. SCHUBERT - Ouverture da “Die Zauberharfe” (Rosamunde) D
644
L. VAN BEETHOVEN - Sinfonia n. 7 in la maggiore op. 92
RICCARDO
MUTI

A Napoli, città in cui è nato, studia pianoforte con
Vincenzo Vitale, diplomandosi con lode presso il
Conservatorio di San Pietro a Majella. Al “Giuseppe Verdi”
di Milano, in seguito, consegue il diploma in Composizione e
Direzione d’orchestra sotto la guida di Bruno Bettinelli e
Antonino Votto. Nel 1967 la prestigiosa giuria del Concorso
Cantelli di Milano gli assegna all'unanimità il primo posto,
portandolo all'attenzione di critica e pubblico.
L’anno seguente viene nominato Direttore Principale del
Maggio Musicale Fiorentino, incarico che manterrà fino al
1980. Già nel 1971, però, Muti viene invitato da Herbert von
Karajan sul podio del Festival di Salisburgo, inaugurando
una felice consuetudine che lo porterà, nel 2001, a
festeggiare i trent’anni di sodalizio con la manifestazione
austriaca. Gli anni settanta lo vedono alla testa della
Philharmonia Orchestra di Londra (1972-1982), dove succede a
Otto Klemperer; quindi, tra il 1980 e il 1992, eredita da
Eugène Ormandy l’incarico di Direttore Musicale della
Philadelphia Orchestra.
Dal 1986 al 2005 è Direttore Musicale del Teatro alla Scala:
prendono così forma progetti di respiro internazionale, come
la proposta della trilogia Mozart-Da Ponte e la tetralogia
wagneriana. Accanto ai titoli del grande repertorio trovano
spazio e visibilità anche altri autori meno frequentati:
pagine preziose del Settecento napoletano e opere di Gluck,
Cherubini, Spontini, fino a Poulenc, con quei Dialogues des
Carmélites che gli sono falsi il Premio Abbiati della
critica. Il lungo periodo trascorso come direttore musicale
dei complessi scaligeri culmina il 7 dicembre 2004 nella
trionfale riapertura della Scala restaurata dove dirige
l’Europa riconosciuta di Antonio Salieri.
Nel corso della sua straordinaria carriera Riccardo Muti
dirige molte tra le più prestigiose orchestre del mondo: dai
Berliner Philharmoniker alla Bayerischen Rundfunk, dalla New
York Philharmonic all’Orchestre National de France alla
Philharmonia di Londra e, naturalmente, i Wiener
Philharmoniker, ai quali lo lega un rapporto assiduo e
particolarmente significativo, e con i quali si esibisce al
Festival di Salisburgo dal 1971.
Invitato sul podio in occasione del concerto celebrativo dei
150 anni della grande orchestra viennese, Muti ha ricevuto
l’“Anello d’Oro”, onorificenza concessa dai Wiener in segno
di speciale ammirazione e affetto. Nell’aprile del 2003
viene eccezionalmente promossa in Francia una “Journée
Riccardo Muti”, attraverso l’emittente nazionale France
Musique che per 14 ore ininterrotte trasmette musiche da lui
dirette con tutte le orchestre che lo hanno avuto e lo hanno
sul podio, mentre il 14 dicembre dello stesso anno dirige
l’atteso concerto di riapertura del Teatro La Fenice di
Venezia.
Nel 2004 fonda l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini,
formata da giovani musicisti selezionati da una commissione
internazionale fra oltre 600 strumentisti provenienti da
tutte le regioni italiane.
La vasta produzione discografica, già rilevante negli anni
Settanta e oggi impreziosita dai molti premi ricevuti dalla
critica specializzata, spazia dal repertorio sinfonico e
operistico classico al Novecento.
Il suo impegno civile di artista è testimoniato dai concerti
proposti nell’ambito del progetto “Le vie dell’Amicizia” di
Ravenna Festival in alcuni luoghi “simbolo” della storia,
sia antica che contemporanea: Sarajevo (1997), Beirut
(1998), Gerusalemme (1999), Mosca (2000), Erevan e Istanbul
(2001), New York (2002), Il Cairo (2003), Damasco (2004), El
Djem (2005) con il Coro e l’Orchestra Filarmonica della
Scala, l’Orchestra e il Coro del Maggio Musicale Fiorentino
e i Musicians of Europe United, formazione costituita dalle
prime parti delle più importanti orchestre europee.
Tra gli innumerevoli riconoscimenti conseguiti da Riccardo
Muti nel corso della sua carriera si segnalano: il titolo di
Cavaliere di Gran Croce della Repubblica Italiana e la
Grande Medaglia d’oro della Città di Milano; la
Verdienstkreuz della Repubblica Federale Tedesca; la Legion
d’Onore in Francia e il titolo di Cavaliere dell’Impero
Britannico conferitogli dalla Regina Elisabetta II. Il
Mozarteum di Salisburgo gli ha assegnato la Medaglia
d’argento per l'impegno sul versante mozartiano; la Wiener
Hofmusikkapelle e la Wiener Staatsoper lo hanno eletto
Membro Onorario; il presidente russo Vladimir Putin gli ha
attribuito l’Ordine dell’Amicizia, mentre lo stato d’Israele
lo ha onorato con il Premio “Wolf” per le arti. Moltissime
università italiane e straniere gli hanno conferito la
Laurea Honoris Causa.
