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Fondazione Teatro Coccia






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Opera e Balletto>Cenerentola

“CENERENTOLA”
balletto in due atti
Musica di Sergej Prokofiev
Coreografia Alexander Vorotnikov
Direttore Silvia Casarin-Rizzolo
Compagnia Balletto di Mosca - “Teatro La Classique”
Orchestra Sinfonica Carlo Coccia
BALLETTO
Sabato 23 dicembre 2006 ore 20,30 - Turno A
Domenica 24 dicembre 2006 ore 16,00 - Turno B
TRAMA

Balletto narrativo in tre atti, Cenerentola si ispira alla
fiaba di Charles Perrault e narra una vicenda molto amata in
Russia per la valenza metaforica: il motivo dell’oppressione
ingiusta cui segue un riscatto glorioso e il recupero della
sovranità era perfettamente consonante alle speranze della
popolazione al termine del secondo conflitto mondiale.
In realtà la storia di Cenerentola ha radici più antiche di
quanto si pensi ed è originaria della Cina, dove Tuan
Ch'ing-Shih scrisse dell’affascinante Yen-Shen che aveva i
piedi più piccoli del regno (questo particolare, oltre ad
essere distintivo di nobiltà nella cultura cinese, spiega
anche perché il principe sia tanto fiducioso che una sola
ragazza avrebbe potuto calzare la scarpetta perduta); altre
versioni sono la persiana Il vasetto magico, la russa
Vassilissa la bella, l’inglese Peldicenere e la brasiliana
La gatta Cenerentola, quest’ultima riportata nel 1634 dal
napoletano Giambattista Basile e ripresa da tale autore
proprio da Perrault, che inventò la scarpetta di cristallo
(tale materiale era infatti considerato assai prezioso nel
XVII secolo), rimasta nell’immaginario collettivo mondiale.
Dopo le seconde nozze del padre, la docile Cenerentola si
trova vessata in una schiavitù domestica impostale dalla
matrigna e dalle due sorellastre. Un giorno bussa alla porta
una vecchina che domanda l’elemosina e Cenerentola, al
contrario delle altre donne di casa indaffarate a prepararsi
per il ballo al castello del Principe, la accoglie e le
offre ristoro; la mendicante si palesa allora quale Fata
Madrina e trasforma gli stracci della giovane benefattrice
in un abito di ineguagliabile eleganza, i topolini di casa
in cavalli e una zucca in una pomposa carrozza. Cenerentola
potrà andare al ballo, ma con il vincolo di rientrare entro
la mezzanotte: all’ultimo rintocco di orologio, infatti,
l’incantesimo è destinato a svanire. Arrivata al palazzo
reale, la misteriosa e bellissima fanciulla conquista le
attenzioni di molti nobili invitati, ma soprattutto il cuore
del Principe; a mezzanotte Cenerentola fugge dalle danze e
lascia come unica traccia di sé una scarpetta di cristallo
sfilatasi sulla scalinata della reggia. Il Principe,
innamoratissimo della sconosciuta con la quale ha ballato
tutta la sera, parte per far provare la scarpina a tutte le
ragazze del reame; proprio a casa di Cenerentola, mentre
sorellastre e matrigna tentano l’impossibile per calzare la
scarpetta, il Principe riconosce l’amata grazie all’altra
scarpina tenuta nascosta nel grembiule. Per Cenerentola è il
trionfo: con la benedizione della Fata, sposa il Principe e
per lei si spalancano le porte di una vita nuova e felice.
NOTE

“Ciò che più mi premeva di rendere con la musica di
Cenerentola era l'amore poetico tra lei e il Principe, la
nascita e il fiorire del sentimento, gli ostacoli su questa
via, la realizzazione di un sogno. Ho cercato di far sì che
lo spettatore non rimanga indifferente alla sventura e alla
gioia. Ho composto Cenerentola nel solco della tradizione
del balletto classico russo”: con questa nota il compositore
Sergej Prokofiev dava al balletto una valenza allegorica che
si riconduceva alle speranze della propria patria, che
guardava con speranza al futuro dopo le sofferenze patite a
causa della Seconda Guerra Mondiale. La prima
rappresentazione di Cenerentola avvenne al Teatro Bolshoi di
Mosca il 21 novembre 1945, su libretto di Nikolai Volkov e
coreografie di Rotislav Vladimirovich Zakharov. Interpretare
Cenerentola significa possedere sia lirismo che ironia, dato
il romanticismo di scene quali l’incantesimo della Fata che
si contrappone ad ogni apparizione delle grottesche
sorellastre. Balletto d’azione, in Cenerentola ogni
personaggio è ben caratterizzato anche a livello musicale:
dissonanze per chi è causa nel primo atto dell’umiliazione
della protagonista, abbondante dispiego armonico degli archi
per condurre lo spettatore all’evoluzione verso il trionfo
della felicità e del riscatto. Viktor Litvinov ha regalato
al Balletto di Mosca - La Classique una coreografia
originale per Cenerentola, sviluppando la fiaba in tre atti
che corrispondono ciascuno ai diversi stati d’animo della
protagonista (tristezza, speranza, gioia piena) e inserendo
inediti tratti grotteschi. Scenografia e costumi sono di
Maria Zavitskaya; meravigliosa la trasformazione per magia
di Cenerentola in una creatura principesca, pronta
all’apoteosi del Gran Ballo.
IL BALLETTO DI MOSCA

Il Balletto di Mosca La Classique, fondato nel 1990 da Elik
Melikov, è un organico composto da una quarantina di artisti
formatisi presso le più prestigiose accademie della CSI (ex
URSS) quali il Bolshoi di Mosca, il Kirov di San
Pietroburgo, i Ballets Theatres di Kiev, Perm, Tbilisi e
Odessa. La giovane compagnia di giro ha in repertorio tutti
i grandi capolavori della danse d’école, dalla emozionante
Trilogia Čaikovskij (Il Lago dei Cigni, Lo Schiaccianoci, La
Bella Addormentata) a Giselle, Cenerentola, La Bayadère,
Paquita, Don Chisciotte e Coppelia; ai balletti più celebri,
in molti dei quali si riconosce l’agile intervento del
coreografo Alexander Vorotnikov, si aggiungono altri
spettacolari allestimenti come La Vedova Allegra, ispirato
all’omonima operetta di Franz Lehàr e coreografato da Serge
Manguette, Le Notti di Valpurga (scena danzata tratta
dall’opera lirica Faust di Charles Gounod) e i
divertissements d’alto livello di virtuosismo inclusi nei
Gala. Il Balletto di Mosca La Classique ha effettuato
tournées in Italia, Francia, Inghilterra, Spagna, Austria,
Norvegia, Egitto, Marocco, Israele, Thailandia, Taiwan,
Cina, Giappone e Australia facendo ovunque registrare per
ogni esibizione il “tutto esaurito”. Elik Melikov,
diplomatosi come disegnatore presso l’Università delle Arti
di Mosca, ha vissuto a stretto contatto con la realtà
teatrale fin dal 1986, quando la riforma economica della
Perestrojka (“ricostruzione”) introdotta in Russia da
Mikhail Gorbaciov gli permise di erigere un laboratorio per
la produzione di costumi, scarpette da ballo, attrezzature,
scenografie e decorazioni. La crescente familiarità con
l’universo della danza convinse Melikov a impegnarsi non più
come imprenditore dietro le quinte bensì investendo le
proprie risorse in qualità di direttore artistico di una
nuova, meravigliosa compagnia che avrebbe riunito i migliori
danzatori capaci di onorare la tradizione coreutica della
Grande Russia.
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