Fondazione Teatro Coccia

 


G. LITTERA

La Stagione del Teatro Coccia > Stagione Concertistica da Camera > Gianluca Littera e Francesco Bucarella


“GIANLUCA LITTERA e FRANCESCO BUCARELLA”
Armonica e Pianoforte

Mercoledì 13 febbraio 2008 ore 21.00

Programma

GABRIEL FAURÉ
Pavana, op. 50

CAMILLE SAINT-SAËNS
Sonata op. 166

GORDON JACOB
Five Pieces for Harmonica and Piano

* * *

ALAN HOVAHNESS
Seven Greek Folk Dances

ASTOR PIAZZOLLA
Adios Nonino

JAMES MOODY
Toledo
 

In collaborazione con

Associazione Amici della Musica Vittorio Cocito
 

NOTE MUSICOLOGICHE

L'idea dell'ancia libera (una lamina che vibra con la pressione dell'aria data dalla bocca) “venne portata in Russia nella seconda metà del 700. Questo genere d'ancia, prima sconosciuto, si diffuse allora per l'Europa con inusitata rapidità. Gli organari e costruttori di strumenti automatici l'accolsero e, al principio del 1800, tutto un nuovo gruppo di strumenti venne basato sul principio dell'ancia libera. Quelli che tra tutti vissero più a lungo furono le due invenzioni di Friedrich Buschmann a Berlino: l'armonica a bocca nel 1821 e l'accordeon nel 1822. L'armonica a bocca aveva le forme d'una piccola cassa piatta con sottili linguette entro le scanalature … entrambi questi strumenti combinavano aspirazione ed espirazione: linguette spinte in fuori e risucchiate in dentro”. La costruzione delle armoniche cominciò a diffondersi in Germania e, nel 1857, Matthias Hohner ne intraprese la produzione in massa. Bisogna tuttavia attendere il Novecento inoltrato affinché lo strumento venga considerato non solo più un diletto folkloristico e che compositori “classici” scrivano pezzi originali per esso.
Fra loro Gordon Percival Septimus Jacob, londinese, nato nel 1895 e morto nel 1984. Per la sua formazione musicale si nutrì delle forze intellettuali offerte dal Royal College of Music della capitale inglese, ivi divenendo, in seguito, a sua volta insegnante di composizione per più di quarant'anni. Sostanzialmente la sua scrittura musicale non fu molto influenzata dalle novità dell'epoca e, pertanto, si sentiva respinto dalla “snobberia intellettuale” di alcuni compositori delle avanguardie degli anni Sessanta. La melodia era per Jacob un eliento importante, tanto che ebbe a dire che “il giorno in cui la melodia verrà abbandonata del tutto, potrete mettere via in valigia la musica”.
Alan Hovhaness, un eccentrico “che suonava la sua musica esotica per gli amici di Boston, mentre viveva dei guadagni come organista di chiesa” – scriveva il giornalista Walter Simmons – “è considerato uno dei più originali, più eseguiti ed incisi compositori d'America” ed era guidato “da dignità, umiltà ed integrità”. Nato a Somerville, Massachusetts, nel 1911, da padre armeno, negli anni Trenta a Boston e New York ascoltava “i cantanti armeni e curdi, e fui influenzato da quello che Uday Shankar, fratello di Ravi, stava facendo. Le modalità orientali erano sipre là”, ebbe a ricordare Hovhaness. Entrò in contatto con la liturgia armena e con l'opera del prete compositore Komitas Vartabed: “per me è il vero minimalista e fu attraverso Komitas che ebbi l'idea di dire il più possibile con il minor numero di note”. Poi conobbe di Giovanno, un mistico e pittore greco, che alimentò la sua curiosità per l'Oriente, per l'India e i suoi stili e modi musicali, l'Egitto e la Grecia ; fu addirittura il primo occidentale ad essere invitato al Music Festival of the Acadiy of Music di Madras (India). Fu un compositore che incorporò idiomi di altre culture musicali nel suo mondo creativo. Negli anni Cinquanta la sua scrittura includeva anche l'uso di tipologie occidentali nell'impiego dell'armonia e, fra il 1953 e 1955, visitò la Grecia e le sue isole. In seguito a questa esperienza, nel 1956, nacquero le Sette Danze Popolari Greche per armonica e pianoforte.
Di ispirazione “popolare” si rivela anche il brano “Toledo” di Moody: una fantasia spagnola, nata con l'accompagnamento di orchestra. James Moody (classe 1907) compose diversi brani per armonica, unita variamente ad altri strumenti, grazie anche alla sua conoscenza con l'armonicista James Reilly.
Brani non concepiti per il nostro strumento, ma che dunque ne denotano la versatilità, sono le composizioni di Fauré, Saint-Saëns e Piazzolla.
La Pavana op.50 di Gabriel Fauré fu scritta nel 1887, per una piccola orchestra da camera, e destinata ad essere eseguita nella rassegna estiva di concerti di Jules Danbe. Nel momento in cui Fauré decise di dedicare la composizione alla contessa Greffuhle vi aggiunse la parte del coro (che doveva rimanere invisibile in scena) e pensò anche alla possibilità di usufruire di ballerini (dato che la pavana è un ballo cinquecentesco dall'andamento lento ed aristocratico). In tale versione venne effettivamente eseguita per la prima volta nel 1891, durante uno dei “ garden parties ” organizzati dalla contessa Elisabeth al Bois de Boulogne .
Adios Nonino ” è uno dei brani più noti ed eseguiti di Astor Piazzola, in virtù forse della sua melodia. La nascita del pezzo risale al 1959, quando il compositore argentino si trovava a New York, impegnato nel tentativo di diffondere il suo stile di tango-jazz, senza tuttavia riscuotere molto successo. Qui ricevette la notizia dell'improvvisa morte del padre, Vicente detto “Nonino”, e, nell'iozione del momento, rimaneggiò un tango precedentiente scritto a Parigi nel 1954 (dove studiava con Nadia Boulanger). Nel 1960 di questa sua creazione ne fece una versione per il proprio quintetto strumentale.
Dedicata a “Monsieur Louis Bas”, la Sonata in tre movimenti op.166, fu scritta dal prolifico Camille Saint-Saëns (che di sé diceva: “Io produco musica come un albero di mele le mele”) nell'ultimo anno della sua vita, il 1921, per un organico di oboe e pianoforte. In essa l'oboe tratteggia un'atmosfera delicata e pastorale.