Chiamato a dirigere il concerto che ha inaugurato le
celebrazioni per i 250 anni dalla nascita di Mozart al
Grosses Festspielhaus di Salisburgo, Riccardo Muti ha
rinsaldato i legami e le affinità ideali con i complessi dei
Wiener Philharmoniker. In tale occasione è stato annunciato
il suo impegno per il Festival di Pentecoste fondato da
Karajan dove, a partire dal 2007 e insieme alla “Cherubini”,
affronterà un progetto triennale mirato alla riscoperta e
alla valorizzazione del patrimonio musicale, operistico e
sacro, del Settecento napoletano.
ORCHESTRA GIOVANILE LUIGI CHERUBINI

“Vorrei restituire al mio Paese ciò che da esso e dai suoi
grandi maestri ho ricevuto: costruire un’orchestra di
giovani talenti italiani che, dopo il conservatorio, in tre
anni di attività possano apprendere il significato dello
stare in orchestra, del dare il proprio contributo ad una
compagine sinfonica od operistica, acquisendo piena
consapevolezza di un ruolo che certo non è meno importante
di quello solistico”.
Ispirata dalla volontà e dal desiderio di Riccardo Muti, suo
fondatore, l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, assumendo
il nome di uno dei massimi compositori italiani di tutti i
tempi attivo in ambito europeo (Beethoven stesso lo
considerava il più grande della sua epoca) vuole
sottolineare, insieme ad una forte identità nazionale, la
propria inclinazione ad una visione europea della musica e
della cultura.
Orchestra di formazione, la “Cherubini” si pone quale
strumento privilegiato di congiunzione tra il mondo
accademico e l’attività professionale. Gli 80 giovani
strumentisti, provenienti da tutte le regioni italiane e
scelti tra oltre 600 aspiranti attraverso audizioni e
selezioni effettuate nel corso di due anni da una
commissione presieduta dallo stesso Muti, saranno integrati
dai migliori allievi della Scuola di Fiesole, sulla base di
un protocollo di intesa siglato tra l’Orchestra Cherubini e
la prestigiosa istituzione di formazione musicale.
Il percorso di crescita è articolato in periodi di studio
che trovano sempre esito concreto nel momento del confronto
con il pubblico. “Solo in questo modo è possibile - spiega
Riccardo Muti – dare spazio all’entusiasmo e al talento di
questi giovani musicisti abituati in conservatorio ad
affrontare solo marginalmente il momento delle esercitazioni
orchestrali, nonché, a causa di programmi troppo spesso
antiquati, a trascurare autori fondamentali per il loro
sviluppo artistico”.
La “Cherubini”, nata nel 2004, è gestita dall’omonima
Fondazione - sostenuta da “Arcus”, “Progetto Italia” di
Telecom, Fondazione di Piacenza e Vigevano e Camera di
Commercio di Piacenza - e divide la propria sede tra il
Teatro Municipale di Piacenza e, quale residenza estiva, il
Ravenna Festival.
Infatti è proprio nell’ambito di questo prestigioso Festival
che la “Cherubini”, dopo aver debuttato ufficialmente nel
teatro piacentino nel giugno 2005 diretta da Riccardo Muti,
ha compiuto il primo vero e proprio “stage formativo”
esibendosi, in un brevissimo arco di tempo e con successo,
sia nel repertorio operistico più tradizionale, in una nuova
produzione del Faust di Gounod diretta da Patrick
Fournillier, che in quello meno frequentato, come la Sancta
Susanna di Hindemith eseguita in forma di concerto sotto la
direzione di Riccardo Muti. E poi nel repertorio sinfonico
con l’esecuzione dei Concerti per pianoforte di Prokofiev
insieme ai solisti del Toradze Piano Studio; e di nuovo con
Muti in due grandi pagine beethoveniane: il Concerto in re
maggiore per violino e orchestra (con Vadim Repin) e la
Quinta Sinfonia. Sempre con Riccardo Muti la “Cherubini” si
è poi esibita al Festival di Malta, nella cattedrale di
Trani per i trent’anni del FAI, e nell’Aula del Senato -
alla presenza del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio
Ciampi - per il tradizionale concerto di Natale trasmesso in
eurovisione da RaiUno.
Più recentemente, a confermare a un anno dal debutto
l’intento di indagare un repertorio di particolare valore
formativo, la “Cherubini” ha affrontato una densa tournée
italiana che l’ha vista cimentarsi con opere di Haydn (il
raro Concerto in Do maggiore per violoncello e orchestra),
Mozart, Dvořák, Hindemith (la suite dal balletto Nobilissima
visione), Rossini, Verdi e Puccini.
Nel futuro dell’orchestra, oltre alla partecipazione alla
nuova produzione del Don Pasquale di Donizetti diretta da
Riccardo Muti, che avrà il suo esordio a dicembre come
progetto speciale di Ravenna Festival, si profilano anche
esperienze internazionali di rilievo come l’invito al
Musikverein di Vienna e la presenza a Salisburgo al Festival
di Pentecoste fondato da Karajan dove, a partire dal 2007,
avvierà, sempre sotto la guida di Muti, un progetto
triennale mirato alla riscoperta e alla valorizzazione del
patrimonio musicale, operistico e sacro, del Settecento
napoletano.
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