Fondazione Teatro Coccia

 

La Stagione del Teatro Coccia > Operetta > My Fair Lady




“MY FAIR LADY”

di Frederick Loewe


Con Corrado Abbati

Licenza esclusiva
Edizioni TAMS-WITMARK N.Y.


Regia Corrado Abbati

Produzione
InScena S.r.l.
Compagnia di Operetta Corrado Abbati

Sabato 19 dicembre 2009 ore 21.00
Domenica 20 dicembre 2009 ore 16.00



TRAMA

Il professor Higgins, noto studioso di fonetica, dopo una serata all’opera, si imbatte nella giovane fioraia Eliza Doolittle ed è a tal punto colpito dai suoi modi rozzi e dal suo parlare sgraziato, da scommettere con un suo collega e amico, il colonnello Pikering, che riuscirà a trasformare, tempo sei mesi, la cenciosa fioraia in una raffinata donna degna dell’alta società.
La giovane si trasferisce dunque in Wimpole Street a casa del professore dove la governante, signora Pearce, la renderà presentabile con abiti nuovi e un bel bagno caldo.
Il padre di Eliza, il gaudente Alfred, amante delle buone bevute in compagnia, saputo dell’interesse del professore per la figlia, si presenta per sfruttare la situazione e scroccare qualche sterlina.
Higgins è comunque favorevolmente impressionato da quest’uomo e, a modo suo, lo aiuterà.
Hanno dunque inizio le laboriose lezioni volte a far perdere alla ragazza le terribili inflessioni dialettali.
Dopo un primo fallito tentativo di presentare Eliza in società (alle corse ad Ascot), il professore Higgins può finalmente considerare riuscita la sua opera allorché Eliza ottiene unanime apprezzamento al gran ballo della Regina di Transilvania.
Per Higgins e il suo amico colonnello Pikering, l’esperimento può così dirsi concluso ed, ignorando la ragazza, si congratulano a vicenda.
Eliza si sente oltraggiata, frustrata e incompresa. Arrabbiata e delusa abbandona la casa del professore e accetta la tenera comprensione del giovane aristocratico Freddy Eynsford-Hill che si è sinceramente innamorato di lei al ballo.
Eliza vorrebbe tornare ad essere quella che era prima dell’incontro con Higgins, ma ormai ha una nuova personalità e questa le impedisce di tornare alla vecchia vita e d’altra parte è ormai profondamente innamorata del suo maestro.
Accompagnata da Freddy vuole comunque tornare al mercato di fiori a Coven Garden ed è qui che reincontra suo padre che, diventato ricco grazie all’interessamento proprio di Higgins, decide di sposarsi e di condurre una vita borghese, ma intanto festeggia passando la notte a bere e a cantare con gli amici.
Higgins intanto è rimasto solo e soltanto adesso si accorge dell’importanza di Eliza e confessa che non può vivere senza di lei.
Eliza è ora giudice-arbitro del proprio destino: sceglierà il burbero Higgins o il tenero Freddy?
...Bhè… al cuor non si comanda! O no?

 

NOTE DI REGIA

“Vorrei danzar con te, la notte e il di così e stringerti a me.
Vorrei cantar con te, vorrei sognar con te perché sei tu l'amor…”

Sognare, amare, cantare, danzare: ecco gli elementi distintivi che diventano linea guida di questa nuova edizione di My Fair Lady .

Nella prefazione a “Pigmalione”, il testo da cui è tratta My Fair Lady , G.B. Shaw la presenta come una commedia didattica sull'esistenza e l'importanza della fonetica.

Pigmalione però è parola, My Fair Lady è musica (o quantomeno aggiunge la musica) ed allora l'attenzione, il baricentro di questo adattamento si sposta e si interessa non tanto ai conflitti dialettici bensì a quelli dei personaggi. Certo, si prende atto dell'esistenza della fonetica e della possibilità di far parlare una fioraia come una gran dama, ma per dimenticarsene ben presto e potersi così abbandonare alla “favola possibile” di Eliza, tifare per lei ed attendere il lieto fine. Il ritmo allora si fa più serrato, il dialogo brillante, ricco di aforismi e battute spiritose, i costumi “favolosi”, ricchi, eleganti, raffinati, i movimenti coreografici energici e corali, capaci di amplificare ora i momenti burleschi ora i momenti romantici e su tutto: la musica!

La musica di Loewe che sa essere sentimentale e romantica, briosa e trascinante, sempre vitale. A lei, probabilmente, spetta una buona parte di quel miracolo che è My Fair Lady , uno dei più famosi e popolari “classici” del teatro musicale e che, fra l'altro, ha la fortuna di essere sempre giovane… E adesso lasciatevi travolgere anche voi dalla tempesta dei sentimenti.

Corrado Abbati