Elena Ceranini

GIANLUCA LITTERA

Nel 1974 inizia lo studio della Viola presso il Conservatorio Musicale G. B. Martini di Bologna e successivamente con il Maestro Dino Asciolla a Roma. Nel 1985 si diploma in Viola con la massima votazione e Menzione d'Onore presso il Conservatorio G. Rossini di Pesaro. Da molti anni si dedica allo studio dell'Harmonica Cromatica ed è uno tra i pochissimi al mondo a proporsi in qualità di solista in ambito classico, oltre che jazzistico, con tale strumento.

Il suo repertorio cameristico e sinfonico è composto esclusivamente da opere dedicate all'harmonica da parte di compositori come Heitor Villa Lobos ( Concert for Harmonica and Orchestra ), Darius Milhaud ( Suite Anglaise for Harmonica e Orchestra ), Gordon Jacob, Vaughan Williams, William Walton, Luciano Chailly… Nel 1997 ha regisrato il Concerto per Harmonica e Orchestra di Heitor Villa Lobos per la Compagnia Arte-Nova B.M .G. accompagnato dall'Orchestra spagnola O.F.G.C. diretta dal Maestro Adrian Leaper.

Della sua attività artistica si sono interessate importanti pubblicazioni del settore come «Il Giornale della Musica» e la rivista «Amadeus», per la quale ha rilasciato un'ampia intervista (marzo 2002). Recentiente ha collaborato con la prestigiosa Orchestra dell'Accadiia Nazionale di Santa Cecilia di Roma sotto la direzione del Maestro M. W. Chung (aprile 2000), registrando una Suite per Orchestra Sinfonica e Big Band di Duke Ellington, Night Creature . La pubblicazione di questo cd live è il frutto di tre concerti della Stagione Ufficiale dell'Accadiia, che si celebrarono presso l'Auditorium Nazionale di Santa Cecilia a Roma, ove l'harmonica, evidenziandosi come strumento solista, ha suscitato grande entusiasmo di pubblico e critica. Nell'aprile 2000 è stato ospite della Orquesta Sinfonica de Colombia di Bogotá, diretta dal Maestro Alejandro Posada, interpretando la composizione di Gordon Jacob Five Pieces per Harmonica e Orchestra.

Collabora con orchestre da camera tra le quali I Cameristi Italiani, prestigioso ensible composto nella sua totalità da professori dell'Accadiia Nazionale di Santa Cecilia di Roma. Con tale formazione ha suonato nella stagione 2000/01 dell'Oratorio Gonfalone di Roma interpretando l'opera contiporanea del Maestro Luciano Chailly Improvvisazione n. 9 , per armonica, orchestra d'archi e percussioni. Tra gli impegni internazionali ha concluso nel maggio 2001 con I Cameristi Italiani una tournée a Tokyo, dove è stata eseguita in prima mondiale assoluta la composizione per harmonica e 12 archi del Maestro Ennio Morricone Immobile n. 2 , composizione scritta per Gianluca Littera e I Cameristi Italiani per tale occasione. Tale evento promosso dal Ministero degli Esteri è rientrato nella programmazione degli eventi culturali Italia-Giappone per il 2001. Nel settibre 2003 è stato ospite dell'Orchestra Sinfonica di San Paolo (Brasile) e del suo direttore principale, Maestro John Neschling, per l'esecuzione del Concerto per Harmonica e Orquesta di H. Villa Lobos. A novibre dello stesso anno è stato protagonista con l'Orchestra Regionale di Roma e del Lazio di un programma tutto dedicato all'harmonica con l'esecuzione dei concerti di L. Chailly, G. Jacob e di una singolare fantasia di tii brasiliani.

Nell'ambito della musica da camera collabora con il Quartetto d'Archi della Scala e in duo con il pianista Francesco Bucarella. Gianluca Littera, compositore e arrangiatore, ha scritto il Concerto per Bandoneòn e Orchestra .

FRANCESCO BUCARELLA

Francesco Buccarella è nato a Roma nel 1967 in una famiglia di musicisti; ha iniziato lo studio del pianoforte all'età di quattro anni con la madre Maria Teresa Garatti, quindi ha proseguito sotto la guida di Adalberta Spada con la quale si è diplomato a sedici anni, con il massimo dei voti, presso il Conservatorio di S. Cecilia in Roma. In seguito ha frequentato i Corsi di Perfezionamento dell'Accadiia Nazionale di S. Cecilia in Roma diplomandosi con lode in pianoforte nel 1987 (Maestro Lya De Barberiis) e con il massimo dei voti in musica d' insiie nel 1996 (Maestro Felix Ayo). Ha poi seguito gli stages di  perfezionamento pianistico del Maestro Konstantin Bogino, completando la sua formazione artistica e strumentale al più alto livello. Vincitore di vari prii in concorsi nazionali ed internazionali, solistici e cameristici, ha debuttato in pubblico nel 1982, quando fu scelto, dopo una selezione giovanile nazionale nei conservatori italiani, per partecipare al «Festival Pianistico Internazionale» di Brescia e Bergamo: da allora si è esibito, sia come solista che con orchestra e in gruppi da camera, in un gran numero di concerti pubblici in Italia, Svizzera, Jugoslavia, Francia, Spagna, Germania, Canada, Stati Uniti d'America, Giappone, Corea e Cina; ha effettuato registrazioni radiofoniche e televisive per la Radiotelevisione Jugoslava , per la RAI italiana e per la Radio Vaticana , ha partecipato come artista ospite a registrazioni discografiche per la Philips e la Deutsche Grammophon. Collabora abitualmente con l'Accadiia Nazionale di S. Cecilia, sia con l'Orchestra dell'Ente, come esecutore al pianoforte, al clavicibalo e alle tastiere elettroniche, sia come pianista ufficiale del Corso di Perfezionamento di Violino, ed è mibro del prestigioso complesso da  camera I Musici. È titolare di ruolo della cattedra di pianoforte principale presso il Conservatorio Nino Rota di Monopoli, dove tiene i Corsi di Prassi  esecutiva e repertorio e di Musica da Camera nell'ambito dei secondi livelli universitari dei Conservatori di Musica.